Amariana, finisce l’emergenza incendi in Carnia: ora parte la conta dei danni sul versante di Tolmezzo
Dopo quattordici giorni il rogo è estinto. La stima iniziale parla di circa 800 ettari coinvolti, con verifiche del Corpo forestale anche nelle zone più difficili.
In Carnia si chiude la fase più dura dell’incendio che ha segnato il mese di agosto sopra Tolmezzo. Il fronte sull’Amariana è stato dichiarato estinto nella mattinata di venerdì 21 agosto, al termine di due settimane di lavoro continuo che hanno impegnato strutture regionali, squadre di emergenza e volontari.
La comunicazione è partita dalla Stazione forestale di Tolmezzo verso la Sala operativa della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Con questo passaggio vengono considerati chiusi gli incendi di competenza legati all’area, dopo giorni in cui la montagna è rimasta sotto stretta osservazione.
Per il territorio tolmezzino il bilancio provvisorio è già molto pesante: una prima ricognizione indica in circa 800 ettari la superficie attraversata dal fuoco sull’Amariana. È un dato iniziale, destinato a essere affinato nei prossimi giorni con rilievi più puntuali direttamente sui versanti colpiti.
Dal fuoco ai controlli sul terreno
Con lo spegnimento cambia anche il lavoro degli operatori. Adesso il Corpo forestale regionale dovrà entrare nella fase dei sopralluoghi per misurare l’estensione effettiva dei danni e segnalare eventuali criticità lasciate dall’incendio, soprattutto nelle aree che potrebbero presentare problemi dopo il passaggio delle fiamme.
Non tutti i punti saranno raggiungibili a piedi in sicurezza. Nei settori più esposti, dove esiste il rischio di caduta di alberi o massi, verranno utilizzati i droni, così da raccogliere immagini e dati senza esporre il personale a pericoli inutili.
Al termine di questa attività la Stazione forestale di Tolmezzo predisporrà il Foglio Notizie Incendi Boschivi, il documento riepilogativo dell’evento inserito nel sistema A.R.D.I., che sarà poi trasmesso agli enti interessati, tra cui Prefettura, Comuni coinvolti e Protezione civile regionale.
Le piogge hanno chiuso una lunga battaglia
La svolta è arrivata con il cambio del tempo. Dopo un primo miglioramento registrato mercoledì 19 agosto, sono state soprattutto le precipitazioni intense di giovedì e venerdì a spegnere gli ultimi focolai in un terreno rimasto caldo per giorni.
Fino a quel momento l’incendio aveva mantenuto una forza notevole, in particolare nel fine settimana di Ferragosto, quando il calore sviluppato dal rogo aveva reso molto complicati gli interventi diretti. In quella fase la strategia si è concentrata soprattutto sul contenimento del fronte e sulla bonifica dove possibile.
A favorire la propagazione ha contribuito anche la copertura vegetale dei versanti, caratterizzati in larga parte da pinete di Pino nero e Pino silvestre, particolarmente esposte a una combustione prolungata.
Un evento che riporta alla memoria il 2003
L’incendio era iniziato il 7 agosto, provocato da un fulmine, e ha interessato il monte che domina Amaro da un lato e Tolmezzo dall’altro, affacciandosi sull’Alta Val Tagliamento. Per dimensioni, quanto accaduto quest’anno riporta inevitabilmente al grande rogo del 2003, ancora ben presente nella memoria della montagna friulana.
Allora si trattò di un incendio di origine dolosa e la superficie coinvolta superò gli 890 ettari. Una parte delle aree percorse dal fuoco in quell’occasione coincide con quelle tornate a bruciare in queste settimane, elemento che rende ancora più evidente l’impatto dell’episodio appena concluso.
Pur restando inferiore a quel precedente, il dato attuale conferma la portata eccezionale dell’emergenza vissuta in Carnia, una delle più gravose degli ultimi anni per il Friuli Venezia Giulia.
Chiusa anche la base di Pissebus
La fine dell’emergenza sull’Amariana si accompagna alla conclusione delle attività operative avviate anche su altri fronti nel comune di Tolmezzo. Nella mattinata di giovedì erano proseguite le bonifiche sul Monte Palavierte e sul Monte Dobis, mentre con la chiusura della base incendio di Pissebus si è completato il dispositivo messo in campo in questi giorni.
Nel lavoro di spegnimento e controllo hanno operato insieme Corpo forestale regionale, Protezione civile, Vigili del fuoco, squadre comunali di volontariato e associazioni. Durante la fase più delicata erano state attivate anche misure di supporto alla popolazione del territorio.
Una stagione difficile per il Friuli Venezia Giulia
Il rogo dell’Amariana è il più esteso registrato quest’anno in regione, ma non rappresenta un caso isolato. Dal 1° gennaio al 20 agosto 2026 in Friuli Venezia Giulia sono stati censiti 80 incendi boschivi, per una superficie complessiva che arriva a circa 1.100 ettari.
La concentrazione maggiore degli episodi si è avuta tra luglio e agosto, con Carnia e Carso tra le aree più colpite. Ora, per il versante di Tolmezzo, l’urgenza non è più fermare le fiamme ma capire che cosa il fuoco abbia lasciato dietro di sé e quali interventi saranno necessari per mettere in sicurezza la montagna.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 21 agosto 2026