Paderno, in Regione si riapre il dossier crematorio: nodo sui numeri autorizzati

In audizione a Trieste confronto sulla capienza dell’impianto di Paderno di Udine e sulla richiesta di un tetto più basso avanzata dal comitato.

02 novembre 2026 18:48
Paderno, in Regione si riapre il dossier crematorio: nodo sui numeri autorizzati -
Condividi

Il punto che divide resta soprattutto uno: quante cremazioni debba poter sostenere ogni anno l’impianto di Paderno di Udine rispetto al fabbisogno reale del territorio. È su questo passaggio che si è concentrato il confronto svolto in Regione, durante l’audizione dedicata alla distribuzione dei crematori in Friuli Venezia Giulia.

Al centro della discussione c’è infatti la distanza tra la soglia oggi autorizzata per la struttura e la riduzione chiesta dal comitato locale. Un tema che, per un’area come quella udinese, incrocia programmazione dei servizi, impatto sul territorio e rapporto con le comunità interessate.

Il confronto emerso a Trieste

A intervenire sul tema è stato il consigliere regionale della Lega Alberto Budai, che ha definito l’audizione un passaggio utile per affrontare la questione in modo concreto. Nel suo commento ha sottolineato il clima del confronto, evidenziando la disponibilità dell’assessore Riccardi e l’impostazione del comitato, ritenuta orientata a far valere le proprie richieste senza irrigidire il dibattito.

Secondo Budai, il lavoro da fare ora riguarda una verifica puntuale tra la capacità consentita all’impianto e le necessità effettive dell’utenza. L’idea, ha spiegato, è quella di costruire una risposta che tenga insieme i bisogni dei cittadini e una pianificazione regionale coerente.

La distanza tra 8.000 e 2.400 cremazioni annue

I numeri richiamati durante l’audizione mostrano con chiarezza il cuore del problema. Per Paderno la capienza autorizzata è indicata in circa 8.000 cremazioni all’anno, mentre dal comitato è arrivata la richiesta di abbassare quel limite a 2.400.

Una differenza ampia, che rende inevitabile un approfondimento tecnico e politico. Il tema non riguarda soltanto il singolo impianto, ma anche il modo in cui il servizio viene distribuito a livello regionale e il bilanciamento tra strutture esistenti e domanda concreta.

La mozione e il passaggio politico

Budai ha ricordato di aver presentato una mozione proprio su questo argomento, con l’obiettivo di portare la questione all’attenzione del Consiglio regionale. Nelle sue parole, il punto non è alimentare uno scontro, ma arrivare a una gestione ritenuta sostenibile degli impianti presenti in Friuli Venezia Giulia.

Per il territorio friulano il dossier Paderno resta quindi aperto. Dopo l’audizione, il passaggio decisivo sarà capire se esistano margini per avvicinare le diverse posizioni, partendo dai dati e da una valutazione complessiva del servizio, in un ambito che tocca direttamente le esigenze delle famiglie e delle comunità locali.

Segui Prima Friuli