Natalità in frenata anche in Friuli, il Forum famiglie rilancia: "Servono scelte stabili"

Dai dati Istat emerge un quadro critico anche in regione. Bordignon chiede interventi duraturi su lavoro, casa, servizi e sostegno ai figli.

21 ottobre 2026 15:39
Natalità in frenata anche in Friuli, il Forum famiglie rilancia: "Servono scelte stabili" -
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Il calo delle nascite continua a pesare anche sul Friuli-Venezia Giulia, dove i numeri diffusi dall’Istat riportano al centro una questione che per il territorio ha ricadute sociali, economiche e demografiche sempre più evidenti. A richiamare l’attenzione è Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, che invita a non considerare questa tendenza come un dato ormai inevitabile.

Secondo Bordignon, il rischio più serio è quello di abituarsi progressivamente a una diminuzione costante, trasformando la preoccupazione in rassegnazione. Il tema, osserva, riguarda la possibilità concreta per molte coppie di realizzare il proprio progetto di vita, spesso frenato da condizioni esterne sfavorevoli.

Il quadro regionale tra fecondità e età delle madri

In Friuli-Venezia Giulia il tasso di fecondità risulta pari a 1,05 figli per donna tra le italiane e a 1,83 tra le straniere. La media complessiva dei residenti si attesta a 1,15 figli per donna, un dato che inserisce la regione dentro una tendenza di forte contrazione che attraversa l’intero Paese.

Un altro elemento significativo riguarda l’età al parto. In regione l’età media è di 33,5 anni per le madri italiane e di 29,5 per le straniere, con una media generale di 32,8 anni. Il rinvio della genitorialità resta quindi uno dei tratti più evidenti, in linea con quanto accade a livello nazionale.

Nel 2025, infatti, in Italia l’età media al parto ha raggiunto i 32,7 anni, mentre quella al primo figlio arriva per la prima volta a 32 anni. Un indicatore che, più dei soli numeri assoluti, racconta le difficoltà incontrate da chi vorrebbe avere un bambino ma si confronta con instabilità lavorativa, accesso complicato alla casa e problemi di equilibrio tra impiego e vita familiare.

Il dato nazionale e il peso dei decimali

Istat registra nel 2025 un totale di 355.772 nati in Italia, con una flessione del 3,8% rispetto all’anno precedente e circa 14mila nascite in meno. Ma il passaggio che il Forum considera più allarmante è quello relativo al numero medio di figli per donna, sceso a 1,14, nuovo minimo storico.

Il confronto con gli anni precedenti mostra una discesa netta: nel 2015 il valore era 1,35, nel 2021 era 1,25. Per Bordignon non si tratta di una variazione marginale. Dietro quei decimali, sottolinea, c’è un peggioramento reale della possibilità di formare o allargare una famiglia.

La distribuzione territoriale conferma inoltre differenze marcate. Tra le grandi aree geografiche, il Centro presenta il livello più basso con 1,07 figli per donna, seguito dal Nord con 1,15 e dal Mezzogiorno con 1,16.

Le misure chieste dal Forum delle Associazioni Familiari

Dal presidente del Forum arriva una richiesta precisa: affrontare la crisi demografica con interventi continuativi, non con provvedimenti occasionali. L’obiettivo indicato è costruire un sistema di sostegno capace di accompagnare le famiglie nel tempo, dando certezze a chi deve programmare scelte che incidono sul futuro personale ed economico.

Tra le priorità indicate ci sono il rafforzamento dell’Assegno unico e universale, il potenziamento dei servizi sul territorio e degli asili nido, strumenti più efficaci per conciliare lavoro e famiglia, congedi adeguati e un sostegno concreto per l’ingresso delle giovani coppie nel lavoro stabile e nel mercato della casa.

Bordignon richiama anche una responsabilità più ampia, che coinvolge il sistema Paese e l’Unione Europea, auspicando maggiore flessibilità di bilancio per gli Stati che investono nell’equilibrio demografico. Il punto, conclude, è creare condizioni reali perché il desiderio di avere figli non venga soffocato da ostacoli economici, abitativi e lavorativi.

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