Opicina festeggia Bruna Carli: cento anni tra camion, presepi e vita di comunità
A Casa Capon il centenario di una figura molto conosciuta sul Carso triestino: pioniera alla guida dei mezzi pesanti e anima attiva di tante iniziative locali.
A Opicina il compleanno di Bruna Carli è diventato qualcosa di più di una ricorrenza privata: il traguardo del secolo di vita ha riunito familiari, amici e volti della comunità in una festa ospitata a Casa Capon, in via Sant’Isidoro.
La centenaria, per tutti “Nonna Bruna”, è stata salutata anche dall’assessore comunale alle Politiche sociali Massimo Tognolli, presente all’incontro insieme ai parenti. Durante la celebrazione è stato letto inoltre il messaggio inviato dal sindaco Roberto Dipiazza, con gli auguri per le cento candeline.
Il momento ha assunto un significato particolare anche per il legame tra Bruna Carli e la struttura comunale, frequentata negli anni per attività e occasioni di socialità. Nel suo intervento Tognolli ha richiamato proprio questo rapporto, affiancando simbolicamente la festa per il centenario al percorso di rilancio di Casa Capon.
Un ringraziamento per l’organizzazione è arrivato da Nadia Bellina, una delle quattro figlie, che ha espresso riconoscenza per la disponibilità degli spazi e per l’attenzione dimostrata dalle istituzioni cittadine, ricordando anche il pensiero inviato dalla vicesindaca Serena Tonel.
Una storia familiare che attraversa cinque generazioni
Bruna Carli è nata il 13 giugno 1926 a Divaccia San Canziano, allora territorio italiano. Oggi il suo secolo di vita si riflette in una famiglia molto ampia: quattro figlie, otto nipoti, quattordici pronipoti, due trisnipoti, oltre a generi e parenti.
È un percorso umano che, nel tempo, ha unito generazioni diverse e che sul Carso triestino ha lasciato una traccia riconoscibile, fatta di relazioni, lavoro e partecipazione alla vita del territorio.
La donna che portò i camion sulle strade di Trieste
Tra gli aspetti più singolari della sua biografia c’è il rapporto con i mezzi pesanti. Bruna Carli fu infatti la prima donna a Trieste e la seconda in Italia a ottenere la patente per guidare camion, all’Autoscuola Mambrini.
Scelse quella strada per dare continuità all’attività di famiglia in un periodo complicato, segnato dai problemi di salute del marito. Da necessità nacque così un’esperienza professionale fuori dal comune, affrontata con determinazione e competenza.
Nel corso degli anni si mise al volante di diversi mezzi, dal Leoncino all’Autobianchi Scaligero da 120 quintali, poi il 130 e infine un 190 scarrabile e ribaltabile con gru. Per circa trent’anni ha lavorato sulle strade, fino a 65 anni, senza multe e senza incidenti.
Motori e manualità, passioni coltivate a lungo
L’interesse per la guida non si è fermato con la fine dell’attività lavorativa. Bruna Carli ha continuato a usare l’auto fino a 97 anni e ha mantenuto vivo il legame con i motori partecipando, insieme alla nipote Margot Gerzeli, alle edizioni 2016 e 2018 della Trieste Opicina Historic.
Accanto ai veicoli, un altro capitolo importante è quello dei presepi. Dal 1998 ha realizzato statuine in legno ispirate alla tradizione carsica, destinate a diversi allestimenti del territorio, tra Trebiciano, Opicina, Villa Carsia, Laghetto di Percedol e Obelisco.
Il suo lavoro è stato apprezzato anche nel concorso “Natale con il presepio a Trieste”: nel 2015 arrivò il primo premio insieme a Silvio Buzzai, mentre nel 2023 ottenne un terzo posto con Dario Rota.
Presenza costante nella vita del territorio
La sua attività non si è limitata alla sfera familiare o creativa. Ha collaborato con il professor Marco Drabeni alla realizzazione di un presepe all’Istituto Max Fabiani, coinvolgendo studenti di provenienze diverse, e ha partecipato ai carri allegorici di Trebiciano per il Carnevale Carsico, guidando anche il trattore durante le sfilate.
Tra le esperienze ricordate ci sono pure una gara di Valzer Viennese in Piazza dell’Unità d’Italia con l’amica Lidia Modesti, conclusa con il riconoscimento di coppia più anziana in gara, e la partecipazione al Coro d’Argento di Villa Carsia in molte iniziative pubbliche.
Casa Capon, del resto, è stata anche uno dei luoghi della sua quotidianità: qui ha contribuito a far conoscere il Burraco insieme a Renata Cima, confermando una vitalità rimasta intatta nel tempo.
Un centenario che racconta anche il Carso triestino
Pur avendo solo la licenza elementare, Bruna Carli ha mostrato negli anni una notevole capacità di adattarsi ai cambiamenti. Nel 1996, dopo un breve corso, iniziò a utilizzare il computer per seguire in prima persona dati, fatture e pratiche amministrative della propria attività.
Per questo la festa di Opicina non ha celebrato soltanto un compleanno, ma anche un carattere fuori dal comune: una donna capace di passare dai camion ai presepi, dalla gestione del lavoro all’impegno sociale, restando un punto di riferimento affettuoso per tante persone del territorio.
Nel giorno del suo centesimo compleanno, la comunità le ha restituito quell’affetto costruito in decenni di presenza concreta, trasformando la ricorrenza in un omaggio collettivo a una figura che appartiene alla memoria viva del Carso triestino.