Monfalcone, niente maxi indennizzo a Fincantieri: il Tar dà ragione al Comune sul no ai lavori notturni

Respinta la richiesta da quasi 1,9 milioni legata alle deroghe acustiche per il cantiere. I giudici riconoscono il margine di scelta dell’amministrazione.

29 ottobre 2026 15:53
Monfalcone, niente maxi indennizzo a Fincantieri: il Tar dà ragione al Comune sul no ai lavori notturni -
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Per il Comune di Monfalcone si chiude con un esito favorevole uno dei contenziosi più rilevanti degli ultimi mesi sul rapporto tra attività produttive e tutela dei residenti. Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha infatti respinto la domanda con cui Fincantieri Infrastructure Opere Marittime chiedeva un risarcimento vicino ai due milioni di euro dopo il mancato via libera a lavorazioni notturne in deroga ai limiti sul rumore.

La vicenda riguardava l’installazione di due nuove gru nel cantiere navale e, in particolare, la richiesta di poter eseguire alcune operazioni nelle ore notturne. La somma indicata nel ricorso ammontava a 1.906.929,30 euro. Con la sentenza n. 546/2026, pubblicata il 29 ottobre, i giudici amministrativi hanno escluso che vi fossero i presupposti per accogliere la pretesa economica avanzata dalla società.

Nel pronunciamento viene riconosciuto ai Comuni un ampio spazio di valutazione quando si tratta di autorizzare eccezioni ai limiti acustici. Il punto centrale, secondo il tribunale, è il bilanciamento tra le necessità industriali e i diritti di chi vive nelle aree interessate, a partire dalla salute e dal riposo notturno.

Comune di Monfalcone, il Tar respinge il risarcimento chiesto da Fincantieri
Comune di Monfalcone, il Tar respinge il risarcimento chiesto da Fincantieri

Perché il ricorso non è stato accolto

Il Tar ha chiarito che una deroga in materia di rumore non può essere considerata automatica né dovuta. Ogni domanda, secondo quanto emerge dalla sentenza, va esaminata nel suo contesto specifico, tenendo conto delle caratteristiche concrete delle attività richieste e del loro impatto sul territorio.

I giudici hanno richiamato in particolare la natura eccezionale delle lavorazioni previste, comprese le attività di palificazione, ritenute potenzialmente gravose per la collettività. È stato inoltre escluso che un’autorizzazione concessa in precedenza, nell’aprile 2025, potesse valere come precedente vincolante per una nuova richiesta riferita a opere diverse per durata, estensione e condizioni operative.

La posizione dell’amministrazione comunale

Da Monfalcone il pronunciamento viene letto come una conferma della linea seguita dall’ente. Il sindaco Luca Fasan ha ribadito che il Comune ha agito mettendo al centro l’interesse generale della comunità, sottolineando che le esigenze produttive, anche se riferite a una realtà industriale di primo piano, non impongono all’amministrazione di concedere deroghe nelle ore notturne.

Sulla stessa linea Anna Maria Cisint, europarlamentare e consigliera delegata alla Sicurezza, che ha evidenziato il significato politico e amministrativo della decisione, richiamando il dovere dell’ente di difendere la popolazione locale anche nei confronti di richieste avanzate da grandi gruppi industriali. Nelle dichiarazioni diffuse dal Comune viene rimarcato anche il peso economico della domanda risarcitoria, che secondo l’amministrazione avrebbe inciso direttamente sulla comunità monfalconese.

Il ruolo della difesa legale e l’altro passaggio della sentenza

L’avvocata Teresa Billiani, che ha assistito il Comune, ha definito la decisione particolarmente netta sul piano dei principi. In sostanza, il tribunale ha rilevato che non basta quantificare un danno per ottenere un ristoro: occorre dimostrare di avere titolo al provvedimento favorevole richiesto, elemento che nel caso esaminato non sarebbe emerso.

La sentenza contiene anche un secondo passaggio rilevante. La domanda di annullamento del diniego è stata dichiarata improcedibile, perché nel frattempo le lavorazioni erano state ultimate e dunque era venuto meno l’interesse concreto della società a ottenere una pronuncia su quel punto.

Comune di Monfalcone, il Tar respinge il risarcimento chiesto da Fincantieri
Comune di Monfalcone, il Tar respinge il risarcimento chiesto da Fincantieri

Per Monfalcone il verdetto consolida quindi un orientamento destinato ad avere riflessi anche oltre il singolo caso: nelle scelte che toccano produzione, rumore e qualità della vita dei residenti, il Comune mantiene un potere di valutazione pieno, da esercitare caso per caso.

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