Miramare, fondi regionali per evitare lo stop alle attività della riserva

La Regione Friuli Venezia Giulia si prepara a compensare le risorse venute meno dopo i tagli statali. Tutelate gestione, conservazione e valorizzazione dell’area triestina.

10 luglio 2026 21:26
Miramare, fondi regionali per evitare lo stop alle attività della riserva -
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Per la riserva marina di Miramare si profila una copertura economica che punta a mettere al riparo le attività essenziali del sito. La Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso un intervento sul bilancio in corso, potrà infatti compensare le somme mancanti dopo la riduzione dei finanziamenti statali.

Il tema riguarda da vicino uno dei luoghi ambientali più significativi del Friuli Venezia Giulia, non solo per Trieste ma per l’intero sistema delle aree protette regionali. L’obiettivo dichiarato è evitare che il venir meno di parte delle risorse produca effetti concreti sulla gestione quotidiana e sui programmi di tutela.

La copertura annunciata in Consiglio regionale

A riferire il passaggio politico è stata la consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, che ha richiamato l’impegno assunto dall’assessore Stefano Zannier. Il via libera a un emendamento consente all’amministrazione regionale di intervenire per sostituire i fondi non più disponibili.

La questione era stata portata all’attenzione del Consiglio regionale proprio per garantire continuità finanziaria alla realtà di Miramare. Il provvedimento si inserisce nell’esercizio finanziario attuale e serve a evitare squilibri su attività già programmate.

Perché Miramare è un nodo strategico per il Friuli Venezia Giulia

La riserva rappresenta un presidio ambientale di primo piano. Le risorse servono a sostenere la conservazione degli habitat, la protezione delle specie animali e vegetali e tutte quelle funzioni ordinarie necessarie a mantenere operativo il sito.

Nel ragionamento politico che accompagna l’intervento, la tutela di Miramare viene letta anche come un investimento sul rapporto tra biodiversità, valorizzazione del territorio e sviluppo sostenibile. Un equilibrio che, in una regione come il Friuli Venezia Giulia, ha un peso che va oltre i confini dell’area triestina.

L’origine del problema: i tagli arrivati dallo Stato

Secondo quanto spiegato da Capozzi, la riduzione delle somme disponibili deriva dai tagli decisi a livello statale nell’ambito delle misure collegate all’emergenza energetica e agli effetti delle crisi internazionali. Un intervento che sarebbe arrivato quando la macchina di bilancio era già avviata, con conseguenze immediate sulla programmazione.

Da qui la necessità di un correttivo regionale, pensato per evitare che la contrazione delle risorse si traduca in un rallentamento delle attività di tutela e gestione. La stessa consigliera ha espresso l’auspicio che si tratti di una scelta eccezionale e non di una riduzione destinata a ripetersi nel tempo.

Nel pacchetto anche un segnale sulla tutela della fauna

Nella stessa comunicazione politica è stato richiamato un secondo intervento proposto dal Movimento 5 Stelle, questa volta dedicato alla protezione degli uccelli. Si tratta di un emendamento poi confluito in un ordine del giorno recepito nel testo di legge in esame in Consiglio regionale.

La misura punta ad aumentare le sanzioni per chi distrugge i nidi, rafforzando così gli strumenti regionali a difesa della fauna selvatica. Un passaggio che, nelle intenzioni dei proponenti, si affianca alla salvaguardia delle aree protette e al più ampio tema della difesa della biodiversità in Friuli Venezia Giulia.

Per Miramare, intanto, il punto centrale resta la continuità delle attività senza contraccolpi operativi: un risultato considerato decisivo per preservare un bene ambientale che ha valore scientifico, naturalistico e territoriale per tutta la regione.

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