“Nordest a 4 Zampe” debutta dal "Cat Café" di Martignacco: nasce il racconto che fa bene al cuore | VIDEO

Ieri alle 20.30 su Nordest24 la prima puntata di “Nordest a 4 Zampe” in live da Martignacco, tra gatti e adozioni.

14 febbraio 2026 08:33
“Nordest a 4 Zampe” debutta dal "Cat Café" di Martignacco: nasce il racconto che fa bene al cuore | VIDEO -
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MARTIGNACCO – Ieri sera, alle 20.30, è andata in onda su nordest24.it e su tutti i canali social la prima puntata di “Nordest a 4 Zampe”, il nuovo format firmato Nordest24 dedicato alle storie di rinascita e alle seconde possibilità per gli animali abbandonati o in difficoltà. Un viaggio che attraversa il territorio e mette al centro chi, ogni giorno, sceglie di fare la differenza: volontari, associazioni, realtà locali e persone che trasformano l’amore per gli animali in impegno concreto.

La puntata d’esordio ha acceso i riflettori su un luogo simbolo di accoglienza e sensibilizzazione: il Di Cane In Gatto – Cat Café di Martignacco, sede dell’associazione Zampa su Zampa ODV. Uno spazio speciale in cui i gatti trovano cure, attenzioni e, soprattutto, una nuova opportunità di vita.

“Nordest a 4 Zampe” nasce con un obiettivo chiaro: raccontare realtà dove gli animali recuperati da situazioni difficili possono ricominciare. Non solo cronaca, ma esperienze, percorsi, scelte quotidiane fatte di pazienza e responsabilità. In ogni episodio, il format entra in luoghi “speciali” dove gli animali abbandonati hanno trovato una seconda vita e dove spesso, grazie a percorsi di adozione consapevole, arriva anche la possibilità di una famiglia.

A condurre la puntata d’esordio è Silvia Zanella, che ha accompagnato il pubblico in una diretta ricca di contenuti, testimonianze e momenti di emozione.

La storia del Cat Café affonda le radici nell’intuizione di Loredana Barrichello, che anni fa ha voluto creare un luogo fisico di riferimento per l’associazione, capace di unire informazione, accoglienza e incontro tra persone sensibili al mondo animale. Negli anni, in questo spazio sono stati ospitati tantissimi gatti, molti dei quali hanno poi trovato famiglie attraverso percorsi di adozione strutturati e responsabili.

Oggi il locale continua a essere la casa di Zampa su Zampa ODV e, da ottobre 2025, ha una nuova gestione che ha dato slancio e continuità al progetto.

Durante la diretta, il racconto entra nel cuore dell’associazione grazie all’incontro con Barbara Felace, vicepresidente di Zampa su Zampa ODV, che ha ripercorso nascita ed evoluzione del gruppo.

L’associazione nasce nel 2016, su progetto della presidente Loredana Barrichello. L’idea prende forma dall’esperienza diretta: il contatto con persone in cerca di consigli, aiuti, indicazioni su dove adottare gatti. Da lì, il bisogno di creare un punto di incontro per fare informazione, mettere in rete chi condivide gli stessi obiettivi e dare una possibilità concreta a gatti randagi e animali che, altrimenti, non avrebbero alternative.

Un aspetto fondamentale emerso nella puntata riguarda la selezione e la tutela: i gatti che entrano in un Cat Café seguono un percorso preciso. Prima dell’inserimento devono completare una prassi sanitaria completa, non presentare patologie e risultare idonei anche dal punto di vista caratteriale, perché vivere in un ambiente frequentato significa affrontare stimoli continui e contatti con molte persone.

Alla domanda su quali situazioni si presentino più frequentemente, Barbara Felace è stata chiara: nella maggior parte dei casi si tratta di abbandoni. Abbandoni di cuccioli nei periodi delle cucciolate, ma anche – sempre più spesso – abbandoni di gatti adulti per rinunce di proprietà.

Un capitolo doloroso riguarda gli animali appartenuti a persone anziane: quando il proprietario muore o entra in casa di riposo e nessuno si fa carico del gatto, accade che l’animale venga lasciato in case vuote o abbandonato nei luoghi più impensati. Storie diverse, stesso finale: un essere vivente che resta solo.

Ed è proprio sui gatti adulti che si concentra una difficoltà ulteriore: trovare adozione è più complesso rispetto ai cuccioli. Per questo l’associazione ribadisce un messaggio importante: si adottano anche gatti adulti.

In questo momento al Cat Café sono presenti tre gatti: due maschi e una femmina. Anche la loro storia parla di abbandono e resistenza.

Si tratta di due fratelli e di un terzo gatto probabilmente imparentato con loro. Da piccoli erano stati abbandonati vicino alla casa di una persona anziana, che li aveva accuditi finché possibile. Poi, con l’ingresso della persona in casa di riposo, per loro è arrivata una seconda ferita: sono rimasti fuori, senza che nessuno se ne occupasse.

Una volontaria ha cercato di aiutarli come poteva, portando cibo quando riusciva, finché la situazione non è diventata insostenibile e l’associazione è intervenuta accogliendoli. Dopo la prassi sanitaria, è emerso un elemento decisivo: erano gatti buoni, abituabili al contatto umano, adatti a stare in un luogo dove le persone entrano, osservano, si avvicinano.

E c’è anche un dettaglio che dice molto: non sono più “micini minuscoli”. Due hanno circa sei mesi e mezzo, l’altro poco meno di un anno. Per molti, purtroppo, sono già “troppo grandi”. Ma proprio il Cat Café può ribaltare questa percezione: qui le persone li vedono, li conoscono, li coccolano, si affezionano. E spesso, da quell’incontro reale, nasce una famiglia.

Uno dei passaggi più utili della puntata è stato quello dedicato allo stallo, perché è anche un modo concreto per diventare parte della rete di aiuto.

L’associazione lavora con stalli casalinghi, non con una struttura unica. Questo significa che le volontarie ospitano i gatti nelle loro case, uno alla volta o una cucciolata per volta, senza mescolare provenienze diverse: una scelta che riduce rischi e stress per gli animali, ma limita le possibilità di accoglienza. Finché un gatto non viene adottato, spesso non è possibile prenderne altri.

Per fare stallo, spiegano, serve principalmente:

  • una stanza separabile dai propri animali

  • attenzione nel periodo di quarantena (due o tre settimane)

  • e soprattutto amore e disponibilità

È un gesto che può sembrare piccolo, ma è decisivo: senza stalli, non si possono accogliere nuovi casi.

Non manca anche un aspetto umano, tenero e comprensibile: soprattutto all’inizio capita che lo stallo si trasformi in adozione, perché ci si affeziona profondamente. Poi, con il tempo, si impara a lasciare andare per poter aiutare altri animali, puntando a trovare belle famiglie e un futuro stabile.

La puntata ha chiarito anche come funziona l’adozione con Zampa su Zampa ODV. Il primo step è la compilazione di un modulo con domande che aiutano a comprendere la situazione della famiglia: presenza di bambini, altri animali, tempo disponibile, caratteristiche del contesto domestico.

Questo perché non esiste “un gatto perfetto per tutti”: ci sono gatti che non amano i cani, altri che preferiscono essere figli unici, altri ancora che stanno meglio con la presenza di un altro felino o con una compagnia umana costante.

Dopo l’individuazione del gatto più adatto, si passa alle visite conoscitive: un incontro a casa della famiglia per parlarsi, capire l’ambiente, discutere inserimento, alimentazione e arrivo del nuovo animale. Solo dopo che il percorso procede bene, il gatto diventa adottabile e viene accolto definitivamente.

Alla domanda su quali siano le necessità più urgenti, la risposta è netta: serve tutto. Stalli, perché senza spazi non si accoglie. Adozioni, perché senza famiglie non si libera posto per nuovi recuperi. Sostegno economico, perché le associazioni vivono spesso di piccoli contributi e donazioni. E poi la sensibilizzazione, fondamentale per affrontare il problema alla radice.

Un punto chiave ricordato in diretta è l’importanza della sterilizzazione, indicata come priorità costante per ridurre cucciolate indesiderate e abbandoni. Anche il Cat Café, in questo senso, diventa un luogo dove informare e far crescere consapevolezza.

Tra i momenti più intensi, Barbara Felace ha condiviso un ricordo personale: la prima cucciolata allattata, cinque gattini seguiti “giorno e notte” insieme alla figlia. Un’esperienza così forte da lasciare un segno profondo. Quella cucciolata è passata anche dal Cat Café e ha trovato casa. Lei ne ha adottato uno, oggi di quattro anni, per mantenere un legame con un’esperienza che ha definito troppo bella per essere dimenticata.

Nella seconda parte della puntata il pubblico ha conosciuto Federica Mascia, nuova titolare del “Di Cane In Gatto – Cat Café”, che ha rilevato il locale nell’ottobre 2025 dopo un periodo di chiusura.

Federica, veneta ma residente a Udine da circa dieci anni, ha raccontato di essersi imbattuta nell’annuncio della precedente gestione e di aver pensato subito che fosse un sogno: unire la ristorazione, settore in cui ha sempre lavorato, con l’amore per i gatti.

Un amore maturato nel tempo: da bambina non poteva tenere animali per un’allergia in famiglia, ma appena ha potuto vivere da sola ha adottato il suo primo gatto, Buggy. Poi sono arrivati Aki e Zefiro, diventati parte integrante della sua vita. Da lì la consapevolezza di voler fare “di più” per e con i gatti.

Federica descrive il locale come un salotto felino: uno stile vintage che richiama tranquillità e invita a rallentare. Le persone entrano, restano affascinate dall’atmosfera e poi cercano subito le “guest star”: i gatti.

L’interazione è diversa per ciascuno: c’è chi si limita a osservare, chi cerca coccole, chi gioca. E c’è un’immagine che colpisce: adulti che tornano bambini mentre fanno giocare un gatto. Un piccolo antidoto al mondo frenetico fuori, un luogo dove concedersi un tempo più morbido.

In chiusura, Federica ha ricordato anche le informazioni pratiche e l’etica del locale.

Il bar è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, con due giorni di chiusura: lunedì e martedì. Nel weekend l’orario si allunga fino alle 20.00, per dare la possibilità di fare anche un aperitivo.

La proposta segue una linea precisa: prodotti veg e vegetariani, packaging sostenibile (il più possibile in vetro o con riduzione degli sprechi), e attenzione alla freschezza: niente surgelati, dolci e prodotti forniti in giornata o comunque sempre freschi. Un’impostazione coerente con l’idea di rispetto e cura che attraversa l’intero progetto.

La prima puntata di “Nordest a 4 Zampe” ha mostrato come un posto possa diventare molto più di un esercizio commerciale: un punto di incontro, di solidarietà, di accoglienza. Al “Di Cane In Gatto – Cat Café” ogni giorno si intrecciano storie di attesa, cura e rinascita. E un messaggio resta chiaro: tutti i gatti presenti sono adottabili e cercano casa.

Il viaggio del nuovo format è appena iniziato: le puntate si potranno rivedere su nordest24.it e sui canali social, dove continueranno ad arrivare nuove storie, nuovi volti e nuove possibilità per chi aspetta, in silenzio, una seconda occasione.

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