Negozi di vicinato, dal 2027 aiuti regionali fino a 30mila euro: attenzione speciale ai piccoli Comuni friulani

Approvato in via preliminare il regolamento regionale: sostegni per affitti, spese di gestione, tributi e avvio d’impresa, con misure mirate anche ai paesi sotto i 5mila abitanti.

30 ottobre 2026 16:41
Negozi di vicinato, dal 2027 aiuti regionali fino a 30mila euro: attenzione speciale ai piccoli Comuni friulani -
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Per molti paesi del Friuli il negozio sotto casa non è solo un’attività economica, ma un servizio che incide sulla vita quotidiana. È da qui che parte il nuovo intervento della Regione, che ha dato il primo via libera al regolamento destinato a sostenere il commercio di prossimità con contributi annui che potranno arrivare fino a 30mila euro.

La misura, collegata al nuovo Codice regionale del commercio e del turismo, punta alle micro, piccole e medie imprese del dettaglio di vicinato. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza commerciale nei centri urbani e nelle aree più fragili, dove la chiusura di un esercizio rischia di lasciare intere comunità senza un presidio essenziale.

L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha definito il provvedimento come il più rilevante finora messo in campo dalla Regione su questo fronte. Il regolamento, approvato in via preliminare dalla Giunta, stabilisce criteri e modalità per assegnare gli incentivi e dovrà entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.

Quanto si potrà ottenere

Il tetto massimo previsto è di 30mila euro all’anno per ciascuna attività. Di questa cifra, fino a 20mila euro potranno essere destinati ai canoni di locazione, mentre altri 10mila euro copriranno le restanti spese ammissibili.

La copertura arriverà fino al 60 per cento degli affitti e fino al 50 per cento per le altre voci di costo. Tra queste rientrano utenze, personale, assicurazioni, servizi professionali, promozione e spese di funzionamento, oltre agli investimenti utili ad avviare o rilanciare un esercizio commerciale.

Centri storici e aree dove il commercio arretra

Il regolamento distingue le linee di sostegno in base alla collocazione delle attività. Nei centri storici sono previsti contributi per l’avvio di un negozio di vicinato, compresi i casi di subentro legati al passaggio generazionale della proprietà.

Nelle zone segnate da un progressivo indebolimento della rete commerciale, invece, sono previste quattro forme principali di aiuto: contributi sugli interessi dei finanziamenti per nuove aperture, sostegno sui tributi locali, riduzione del peso degli affitti per un periodo massimo di due anni e copertura delle spese di gestione.

Fra i tributi ammessi rientrano anche Ilia, Tari e Canone unico patrimoniale, con un contributo che potrà arrivare fino al 50 per cento della spesa sostenuta.

La partita che riguarda da vicino i comuni più piccoli

Un passaggio particolarmente rilevante per il Friuli riguarda i Comuni con meno di 5mila abitanti. In questi centri gli esercizi di vicinato potranno accedere alle misure previste dal regolamento a prescindere dalla loro ubicazione all’interno del territorio comunale.

È una scelta che riconosce il ruolo sociale delle botteghe e dei piccoli punti vendita, soprattutto nelle realtà dove i servizi sono meno concentrati e gli spostamenti risultano più complessi. In molti paesi, infatti, la presenza di un negozio rappresenta un riferimento concreto per anziani, famiglie e residenti delle frazioni.

Premi aggiuntivi e prossimi passaggi

Il sistema prevede anche maggiorazioni da 500 euro, cumulabili fino a 1.500 euro complessivi. Le premialità sono pensate per le cooperative di comunità che offrono servizi ulteriori, per gli esercizi che aderiscono alle convenzioni della Carta famiglia e per le imprese che applicano ai dipendenti i contratti collettivi firmati dalle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative.

Le aree di indebolimento commerciale saranno individuate dai Comuni e poi inserite nel Masterplan regionale del commercio, attualmente in fase di definizione. Per il 2027, in via transitoria, la mappatura sarà fatta con una deliberazione della Giunta regionale sulla base delle schede inviate dalle amministrazioni comunali. Per i negozi di vicinato del Friuli, il conto alla rovescia è quindi già partito, anche se l’operatività delle nuove misure scatterà dal 1° gennaio 2027.

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