Monte Amariana, maxi operazione antincendio: oltre 3 milioni di litri d’acqua nella lotta al rogo sopra Amaro
A Tolmezzo il bilancio della Regione dopo il sorvolo sull’area: decisivi i mezzi aerei, impegnati anche volontari, Forestale e flotta statale.
La montagna sopra Amaro ha richiesto uno sforzo eccezionale per fermare l’incendio boschivo che ha segnato le giornate scorse in Carnia. Il dato che racconta meglio la portata dell’intervento è quello dell’acqua utilizzata: più di 3 milioni di litri scaricati dall’alto per contenere il fuoco sul Monte Amariana.
Il quadro dell’emergenza è stato illustrato a Tolmezzo, durante un incontro in municipio con amministratori del territorio e responsabili delle strutture coinvolte nelle operazioni. Al sopralluogo in elicottero di sabato 22 agosto 2026 hanno preso parte gli assessori regionali Riccardo Riccardi, delegato alla Protezione civile, e Stefano Zannier, titolare delle Risorse forestali e agricole.
Secondo quanto comunicato dalla Regione, all’origine del rogo ci sarebbero cause naturali riconducibili ai fulmini. A rendere particolarmente complessa la gestione dell’incendio è stata soprattutto la conformazione del versante, con passaggi impervi e zone difficili da raggiungere senza esporre a rischi le squadre impegnate a terra.
Il peso decisivo dei voli sull’Amariana
Nel bilancio delle operazioni il ruolo principale è stato affidato ai mezzi aerei. L’elicottero del servizio regionale ha accumulato 179 ore e 41 minuti di attività, con 3.154 lanci effettuati sull’area interessata dalle fiamme.
Accanto alla componente regionale hanno operato anche i velivoli messi a disposizione dallo Stato: Canadair ed elicotteri dell’Esercito del Quinto Reggimento “Rigel” di Casarsa della Delizia hanno compiuto 263 sganci, riversando complessivamente 969.000 litri d’acqua.
Importante anche il contributo arrivato oltreconfine. Dal 14 al 17 agosto due Air Tractor sloveni hanno lavorato sul fronte dell’incendio con 233 lanci, aggiungendo altri 699.000 litri. Nei passaggi più delicati dell’emergenza, ha spiegato Riccardi, sotto l’Amariana erano presenti contemporaneamente fino a otto velivoli.
Terreno difficile, strategia condizionata dalla montagna
La scelta operativa, ha rimarcato la Regione, è stata dettata dalle caratteristiche del luogo. Tra rocce, canaloni e strapiombi, l’obiettivo realistico non poteva che essere il contenimento del fronte e il controllo dell’incendio con i mezzi realmente impiegabili in sicurezza.
Riccardi ha parlato di gestione efficace dell’emergenza, richiamando il lavoro coordinato tra Protezione civile, Vigili del fuoco, Corpo forestale, Prefettura e amministratori locali. In un contesto come quello del Monte Amariana, ha lasciato intendere la Regione, la disponibilità di una macchina organizzativa integrata ha fatto la differenza.
Il supporto dei volontari e delle squadre sul territorio
Alle attività accanto al Corpo forestale regionale hanno partecipato 144 volontari appartenenti a 24 gruppi comunali e associazioni. Il loro impegno si è tradotto in 333 giornate uomo, con 47 mezzi impiegati nelle diverse fasi dell’emergenza.
Nel confronto di Tolmezzo è stato ricordato anche che il Friuli Venezia Giulia dispone già di un piano antincendio boschivo. Zannier ha sottolineato che l’aggiornamento approvato in via preliminare ad aprile recepisce formalmente strumenti che, nei fatti, sono stati utilizzati anche durante l’intervento sull’Amariana.
Non solo incendio: verifiche anche sui danni del maltempo
La ricognizione effettuata nella giornata di sabato non si è fermata alla zona del rogo. Il sorvolo ha interessato pure i comuni colpiti dal peggioramento meteorologico del giorno precedente, con controlli sulle aree dove si sono registrati danni a strutture balneari, uffici spiaggia e altri immobili pubblici.
Su questo fronte Riccardi ha confermato la disponibilità della Regione a valutare un sostegno economico, qualora necessario, per il ripristino del patrimonio pubblico e per le attività economiche danneggiate. Le verifiche arrivano dopo una fase di instabilità che ha interessato varie zone del Friuli.
Siccità, la Regione prepara il censimento nelle aree non irrigue
Nel vertice di Tolmezzo è entrato anche un altro tema che riguarda da vicino il territorio friulano: la siccità. Zannier ha osservato che, per l’agricoltura, il problema rischia di avere un peso ancora maggiore rispetto al singolo episodio di maltempo.
Nei prossimi giorni partirà quindi un censimento nelle aree non irrigue per quantificare gli effetti sui raccolti e capire se ci siano le condizioni per chiedere una deroga nazionale al sistema ordinario previsto dalla legge 102 sugli eventi eccezionali.
Sulla vendemmia, al momento, non ci sono ancora stime definitive. La situazione cambia sensibilmente tra zone servite dall’irrigazione e aree che ne sono prive, così come tra colture diverse. Zannier ha inoltre escluso soluzioni semplicistiche sul fronte della prevenzione, osservando che la sola realizzazione di invasi in montagna non risolverebbe automaticamente incendi in scenari complessi come quello del Monte Amariana.
Il bilancio tracciato a Tolmezzo restituisce dunque la misura di un intervento fuori scala per il territorio carnico: un incendio difficile, affrontato con una massiccia presenza aerea e con il supporto di una rete operativa che ha coinvolto più livelli istituzionali e volontariato locale.