Monte Croce Carnico, al confine una giornata di memoria condivisa tra Friuli e Carinzia

Al valico alpino la commemorazione del 30 agosto ha riunito delegazioni di quattro Paesi, con al centro pace, dialogo e collaborazione tra comunità confinanti.

30 agosto 2026 21:51
Monte Croce Carnico, al confine una giornata di memoria condivisa tra Friuli e Carinzia -
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Non è stata soltanto una ricorrenza ufficiale, ma un appuntamento che per la Carnia conserva un significato particolare: al Passo Monte Croce Carnico, domenica 30 agosto 2026, si sono ritrovate delegazioni e rappresentanze di più Paesi per una commemorazione che da anni lega il Friuli alla Carinzia nel nome della pace.

Nel punto di confine tra Friuli Venezia Giulia e Austria, la cappella del valico è tornata a essere luogo di incontro tra istituzioni, associazioni e gruppi popolari. Il messaggio al centro della giornata è rimasto quello che accompagna da tempo questa iniziativa: respingere la guerra e rafforzare una convivenza fondata sul rispetto reciproco.

Un appuntamento che parla anche al territorio friulano

Per chi vive o frequenta l'area di Paluzza e della Carnia, la cerimonia rappresenta uno dei momenti più riconoscibili del dialogo transfrontaliero. La partecipazione di delegazioni da Italia, Austria, Slovenia e Ungheria ha confermato il valore di un incontro che supera il piano simbolico e richiama una rete di relazioni costruite nel tempo tra comunità vicine.

L'iniziativa è stata coordinata da Manfred Perger e promossa con il coinvolgimento del servizio militare di Klagenfurt, del Kameradschaftsbund, dei Dolomitenfreunde e del Comune di Kötschach-Mauthen. Un'organizzazione condivisa che riflette il carattere internazionale dell'evento.

La celebrazione alla cappella del passo

Il momento centrale della mattinata è stato il rito religioso nella cappella del valico. La messa commemorativa è stata officiata dal cappellano militare Anselm Kassin, con l'accompagnamento musicale della Trachtenkapelle Mauthen, presenza che ha dato alla cerimonia un tono solenne ma insieme molto partecipato.

Accanto alla funzione hanno trovato spazio gli interventi dei rappresentanti presenti. Per l'Italia è intervenuto il generale di brigata Francesco Suma, mentre per il Jägerbataillon 25 ha preso la parola il colonnello Alexander Raszer. Tra gli ospiti d'onore figurava anche Stefan Karner, presidente della Croce Nera Austriaca.

Gruppi tradizionali e delegazioni oltreconfine

Uno degli aspetti più visibili della giornata è stata la presenza di gruppi in abito tradizionale e rappresentanze popolari arrivate dalla Gailtal, dal Tirolo, dalla Carinzia, dalla Slovenia e dal Friuli Venezia Giulia. Un quadro che ha dato all'incontro un respiro comunitario, non limitato alle sole autorità.

Passo Monte Croce Carnico, commemorazione internazionale nel segno del «Mai più guerra»

Questo tratto del confine, che negli ultimi mesi è tornato al centro dell'attenzione anche per il tema della viabilità e degli interventi che interessano il Passo Monte Croce Carnico, resta infatti un punto sensibile per chi si sposta per lavoro, per i residenti e per i collegamenti tra i due versanti alpini.

Il confine come luogo di incontro

Nel corso della commemorazione è emersa con chiarezza l'idea che la memoria non debba fermarsi al ricordo del passato, ma serva a consolidare rapporti di amicizia e comprensione tra popoli diversi. In una zona come quella carnica, dove il confine è parte della vita quotidiana, il significato di questo messaggio appare ancora più concreto.

L'appuntamento al passo continua così a rappresentare, per il Friuli e per le comunità oltreconfine, un momento stabile di confronto e vicinanza. Nel cuore delle Alpi, la giornata del 30 agosto ha ribadito ancora una volta che la collaborazione tra territori può nascere anche dai luoghi segnati dalla storia più difficile.

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