Una friulana alla guida di Confagricoltura Donna: Paola Giovannini Pasti eletta presidente nazionale

L’imprenditrice, fondatrice di Confagricoltura Donna Fvg, assume l’incarico nazionale dopo l’assemblea di Roma e presenta le priorità del mandato.

27 maggio 2026 20:04
Una friulana alla guida di Confagricoltura Donna: Paola Giovannini Pasti eletta presidente nazionale -
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Il Friuli Venezia Giulia porta una sua rappresentante ai vertici nazionali di Confagricoltura Donna. A Roma, nell’assemblea convocata a Palazzo della Valle, Paola Giovannini Pasti è stata scelta come nuova presidente dell’associazione che riunisce le imprenditrici agricole del sistema Confagricoltura.

Per il territorio regionale si tratta di un passaggio significativo, anche perché Giovannini Pasti è stata tra le promotrici di Confagricoltura Donna Fvg. La neoeletta, nata nel 1970, parte da un percorso che intreccia impresa agricola, impegno associativo e attività nel sociale.

Fa parte infatti di cinque aziende agricole di famiglia distribuite tra Friuli e Veneto. Alla formazione giuridica affianca da tempo interessi per il giornalismo, l’arte e la cultura. Nel non profit ha dato vita alla onlus “Un sogno per la vita”, realtà impegnata in progetti dedicati a persone con disabilità intellettiva di origine genetica, dall’infanzia all’età adulta.

Un incarico nazionale che parte dal lavoro costruito in regione

Nel suo intervento dopo l’elezione, la nuova presidente ha voluto richiamare le origini dell’associazione e il valore del cammino compiuto fin qui. Ha ricordato la spinta iniziale che, quattordici anni fa, portò alcune imprenditrici insieme a Marina Di Muzio a organizzarsi per dare una presenza stabile e riconoscibile alle donne dell’agricoltura dentro la rappresentanza di settore.

Il messaggio politico e associativo è stato netto: il nuovo mandato non nasce da zero, ma da una base già costruita nel tempo da chi ha aperto la strada. Un passaggio che, letto dal Friuli, assume un peso particolare considerando il ruolo avuto dalla stessa Giovannini Pasti nella nascita dell’esperienza regionale.

La mattinata romana si è aperta con l’intervento della presidente uscente Alessandra Oddi Baglioni, alla guida dell’associazione dal 2018 per due mandati. Nel corso dell’assemblea sono stati ripercorsi i principali momenti dell’attività svolta, compreso il supporto offerto alle imprenditrici durante gli anni segnati dall’emergenza Covid. Sono arrivate anche le congratulazioni di Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi.

Le priorità del mandato: rete, formazione e peso nelle scelte

La nuova presidente ha tracciato un programma articolato in sei linee di lavoro. Il primo obiettivo riguarda il rafforzamento della presenza sui territori: l’intenzione è arrivare a fine mandato con un presidio attivo in ogni regione, affiancando a questo anche accordi con ordini professionali, associazioni scientifiche e organizzazioni femminili.

Un secondo fronte punta a sostenere la crescita delle imprenditrici, dentro le aziende e nei rapporti tra imprese. Tra gli strumenti indicati ci sono percorsi formativi su fisco, marketing e transizione digitale, ma anche convenzioni dedicate con il sistema bancario. In questo quadro rientra l’azione verso i decisori politici, con la richiesta di misure specifiche dentro Psr, Pnrr e riforma della Pac.

Nel programma trova spazio anche il tema delle aggregazioni tra imprenditrici aderenti a Confagricoltura Donna. L’idea è costruire una rete capace di dialogare con grande distribuzione, ristorazione e mercati della filiera corta, fino a dare forma a un polo produttivo femminile riconoscibile e più forte sul piano contrattuale.

Un altro capitolo riguarda la formazione sindacale aperta, considerata utile per comprendere come funzionano la rappresentanza e i tavoli negoziali. Accanto a questo, Giovannini Pasti ha posto l’accento sulla leadership femminile: non basta essere presenti nel comparto agricolo, il punto è assumere un ruolo diretto nei luoghi in cui si decide, anche attraverso percorsi di mentoring.

Dal premio Stem all’innovazione in azienda

Tra i progetti citati c’è il premio di laurea Stem, che oggi coinvolge Lazio e Friuli. L’obiettivo annunciato è allargarlo su scala nazionale, creando una rete con una o più università partner in ogni regione e favorendo il contatto con le future imprenditrici.

L’ultimo asse programmatico è dedicato all’innovazione, letta come leva necessaria per la tenuta economica delle aziende agricole. Nel discorso sono stati richiamati strumenti e temi come droni, agricoltura di precisione, Tea e biologico, con un’impostazione orientata alla competitività più che alle contrapposizioni ideologiche. Un terreno che interessa da vicino anche il Nord Est e il sistema agricolo friulano.

Accanto alla presidente sono state elette due vicepresidenti: Elisa Aquilano, che guida Confagricoltura Donna Puglia, e Orsola Balducci, presidente di Confagricoltura Donna Lazio. Nel direttivo entrano anche Diana Bortoli per il Nord Italia, Maria Grazia Maccherani per il Centro e Lucia Rinaldi per il Sud. A chiudere i lavori è stato il vicepresidente di Confagricoltura Sandro Gambuzza, che ha portato il saluto dell’organizzazione nazionale.

Per il Friuli Venezia Giulia l’elezione di Giovannini Pasti rappresenta ora anche un’occasione di visibilità e di peso nel confronto sull’agricoltura che cambia, tra innovazione, rappresentanza e nuove opportunità per l’imprenditoria femminile.

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