Nuove regole per costruire e riqualificare in Fvg: il disegno di legge 90 apre il confronto

In IV Commissione parte l’esame della riforma urbanistica regionale: focus su rigenerazione, tutela del paesaggio e ruolo dei Comuni.

16 luglio 2026 19:39
Nuove regole per costruire e riqualificare in Fvg: il disegno di legge 90 apre il confronto -
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Il futuro della pianificazione territoriale del Friuli Venezia Giulia entra in una fase concreta con l’avvio dell’esame del disegno di legge 90 in IV Commissione. Il provvedimento punta a riscrivere un quadro normativo considerato ormai datato, con l’obiettivo di offrire agli enti locali strumenti più adatti alle esigenze attuali.

Nel testo illustrato in sede regionale trovano spazio temi che toccano da vicino anche le comunità friulane: recupero dell’esistente, contenimento del consumo di suolo, attenzione agli equilibri ambientali e una programmazione capace di tenere insieme sviluppo e qualità del territorio.

Una riforma che guarda oltre il vecchio impianto

Il confronto politico parte da un punto condiviso: le regole urbanistiche regionali affondano le radici in una stagione molto diversa da quella di oggi. L’impianto nato alla fine degli anni Settanta viene riconosciuto come decisivo in una fase storica delicata, ma ritenuto non più sufficiente per rispondere ai cambiamenti intervenuti nel frattempo.

A richiamare questo passaggio sono stati anche i consiglieri regionali Serena Pellegrino, di Avs, e Marco Putto, del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, intervenuti a margine della presentazione del ddl 90. Per i due esponenti dell’opposizione si tratta di una tappa importante nel governo del territorio regionale.

La valutazione di partenza, da parte loro, è favorevole all’impostazione generale del testo. In particolare viene apprezzata la volontà di aggiornare gli strumenti di pianificazione, rendendoli più coerenti con le questioni ambientali, abitative, produttive e sociali che oggi incidono sulle scelte urbanistiche.

Comuni al centro della nuova pianificazione

Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda il ruolo delle amministrazioni locali. L’idea è dotare Comuni ed enti territoriali di meccanismi più agili per coordinare urbanistica, paesaggio e ambiente, in una logica meno rigida rispetto al passato.

Secondo la lettura espressa dai consiglieri, il disegno di legge prova a spostare la pianificazione verso una visione più ampia, non limitata alla sola organizzazione degli spazi edificabili. Il territorio viene così considerato anche nella sua dimensione ecologica, con una maggiore attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici e alla necessità di riqualificare ciò che già esiste.

Tra gli obiettivi indicati c’è infatti la rigenerazione urbana, insieme alla salvaguardia del paesaggio e alla semplificazione amministrativa. In questa cornice rientra anche il principio del saldo zero nel consumo di suolo, che rappresenta uno dei cardini politici della proposta.

Urbanistica in Friuli Venezia Giulia, il ddl 90 arriva in Commissione: stop al consumo di
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Il confronto politico e le richieste arrivate dai territori

Pur giudicando positiva la base di partenza, Pellegrino e Putto hanno spiegato che il passaggio in Commissione servirà anche a correggere e rafforzare il testo. L’intenzione è evitare che la riforma resti un intervento solo formale, senza effetti concreti sulla capacità di programmazione delle comunità locali.

Nel loro intervento è emerso anche un tema molto pratico per il Friuli Venezia Giulia: la difficoltà, in diversi Comuni, di trasformare risorse disponibili in opere e interventi effettivi. Alla radice di questo problema viene indicata soprattutto la fragilità degli uffici tecnici e amministrativi, spesso alle prese con organici insufficienti.

Per questo l’opposizione chiede che la discussione sul ddl 90 non resti confinata al livello istituzionale, ma coinvolga amministrazioni, categorie e soggetti direttamente interessati dalle scelte urbanistiche. Il punto, nella sostanza, è costruire una riforma applicabile davvero nei territori, non solo condivisibile nei principi.

Il precedente storico della ricostruzione friulana

Nel dibattito è tornato anche il riferimento a una pagina centrale della storia regionale: la ricostruzione dopo il terremoto. Quella stagione viene richiamata come esempio di pianificazione capace di orientare la rinascita del Friuli con una visione ampia e con effetti duraturi sull’intero assetto territoriale.

Il riferimento al Purg del 1978 si inserisce proprio in questo solco. Se allora quello strumento fu decisivo per accompagnare una fase straordinaria, oggi la sfida è diversa: aggiornare le regole senza perdere il valore di una programmazione pubblica capace di guardare lontano.

Il lavoro in Commissione dirà se il disegno di legge riuscirà a tradurre questo obiettivo in un nuovo equilibrio tra tutela del paesaggio, crescita economica e qualità della vita nei centri urbani e nelle aree del Friuli Venezia Giulia.

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