Pordenone Capitale della Cultura 2027, il Comitato promotore accelera sui progetti
In Municipio il tavolo con Comune, imprese e cultura: dal recupero di Villa Cattaneo alla strategia turistica e all’accoglienza
PORDENONE – Il percorso verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 entra nella fase operativa. Questa mattina, nella sala consiliare del Municipio, si è riunito il Comitato promotore che riunisce amministrazione comunale, società partecipate, associazioni di categoria, Camera di Commercio, Confindustria, realtà culturali e mondo dell’impresa. Un incontro di lavoro, partecipato e concreto, che ha fatto il punto sugli interventi già avviati e sulle prossime scelte in vista dell’anno da Capitale.
Un metodo condiviso, oltre la politica
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Alessandro Basso, che ha rivendicato il carattere “di territorio” del progetto: un percorso nato dal confronto, con l’obiettivo di costruire risultati che restino anche dopo il 2027. Il primo impegno, ha sottolineato, è preparare la città senza sacrificare i servizi ordinari: gli investimenti legati alla Capitale dovranno migliorare Pordenone per chi la vive ogni giorno, quartiere per quartiere, e non soltanto nel centro storico.
Cantieri in città: decoro, strade e spazi pubblici
Sul fronte organizzativo e infrastrutturale, Comune e partecipate sono già al lavoro su più linee: piano straordinario di decoro urbano, interventi sulle strade, imbandieramento, riqualificazione di spazi pubblici e servizi collegati alla gestione di eventi. La bussola indicata dal sindaco è una preparazione “diffusa”, capace di valorizzare anche la provincia – dalle aree montane alle periferie – per un racconto davvero territoriale della Capitale.
Il programma: 52 progetti e quattro assi di intervento
Nel merito dei contenuti è intervenuto l’assessore alla Cultura, Grandi Eventi, Turismo e Capitale della Cultura, Alberto Parigi: i progetti complessivi sono 52, già resi pubblici e consultabili sul sito pordenonecapitale2027.it, con un impianto che riprende il dossier di candidatura.
Quattro le aree che strutturano il programma. I “Landmark” concentrano gli interventi più riconoscibili, tra cui il recupero di Villa Cattaneo, il Teatro Urbano e le Stazioni della Fotografia, in alcuni casi già visibili o in avvio. I progetti di rete raccolgono il lavoro sviluppato con associazioni e istituzioni, emerso anche nella tre giorni partecipata “Pordenone scrive la candidatura”, che ha coinvolto oltre cento tra enti e associazioni. I progetti territoriali nascono con i Comuni della provincia, che fin dall’inizio hanno scelto di condividere la sfida. Infine “Pordenone Scuola Capitale” è il capitolo dedicato alla formazione, dalla lotta alla povertà educativa fino alle collaborazioni universitarie.
Parigi ha ribadito la natura pluriennale dell’operazione e ha annunciato che nei prossimi giorni verranno presentati i progetti che avranno già una prima concretizzazione nel 2026. Sul versante dei bandi, il percorso è già in corsa: un bando comunale ha selezionato 40 nuovi progetti finanziati; un bando regionale è in fase di valutazione e altri avvisi seguiranno. Intanto una quindicina di Comuni ha già richiesto e ottenuto il logo ufficiale, segno di un coinvolgimento che va oltre i confini del capoluogo.
Comunicazione e turismo: il 2026 come anno decisivo
Uno dei nodi centrali affrontati dal Comitato riguarda la promozione: il 2026 viene considerato l’anno chiave per costruire attesa e visibilità nazionale. Il direttore generale di PromoTurismo FVG, Iacopo Mestroni, ha proposto che dal secondo semestre Pordenone diventi perno di una strategia integrata: campagne stampa, radio, tv, digitale e “out-of-home”, coordinate con le attività promozionali regionali in Italia e all’estero. Anche il nuovo spot televisivo regionale, già in onda, riserva spazio alla città.
L’impostazione mira a parlare a pubblici diversi, intrecciando cultura, enogastronomia e outdoor come pilastri complementari: non solo mostre e concerti, ma anche viaggi legati alla natura, al cibo e alla scoperta di aree meno note.
Il “brand Pordenone” e l’eredità del 2027
Federico Ingargiola (Sviluppo e Territorio) ha riportato l’attenzione sul valore di lungo periodo dell’investimento: la Capitale come occasione per far conoscere Pordenone “in modo nuovo” e consolidare un brand destinato a durare.
Sulla stessa linea Confindustria Alto Adriatico: il presidente Michelangelo Agrusti, che guida anche la Fondazione Pordenonelegge, ha ricordato che la città parte da una base culturale già riconosciuta a livello nazionale e che questa forza va integrata nel progetto, non affiancata. Al centro, ha evidenziato, c’è il “racconto” da costruire per presentare Pordenone al Paese con un filo conduttore chiaro. Agrusti ha inoltre chiesto di allargare il tavolo a rappresentanti di mondo agricolo e artigianato, proposta accolta dal sindaco.
Accoglienza: fare sistema con la filiera locale
Sul tema ricettività, il Comitato ha guardato anche alle esperienze recenti: dal caso di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025 arriva l’indicazione che la risposta alla domanda non dipende tanto dai grandi gruppi internazionali quanto dalla capacità della filiera locale di fare sistema. L’hotellerie pordenonese, già consorziata, viene indicata come asse portante da rafforzare anche con le nuove formule previste dalla normativa regionale e con una città più “aperta” pure nelle giornate tradizionalmente meno vivaci. Federalberghi ha confermato la disponibilità a collaborare con l’amministrazione.
Cultura e partecipate: il contributo operativo
Dal Teatro Comunale Giuseppe Verdi, il presidente Giovanni Lessio ha illustrato un doppio impegno: il “Progetto Montagna”, per portare le vallate provinciali dentro il programma della Capitale attraverso percorsi culturali e turismo di prossimità, e un lavoro di cucitura tra le principali realtà cittadine (tra cui Pordenonelegge) per costruire collaborazioni con respiro europeo, oltre il 2027.
Pordenone Fiere, con il presidente e ad Renato Pujatti, ha rinnovato la disponibilità a mettere strutture e competenze organizzative al servizio degli eventi, puntando a un’eredità duratura. GEA ha illustrato i servizi aggiuntivi già in atto per il decoro urbano, mentre GSM ha confermato l’impegno sulla gestione della mobilità durante le manifestazioni. Fondazione BCC Pordenonese e Confcooperative hanno ribadito la lettura strategica dell’investimento culturale come leva di sviluppo.
I prossimi passi
Il Comitato promotore tornerà a riunirsi nei prossimi mesi per monitorare l’avanzamento dei progetti e definire il palinsesto definitivo del 2027. Al tavolo erano presenti, tra gli altri, il sindaco Alessandro Basso e l’assessore Alberto Parigi; i rappresentanti delle partecipate comunali (Pordenone Fiere, GSM, GEA, ATAP e Sviluppo e Territorio) e delle principali realtà economiche e culturali del territorio, con PromoTurismo FVG e Teatro Verdi.
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