A Gorizia il monitoraggio della biodiversità nel parco Basaglia coinvolge studenti e botanici

Studiosi e giovani studenti collaborano per studiare la flora del parco Basaglia usando metodi scientifici e prati con sfalci ridotti

23 aprile 2026 09:46
A Gorizia il monitoraggio della biodiversità nel parco Basaglia coinvolge studenti e botanici -
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Un progetto scientifico nel cuore di Gorizia

Gorizia – Il 13 aprile nel parco Basaglia si è svolta un'importante attività di rilievo floristico in un'area prativa situata vicino a via Vittorio Veneto. Questa iniziativa fa parte del progetto di divulgazione scientifica "Quadri di natura senza confini", promosso da Legambiente Friuli Venezia Giulia in collaborazione con diversi enti istituzionali. Una squadra di esperti botanici dell’Università di Udine, impegnata da anni nell’osservazione dell’area, ha messo in luce la ricchezza delle specie vegetali favorita dalla ridotta frequenza di sfalci del prato.

Formazione sul campo per gli studenti

L’attività, organizzata da Sonia Kucler e rivolta a scuole della provincia di Gorizia, ha visto la partecipazione di una seconda classe dell’Istituto Agrario Brignoli, accompagnata dai docenti Davide Mosetti e Elisabetta Sdrigotti. Il professor Francesco Boscutti, docente di botanica all’Università di Udine, ha guidato gli studenti nell’apprendimento delle tecniche di censimento floristico e monitoraggio della biodiversità. Questo lavoro, iniziato lo scorso anno e destinato a proseguire nei prossimi, prevede l’utilizzo di "quadrati permanenti" che saranno osservati nel tempo per seguire l’evoluzione delle specie, anche in relazione alle variazioni nella frequenza di sfalci. Verrà inoltre analizzato il suolo e monitorata la presenza degli impollinatori che frequentano l’area.

Una ricerca triennale per tutelare la natura urbana

Il progetto "Quadri di natura senza confini", sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, conclude quest’anno un percorso triennale iniziato nel 2023 nel parco Basaglia grazie alla tutela promossa da Legambiente Gorizia. I dottorandi Edoardo Asquini e Paolo Cingano hanno delimitato con paletti bianchi e rossi un’area di 5 metri per 5, che sarà monitorata per tutta la durata dello studio. All’interno di questa superficie, il professor Boscutti ha illustrato la metodologia per valutare la qualità e la quantità delle specie botaniche attraverso la stima della loro abbondanza, con l’obiettivo di applicare indici di biodiversità. Verranno quindi osservati nel tempo i cambiamenti nell’abbondanza e nella comparsa di specie tipiche dei prati naturali stabili, come orchidee spontanee e altri elementi di grande valore ecologico.

Si ipotizza che la riduzione della frequenza degli sfalci, fino a uno o due all’anno, possa facilitare la diffusione delle specie caratteristiche dei prati naturali a discapito di quelle più comuni nei giardini cittadini, favorite da falciature frequenti, come pratolina e tarassaco.

Prossimi passi e osservazioni future

Nei prossimi giorni, in base al calendario delle fioriture, si svolgeranno ulteriori sopralluoghi per completare il monitoraggio e ottenere dati più esaustivi.

Un’opportunità per riscoprire l’ecosistema urbano

Questa esperienza, unica a Gorizia, offre un’opportunità concreta per avvicinarsi alla natura e sviluppare uno sguardo attento e privo di pregiudizi sui processi ambientali presenti in città. In un contesto urbano sempre più compromesso dall’aumento delle temperature e dall’inquinamento, è importante valorizzare soluzioni naturali, poco invasive ed economiche, come quelle basate sui prati stabili, che sono parte delle antiche tradizioni agricole oggi da riscoprire e preservare.

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