Laguna di Grado e Marano, al via BRAVE: progetto da 6,8 milioni per salvare l’ecosistema

Progetto BRAVE da 6,8 milioni per biodiversità e pesca sostenibile. FVG in campo nella laguna di Grado e Marano.

12 febbraio 2026 10:37
Laguna di Grado e Marano, al via BRAVE: progetto da 6,8 milioni per salvare l’ecosistema -
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GRADO/MARANO - Contrastare la perdita di biodiversità, limitare la diffusione delle specie aliene invasive e promuovere la sostenibilità della pesca e dell’acquacoltura, settori strategici per l’economia e per la salvaguardia dell’identità delle comunità costiere. Sono i punti chiave del progetto BRAVE, finanziato dal Programma europeo Interreg Italia-Croazia 2021-2027 con 6.869.437 euro, che coinvolge la Regione FVG - con il Servizio Caccia e Risorse ittiche della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche - e altri 12 partner tra regioni italiane e croate, enti di ricerca, agenzie di sviluppo e attori della cooperazione. L’iniziativa sarà approfondita nel corso di un incontro di partenariato il 18 febbraio 2026 a Pordenone, all’interno della Fiera AquaFarm, la mostra convegno internazionale su acquacoltura, molluschicoltura, algocoltura e industria della pesca.

Ponendo il focus sulle principali sfide del Mar Adriatico, la Regione FVG – che per il progetto BRAVE può contare su un budget di 550.000 euro – svilupperà una serie di attività nella Laguna di Grado e Marano grazie alle convenzioni siglate con le Università di Trieste e Udine e con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS di Trieste), tra gli istituti scientifici più importanti del FVG. L’intenzione è approfondire lo stato di salute della laguna e sviluppare strumenti integrati di monitoraggio delle risorse biologiche, in un’ottica di equilibrio tra conservazione ambientale e continuità delle attività ittiche tradizionali. Prenderanno parte alla realizzazione delle differenti progettualità anche gli operatori del settore, gli enti di ricerca, ARPA FVG e il Comitato Consultivo dell’Adriatico, il tavolo tecnico-scientifico italo-croato del progetto BRAVE chiamato ad assicurare l’allineamento delle politiche di tutela della biodiversità alle direttive europee.

Entrando nel dettaglio, la convenzione con l’Università di Trieste è dedicata allo studio del ruolo ecologico delle valli da pesca lagunari, aree a bassa intensità di acquacoltura considerate strategiche sia per la protezione della biodiversità sia per il mantenimento delle funzioni ecosistemiche della laguna. Si lavorerà sulla mappatura e sull’analisi strutturale degli argini, con approfondimenti sul ruolo ecologico delle valli da pesca nel sistema di zone umide della laguna di Marano e Grado, fornendo dati utili alla gestione degli habitat e alla valorizzazione della sostenibilità delle pratiche tradizionali di acquacoltura.

Con l’Università di Udine, la Regione avvia uno studio mirato alle interazioni tra due specie chiave di molluschi bivalvi, il Cuore di laguna (Cerastoderma glaucum) e la Vongola filippina (Tapes philippinarum). La ricerca si inserisce in un contesto caratterizzato dall’estrema scarsità della risorsa e quindi della possibilità di sfruttamento da parte dei pescatori, ma soprattutto dalla crescente predazione del granchio blu (Callinectes sapidus), specie alloctona invasiva che sta destabilizzando l’intero comparto alto-Adriatico. Lo scopo è comprendere lo stato della risorsa molluschi in laguna e le dinamiche ecologiche e produttive per supportare una gestione sostenibile delle risorse e tutelare una continuità nel reddito degli operatori.

Infine, la convenzione con l’OGS punta sulla sperimentazione di tecnologie innovative, come l’analisi del DNA ambientale, per una valutazione della rete trofica lagunare quale base per la vitalità degli stock ittici: questi strumenti consentiranno di individuare precocemente la presenza di specie invasive e alloctone e fornire informazioni utili sia alla gestione ambientale sia alla pianificazione, contribuendo così a un auspicabile futuro di sostenibilità delle attività di pesca e vallicoltura.

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