Muggia, al cantiere Segnavento la barca affondata nel Golfo: concluso il recupero della DIWA II
L’unità da diporto austriaca, colata a picco a fine agosto davanti alla diga Luigi Rizzo, è stata riportata a galla e trasferita nel cantiere muggesano.
La DIWA II è arrivata a Muggia dopo il recupero in mare che ha chiuso l’intervento avviato nelle settimane successive all’affondamento avvenuto nel Golfo di Trieste. L’imbarcazione da diporto, battente bandiera austriaca, era finita sott’acqua il 29 agosto 2026 davanti alla diga Luigi Rizzo.
L’unità è stata trasportata nel cantiere navale Segnavento, approdo finale di un’operazione tecnica seguita dalla Guardia Costiera di Trieste. Il trasferimento si è concluso senza criticità per l’area marina interessata.
Il trasferimento nel cantiere di Muggia
Dopo essere stata riportata in superficie, la barca è stata caricata sul pontone American II e accompagnata fino a Muggia. Il recupero materiale del natante è stato affidato alla ditta Lucatelli Diving Srl, con la collaborazione di TDF Srl e di Sub-Sea di Loperfido Srl di Trieste.
Per il territorio muggesano, l’arrivo dell’imbarcazione al Segnavento rappresenta l’ultimo passaggio di una vicenda iniziata a fine estate nelle acque del porto di Trieste e conclusa ora con la messa in sicurezza del mezzo fuori dallo specchio acqueo dell’incidente.
Dove si trovava l’imbarcazione
La DIWA II giaceva su un fondale di circa 20 metri. In base alla ricostruzione effettuata dopo l’incidente, l’ingresso d’acqua sarebbe stato provocato da un guasto all’apparato di propulsione, circostanza che aveva portato al successivo affondamento.
Secondo quanto comunicato, al termine delle attività non sono emersi segnali di contaminazione del mare nella zona in cui il natante era colato a picco.
Il precedente di fine agosto nel Golfo
Il giorno dell’emergenza erano state soccorse tutte le persone presenti a bordo. A intervenire era stata la motovedetta CP 881 della Guardia Costiera, affiancata dal nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Trieste e da alcune barche private che si trovavano nelle vicinanze.
Con il recupero e il trasferimento a Muggia si chiude quindi una vicenda che aveva richiesto prima il salvataggio degli occupanti e poi la rimozione dell’unità affondata, completata ora senza effetti ambientali segnalati nel tratto di mare davanti alla diga Luigi Rizzo.