Musica sacra a Pordenone, nel Duomo debutta il nuovo “Salve Regina” di Lorenzo Subrizi
Sabato 24 ottobre serata a ingresso libero in Concattedrale San Marco: cori, orchestra e una prima assoluta al centro del festival.
Il cuore della 35ª edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra batte a Pordenone con una serata costruita attorno a una delle preghiere mariane più note della tradizione occidentale. Sabato 24 ottobre, alle 20.45, il Duomo Concattedrale di San Marco ospiterà un concerto che metterà in dialogo pagine di epoche lontane e una nuova composizione scritta per l’occasione.
L’appuntamento ha un rilievo particolare anche per il territorio friulano: accanto all’Orchestra da Camera di Pordenone, salirà infatti sul palco il Coro Polifonico S. Antonio Abate di Cordenons, coinvolto in un progetto che unisce ricerca musicale, spiritualità e prima esecuzione contemporanea.
Il momento più atteso della serata sarà la presentazione in prima assoluta del Salve Regina di Lorenzo Subrizi, compositore classe 1991. Il lavoro, destinato a coro, archi e celesta, è stato commissionato proprio dal Coro S. Antonio Abate per questo percorso artistico e porterà in cattedrale una scrittura odierna chiamata a confrontarsi con un testo antichissimo.
A guidare l’esecuzione sarà Marco Berrini, nome di riferimento nel panorama corale, con la partecipazione del soprano Kamilla Karginova, del Coro Melicus di Marostica diretto da Cinzia Zanon e del coro cordenonese preparato da Monica Malachin. L’ingresso è gratuito fino all’esaurimento dei posti disponibili.
Un itinerario musicale dal Rinascimento a oggi
Il programma è pensato come una traversata attraverso secoli di musica sacra, seguendo le trasformazioni del Salve Regina nel linguaggio dei compositori. L’apertura è affidata a Josquin Desprez, con una lettura polifonica che rappresenta una delle vette della scrittura fiamminga.
Si prosegue con Giovanni Giacomo Gastoldi, figura legata alla stagione tardorinascimentale, quindi con Antonio Lotti, autore che porta dentro questa preghiera il respiro del Barocco veneziano. In un secondo momento il percorso tocca Felix Mendelssohn-Bartholdy, con una pagina per soprano e archi dal profilo più lirico e raccolto.
Tra i passaggi più suggestivi figura anche Arvo Pärt, la cui versione per coro, archi e celesta conduce l’ascolto verso una dimensione rarefatta. Il finale, affidato a Subrizi, sposta l’asse sul presente, facendo incontrare la parola liturgica con una sensibilità armonica contemporanea.
La nuova composizione non è quindi un episodio isolato, ma il punto di arrivo di un disegno più ampio: mostrare come uno stesso testo abbia continuato nei secoli a generare forme, timbri e visioni differenti, senza perdere forza espressiva.
Voci, orchestra e approfondimento testuale
Accanto alla parte strettamente musicale, la serata prevede anche un accompagnamento di carattere biblico e filologico. I commenti di monsignor Renato De Zan aiuteranno il pubblico a seguire il senso del percorso, offrendo chiavi di lettura utili per comprendere meglio il valore del testo e delle sue diverse interpretazioni sonore.
Fra i protagonisti, Kamilla Karginova arriva a Pordenone con una formazione maturata tra Mosca, Trieste e Torre del Lago e collaborazioni con realtà come il Teatro Verdi di Trieste e Mittelfest. Marco Berrini porta invece una lunga esperienza internazionale, costruita tra attività concertistica, direzione corale e insegnamento.
Il Coro Melicus, fondato nel 2013, si è distinto negli ultimi anni anche per il lavoro sul repertorio contemporaneo. Il Coro S. Antonio Abate, guidato da Monica Malachin dal 1997, ha sviluppato nel tempo un percorso che va dalla polifonia storica a esperienze musicali più trasversali. L’Orchestra da Camera di Pordenone, attiva dal 1969, rappresenta una presenza stabile e riconoscibile nella vita culturale cittadina.
Il festival e il sostegno al progetto
L’evento rientra nel cartellone del Festival Internazionale di Musica Sacra, che quest’anno propone il tema “Fede ed Eresia” ed è promosso da Presenza e Cultura con la direzione artistica di Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. Per Pordenone si tratta di uno degli appuntamenti di maggiore richiamo dell’edizione in corso.
La manifestazione è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e BCC Pordenonese Monsile, in partnership con Italiafestival. Media partner sono Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio 3. La serata del 24 ottobre si annuncia così come uno dei momenti più significativi del festival, per il valore artistico del programma e per il peso simbolico della nuova opera presentata in città.