Montecroce Carnico, si prepara il progetto strutturale: tavolo Regione-Anas anche sugli altri assi del Friuli

Dopo la riapertura del valico, il confronto a Roma punta a un intervento stabile sulla Ss52bis e fa il punto su 284 milioni di opere e manutenzioni in regione.

29 maggio 2026 01:28
Montecroce Carnico, si prepara il progetto strutturale: tavolo Regione-Anas anche sugli altri assi del Friuli -
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Il dossier più delicato riguarda ancora Montecroce Carnico: dopo il ripristino del collegamento, l’obiettivo adesso è passare da una gestione dell’urgenza a un intervento capace di ridurre in modo permanente la vulnerabilità del valico verso l’Austria.

Il tema è stato affrontato a Roma nel faccia a faccia tra l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante e l’amministratore delegato e direttore generale di Anas Claudio Andrea Gemme. Al confronto ha preso parte anche Ettore de la Grennelais, responsabile della Struttura territoriale Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Per Prima Friuli, il punto politico e amministrativo è chiaro: la Regione vuole consolidare una direttrice che non riguarda solo la montagna carnica, ma l’intero sistema dei collegamenti del Friuli Venezia Giulia con i confini e con le principali reti di traffico.

Montecroce, dal ripristino alla soluzione di lungo periodo

Una parte centrale della riunione è stata dedicata alla Ss52bis Carnica e al Passo Montecroce Carnico, recentemente riaperto grazie agli interventi messi in campo da Anas insieme alla Regione.

Secondo quanto emerso, dopo la messa in sicurezza del tratto e l’attivazione dei dispositivi di monitoraggio e allerta, il passaggio successivo è la progettazione di un’opera che superi la logica provvisoria e affronti in maniera stabile il problema del rischio franoso.

Il confronto ha inoltre aperto la strada ai prossimi contatti con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti austriaco. L’intenzione è costruire un’intesa tra i due Paesi che permetta di far avanzare la fase progettuale successiva.

Le altre opere considerate strategiche in Friuli Venezia Giulia

Nel vertice romano non si è parlato soltanto del valico carnico. Regione e Anas hanno esaminato anche altre tratte considerate decisive per la mobilità regionale e per i collegamenti internazionali, già ricomprese nel Contratto di programma Anas 2026-2030.

Il quadro economico richiamato durante la riunione parla di 284 milioni di euro tra nuove infrastrutture e manutenzioni programmate in Friuli Venezia Giulia. Tra gli interventi indicati figurano la variante di Montecroce Carnico, la variante alla Ss54 del Friuli a Cividale, il collegamento con il valico di Fernetti e la nuova viabilità di accesso al porto di Trieste e al Molo VII.

È stato affrontato anche il nodo della Ss55 dell’Isonzo, con attenzione particolare al percorso verso Gorizia, inserito tra gli interventi strategici in fase di studio e progettazione.

Coordinare i cantieri su una rete sempre più integrata

Dal confronto è emersa anche la necessità di una regia condivisa tra i diversi soggetti che operano sulla viabilità del territorio. Amirante ha richiamato il lavoro con Anas, Fvg Strade e Autostrade Alto Adriatico, sottolineando quanto la programmazione dei cantieri debba essere coordinata su reti che, di fatto, funzionano come un sistema unico.

Per il Friuli Venezia Giulia, il passaggio non è secondario: dalla montagna ai valichi, fino agli accessi logistici e portuali, la tenuta della mobilità dipende sempre più dalla capacità di pianificare opere e manutenzioni con una visione comune. Montecroce Carnico, in questo quadro, resta uno dei dossier più sensibili e simbolici.

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