Pedemontana pordenonese, pressing sui risultati dell’indagine sanitaria: «Non si può rinviare ancora»
Dopo l’intesa raggiunta in estate sulla gestione dei dati protetti, torna la richiesta di chiudere lo studio e presentarlo ai territori coinvolti.
Nella Pedemontana pordenonese torna al centro il tema dello studio epidemiologico atteso da anni. A riaccendere l’attenzione è l’intervento del consigliere regionale Andrea Carli, che chiede alla Regione di arrivare in tempi rapidi alla conclusione dell’indagine e del monitoraggio ambientale, così da fornire un quadro chiaro alle comunità interessate.
Il punto è emerso dopo la risposta della Giunta regionale a un’interrogazione con cui era stato chiesto di fare chiarezza sullo stato di avanzamento delle verifiche in corso nell’area pedemontana del Pordenonese. Secondo Carli, il nodo più delicato che aveva rallentato il percorso sarebbe stato ora affrontato.
Il passaggio decisivo sui dati protetti
Il consigliere del Pd richiama infatti l’accordo siglato ad agosto, considerato un passaggio fondamentale per la gestione dei dati epidemiologici sensibili nel rispetto delle norme sulla privacy. Un elemento che, nelle sue valutazioni, consente adesso di superare quello che finora era stato indicato come il principale freno tecnico e amministrativo.
Per questo motivo, la richiesta politica è di accelerare: una volta risolta la questione legata al trattamento delle informazioni sanitarie riservate, sostiene Carli, non ci sarebbero più ragioni per allungare ulteriormente i tempi dell’indagine.
Un’attesa lunga per il territorio
Il tema, sottolinea l’esponente dem, è seguito da tempo con grande attenzione nelle comunità della zona. Proprio per questo l’aspettativa, ora, è che non si debba attendere ancora a lungo per arrivare a una conclusione formale dello studio.
Carli ricorda anche il percorso che ha portato fin qui la vicenda, osservando che per arrivare all’intesa dell’agosto 2026 è trascorso più di un anno dalla sua interrogazione presentata nel giugno 2025, oltre agli atti precedenti già depositati sullo stesso argomento. Un richiamo che mette l’accento sulla lentezza dell’iter seguito finora.
La richiesta: conclusione e restituzione pubblica
Accanto alla chiusura dell’indagine, viene posta anche un’altra esigenza: quella di rendere noti gli esiti del lavoro. L’obiettivo indicato è che i risultati vengano messi a disposizione in modo chiaro, con un confronto rivolto sia agli amministratori locali sia ai cittadini dell’area interessata.
Per il consigliere regionale, una volta superati gli ostacoli normativi, il passaggio successivo deve essere la conclusione effettiva dello studio, seguita dalla sua diffusione. Il punto, nella lettura politica espressa, è dare risposte attese da tempo da un territorio che continua a chiedere elementi concreti sul fronte sanitario e ambientale.
La vicenda resta quindi aperta sul piano istituzionale, ma con un passaggio nuovo: l’accordo sui dati sensibili viene ora indicato come la condizione che può consentire di chiudere finalmente il procedimento e restituire un risultato atteso da anni nella Pedemontana pordenonese.