Musica sacra e memoria civile: si chiude con Pergolesi il festival delle chiese tra Veneto e diocesi vicine
Applausi finali per lo Stabat Mater a Pieve di Soligo. La rassegna, seguita anche dal pubblico del Nordest, ha unito concerti, arte sacra e ricordo di Francesco Fabbri.
Il finale è arrivato in un Duomo pieno e con un lungo applauso che ha chiuso l’edizione 2026 di “La Musica nel Sacro”, rassegna che per mesi ha attraversato luoghi di culto e spazi simbolici del territorio tra estate e autunno. L’ultimo appuntamento si è tenuto a Pieve di Soligo, dove l’esecuzione dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi ha raccolto il consenso del pubblico presente.
Per una platea che nel corso degli anni guarda a questo cartellone anche da fuori provincia, e quindi pure dal vicino Friuli, la manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti più riconoscibili nel dialogo tra musica, spiritualità e valorizzazione del patrimonio religioso del Nordest.
Il concerto conclusivo nel Duomo di Pieve di Soligo
Nel Duomo Santa Maria Assunta, la pagina sacra di Pergolesi è stata proposta dalla Piccola Orchestra Veneta con i suoi solisti, sotto la guida del maestro concertatore Giancarlo Nadai. A interpretare le parti vocali sono state Iara Ferrari, soprano, ed Elisabetta Farris, mezzo soprano, al centro di una lettura che ha puntato su intensità espressiva e raccoglimento.
La serata, presentata da Elisa Nadai, si era aperta con la Corale Barbisano, formazione oggi diretta da Andrea Corazzin e impegnata nel 2026 nel 45° anniversario dalla fondazione. Il coro ha proposto cinque brani del proprio repertorio, accompagnati da brevi testi letterari, inserendo anche “Preghiera” di Roberto Padoin come omaggio a Francesco Fabbri.
Il legame con il percorso dedicato a Francesco Fabbri
L’appuntamento finale della rassegna era infatti compreso nel programma “Fabbri 50”, pensato per ricordare lo statista pievigino nel cinquantesimo anno dalla nomina a ministro della Marina Mercantile. Un passaggio che anticipa anche la ricorrenza del gennaio 2027, quando cadranno i cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta il 20 gennaio 1977.
Particolarmente partecipato il momento conclusivo con l’esecuzione condivisa del “Dolce Sentire” di Ortolani/Campello, tributo a San Francesco nel contesto dell’ottocentesimo anniversario della morte del Santo di Assisi. È stato uno dei passaggi più sentiti della serata, accolto da un’ovazione del pubblico.
Non solo musica: il valore dei luoghi sacri
Come avviene abitualmente nella formula del festival, il concerto è stato affiancato da un approfondimento sul contesto che lo ospitava. A metà serata la storica dell’arte Cristina Chiesura, dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi, ha illustrato gli elementi storici, religiosi e artistici del Duomo di Pieve di Soligo.
L’intervento ha richiamato la fisionomia del complesso, la sua imponenza e il legame con la comunità locale, che pose la prima pietra nel 1906. Nel Duomo sono custodite anche le spoglie del beato Giuseppe Toniolo, figura centrale per il percorso culturale promosso dall’istituto organizzatore.
Una rassegna diffusa tra estate e autunno
Il festival 2026 ha messo in fila nove date, da luglio a ottobre, tra luoghi religiosi dell’area compresa nelle diocesi di Vittorio Veneto e Padova. Nel calendario figurano il Castello Vescovile di Vittorio Veneto, il Santuario Madonna del Carmine a Miane, la chiesa di San Vigilio a Col San Martino, la chiesa di San Francesco a Cison di Valmarino, l’abbazia di Follina, la cappella del Sacro Cuore del Seminario di Vittorio Veneto, la chiesa di San Gregorio a Valdobbiadene, la chiesa dei Frati Cappuccini a Conegliano e infine il Duomo di Pieve di Soligo.
Il progetto è stato promosso dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi all’interno del percorso “Armonie - Musica per il paesaggio, Musica nel paesaggio”, insieme all’Associazione musicale Toti Dal Monte - Piccola Orchestra Veneta. La manifestazione era inoltre inserita nel programma di Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-27.
La rete che sostiene il festival
Nei saluti istituzionali sono intervenuti, tra gli altri, la presidente IBT Annalina Sartori, l’arciprete monsignor Luigino Zago e l’assessore alla cultura Eleonora Sech, mentre nelle conclusioni hanno preso la parola Federico Della Puppa, site manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, e Marco Zabotti, direttore scientifico IBT.
Il sostegno organizzativo ed economico è arrivato anche da una rete di partner del territorio, con Banca Prealpi San Biagio come main sponsor, insieme a Latteria Soligo, Consorzio Tutela Prosecco Superiore DOCG, Home Cucine, Dal Ben SpA, Loran, gruppo Eclisse - De Faveri e Sogno Veneto. Tra le collaborazioni citate figurano inoltre la rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo - VIP, Eventi Venetando e l’Associazione “Amici della Musica di Valdobbiadene”.
La chiusura di Pieve di Soligo consegna così un bilancio positivo a una rassegna che continua a costruire pubblico attorno alla musica sacra, con un richiamo che supera i confini provinciali e interessa l’intero Nordest, Friuli compreso.