Operazione anti bande giovanili, in Friuli Venezia Giulia riflettori su Trieste: 9 arresti e 106 denunce
Nel maxi intervento della Polizia in 44 province, il capoluogo giuliano registra uno dei bilanci territoriali più consistenti tra controlli, sequestri e verifiche sui giovani.
Nel quadro del grande intervento nazionale contro la criminalità giovanile, Trieste emerge come uno dei punti più rilevanti per numero di persone coinvolte e intensità dei controlli. Nel capoluogo giuliano il bilancio parla di 9 arresti e 106 denunce, con 15 minorenni tra i segnalati all’autorità giudiziaria.
L’azione rientra nell’operazione coordinata dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato in 44 province italiane, costruita per colpire gruppi e singoli coinvolti in spaccio, aggressioni, rapine, danneggiamenti, possesso di armi e comportamenti violenti alimentati anche attraverso i social.
Per il Friuli Venezia Giulia il dato triestino assume un peso particolare anche per la mole di verifiche effettuate: sono stati controllati quasi 6.500 adulti e circa 1.200 minori, con attività concentrate nei luoghi di ritrovo più frequentati dai ragazzi e con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine.
Il fronte triestino nell’operazione nazionale
Durante le attività svolte in città sono stati sequestrati quattro coltelli e quantitativi di sostanze stupefacenti. Nello stesso contesto investigativo rientrano anche le perquisizioni eseguite nelle settimane precedenti su 15 giovani tra i 18 e i 20 anni, destinatari pure di misure personali di prevenzione.
Secondo il quadro complessivo, Trieste rappresenta una delle articolazioni territoriali più significative dell’intera operazione, sia per il numero delle persone identificate sia per l’ampiezza dei controlli svolti su maggiorenni e minorenni.
I numeri complessivi del blitz
Su scala nazionale l’intervento ha portato all’arresto o al fermo di 539 persone, mentre 954 sono state denunciate a piede libero. Tra gli arrestati figurano 492 maggiorenni e 47 minorenni; tra i denunciati 791 adulti e 163 minori.
Le contestazioni riguardano, a vario titolo, reati contro la persona e il patrimonio, spaccio di droga, ricettazione, possesso illecito di armi e detenzione di strumenti utilizzabili per offendere. L’attività ha preso di mira anche episodi di violenza di gruppo e contenuti discriminatori o aggressivi diffusi online.
Complessivamente sono state controllate 187.956 persone in aree considerate sensibili, comprese zone della movida e piazze note per lo spaccio. Tra queste, 19.489 erano minorenni.
Droga, denaro e armi recuperati durante le perquisizioni
Uno dei capitoli più consistenti dell’operazione riguarda gli stupefacenti. Il totale sequestrato arriva a 703 chili: 41 di cocaina, 660 di cannabinoidi e 2 di ketamina. Gli agenti hanno inoltre recuperato circa mille compresse di ossicodone, oltre ad altre sostanze psicotrope come ecstasy, MDMA, shaboo e benzodiazepine.
Accanto alla droga sono stati trovati anche bilancini di precisione, ritenuti strumenti collegati alla preparazione delle dosi da cedere. Sequestrati inoltre 307mila euro in contanti, somma sulla quale proseguiranno gli approfondimenti per chiarirne l’origine.
Rilevante anche il capitolo armi: la Polizia ha recuperato 49 armi da fuoco, 87 armi da taglio e 95 oggetti potenzialmente impiegabili per ferire o intimidire. Nell’elenco compaiono anche storditori elettrici, spray urticanti, una mazza da baseball, un manganello telescopico e strumenti da effrazione.
Controlli anche su social, immobili e locali
L’operazione non si è limitata alle strade. Sono stati verificati 1.182 immobili, tra cui 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre a 117 sale giochi e 543 attività commerciali.
Le verifiche hanno portato a 506 sanzioni amministrative, soprattutto per uso personale di sostanze stupefacenti e per somministrazione di alcolici a minorenni. Un altro filone ha riguardato il web: sono stati individuati 973 profili social con messaggi che esaltavano odio, aggressioni e uso di armi.
Due di questi profili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria competente per le valutazioni del caso. È un aspetto che conferma come una parte del fenomeno si sviluppi ormai anche online, dove immagini, video e minacce diventano strumenti di riconoscimento e propaganda tra gruppi giovanili.
L’operazione ha impegnato oltre mille operatori della Polizia di Stato in tutta Italia. Per il Friuli Venezia Giulia, con Trieste e Udine tra le province coinvolte, il dato conferma l’attenzione crescente verso i contesti urbani e i luoghi di aggregazione frequentati dai più giovani.