Montasio, meno marmotte del previsto: esposto del Partito Animalista e richiesta di verifiche

Segnalazione alla Forestale di Tarvisio e alla Procura di Udine dopo alcune testimonianze raccolte sull’altopiano vicino al Rifugio Brazzà.

26 agosto 2026 18:26
Montasio, meno marmotte del previsto: esposto del Partito Animalista e richiesta di verifiche -
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Sull’Altopiano del Montasio si concentra una nuova attenzione sulla fauna selvatica, dopo le segnalazioni raccolte dal Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia su una possibile riduzione marcata delle marmotte presenti nell’area.

Il movimento ha deciso di portare la questione all’esame delle autorità competenti, chiedendo di accertare se dietro al calo riferito da alcune testimonianze possano esserci episodi di abbattimento illegale.

Le indicazioni arrivate riguardano in particolare la zona attorno al Rifugio Brazzà, uno dei punti più frequentati del comprensorio, dove secondo quanto riferito al partito la presenza degli animali sarebbe oggi molto più limitata rispetto alla scorsa stagione.

La richiesta inviata tra Tarvisio e Udine

A firmare la segnalazione formale è stata la portavoce regionale del PAI, Irene Giurovich, che ha trasmesso l’esposto alla Stazione Forestale di Tarvisio, informando anche la Procura della Repubblica di Udine.

L’obiettivo indicato è duplice: da una parte verificare con controlli sul campo la consistenza effettiva della popolazione di marmotte sul Montasio, dall’altra intensificare la vigilanza nelle aree da cui sarebbero partite le segnalazioni.

Al momento, infatti, non vengono indicati censimenti ufficiali o dati numerici in grado di misurare con precisione l’eventuale diminuzione. Proprio per questo il quadro resta legato a riscontri ancora da approfondire.

Il nodo delle testimonianze raccolte

Secondo il Partito Animalista, alcune persone che frequentano o lavorano in quota avrebbero elementi utili, ma non si esporrebbero facilmente. Il timore, viene spiegato, sarebbe quello di possibili conseguenze personali nel parlare apertamente.

Per questa ragione il movimento chiede che a eventuali informatori venga assicurata riservatezza, così da favorire la raccolta di indicazioni utili agli accertamenti.

Nella segnalazione viene richiamato anche un altro aspetto pratico: in alcuni casi, sempre secondo quanto riportato al partito, il tempo trascorso tra l’allarme e l’arrivo dei controlli avrebbe consentito ai sospettati di lasciare la zona.

Controlli mirati sull’altopiano

La richiesta avanzata alle istituzioni è quella di aumentare la presenza sul territorio con sopralluoghi più frequenti e monitoraggi dedicati, soprattutto nei punti considerati più sensibili del Montasio.

Il sospetto riferito dal PAI è che alcune marmotte possano essere state uccise illegalmente, anche per ricavarne la pelliccia. Si tratta però di un’ipotesi che dovrà trovare conferma attraverso verifiche dirette e accertamenti delle autorità.

Il tema si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso gli equilibri ambientali del Friuli montano. Nelle ultime settimane il Montasio è tornato più volte al centro del dibattito naturalistico e il caso segnalato ora aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione.

Saranno i controlli richiesti alla Forestale e gli eventuali approfondimenti investigativi a chiarire se il numero ridotto di marmotte segnalato da chi frequenta l’area corrisponda a un dato reale e, soprattutto, se vi siano responsabilità riconducibili a pratiche di bracconaggio.

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