Montagna e piccoli comuni, dal Friuli Venezia Giulia un pacchetto di misure per trattenere residenti e lavoro

Al Festival delle Regioni il governatore Fedriga rilancia su viabilità, servizi, rete digitale e agevolazioni. Poi l’affondo sull’uso degli smartphone tra i minori.

26 ottobre 2026 20:29
Montagna e piccoli comuni, dal Friuli Venezia Giulia un pacchetto di misure per trattenere residenti e lavoro -
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Tenere vivi i paesi della montagna e delle aree più periferiche del Friuli Venezia Giulia significa rendere possibile una scelta di vita, non soltanto difendere un principio. Da Firenze, dove è in corso il Festival delle Regioni, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha riportato al centro il tema della permanenza nei territori meno popolati, indicando una linea che mette insieme infrastrutture, sanità, connessioni e sostegni economici.

Nel confronto dedicato alle politiche per il cosiddetto diritto a restare, il governatore del Fvg e presidente della Conferenza delle Regioni ha richiamato la necessità di non concentrare qualità dei servizi e opportunità solo nei poli urbani maggiori. L’obiettivo, nella lettura della Regione, è fare in modo che vivere nei piccoli centri non significhi partire svantaggiati.

La leva dei servizi per non svuotare i territori

Fedriga ha spiegato che il punto di partenza resta quello più concreto: spostarsi, lavorare e curarsi. Per questo il ragionamento regionale parte dai collegamenti stradali e dalla copertura digitale, considerati elementi indispensabili per chi abita lontano dai grandi centri e vuole continuare a farlo anche per motivi professionali.

Accanto alla mobilità, il governatore ha insistito sull’accesso effettivo ai servizi. Il riferimento principale è alla sanità territoriale, che deve essere presente in modo diffuso, pur senza immaginare la replica di ogni presidio in ciascun Comune. Il nodo, ha chiarito, è permettere ai cittadini di utilizzare davvero quei servizi senza che la distanza diventi un ostacolo insormontabile.

Secondo quanto riferito durante l’incontro, in Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni si sarebbe registrato un segnale in controtendenza nelle zone montane, ancora contenuto nei numeri ma sufficiente a indicare un’inversione rispetto al progressivo calo di residenti.

Incentivi fiscali e coordinamento istituzionale

Tra gli strumenti richiamati da Fedriga ci sono anche le agevolazioni di natura fiscale rivolte a chi decide di vivere o restare nelle aree interne e in montagna. Il presidente della Regione ha collegato a queste misure un risultato pari al 2 per cento nell’arco di quattro anni, parlando di un cambio di direzione che ora andrebbe consolidato.

L’altro passaggio sottolineato riguarda il coordinamento tra livelli istituzionali. L’idea espressa dal governatore è che interventi distinti, se messi in rete, possano diventare più efficaci e produrre effetti duraturi, evitando iniziative isolate o di corto respiro.

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Il tema dei giovani e la proposta sugli smartphone

Nella giornata fiorentina c’è stato spazio anche per un altro dossier, molto diverso ma ormai centrale nel dibattito pubblico: quello delle dipendenze digitali. Fedriga ne ha parlato insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, soffermandosi in particolare sull’impatto che l’uso continuo dei dispositivi può avere su ragazzi e ragazze.

Per il presidente della Regione, il primo fronte su cui agire è quello della consapevolezza, con un coinvolgimento diretto di famiglie e scuola. Il rischio, nella sua analisi, non si limita ai risultati scolastici ma arriva fino alla chiusura relazionale e all’isolamento sociale dei più giovani.

Da qui il rilancio di una proposta che lo stesso Fedriga ha definito forte: vietare l’utilizzo degli smartphone sotto i 14 anni. Nelle sue parole, il problema principale non sarebbe un impiego occasionale e controllato, quanto piuttosto la disponibilità costante del telefono durante tutta la giornata, condizione che può favorire meccanismi di dipendenza.

Dal Festival un documento per il Governo

Il percorso avviato al Festival delle Regioni dovrebbe confluire, al termine dei lavori, in un testo condiviso destinato alla Conferenza delle Regioni. Da lì, ha spiegato Fedriga, dovrebbero nascere proposte operative da presentare all’esecutivo nazionale.

Il governatore ha rivendicato per la Conferenza non un ruolo puramente consultivo, ma una funzione capace di incidere attraverso intese rilevanti per il Governo. L’obiettivo dichiarato è raccogliere esigenze provenienti dai diversi territori, compreso il Friuli Venezia Giulia, e trasformarle in una sintesi comune che superi le appartenenze politiche e affronti temi come spopolamento, servizi e fragilità educative con una prospettiva nazionale.

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