Marano ritrova la sua storia: il 2 novembre Alessandro Marzo Magno presenta il racconto vincitore del Premio Fvg
Alla Vecchia Pescheria un incontro aperto al pubblico dedicato al testo che riporta Marano Lagunare al centro di una pagina decisiva del Cinquecento.
Marano Lagunare torna protagonista attraverso un libro che ne rilegge il passato e lo restituisce alla comunità. Lunedì 2 novembre, alle 18, la Sala della Vecchia Pescheria ospiterà la presentazione pubblica di “Quando Marano è diventato l'ombelico del mondo”, il racconto con cui Alessandro Marzo Magno ha ottenuto la settima edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia “Il racconto dei luoghi e del tempo”.
L'appuntamento ha un valore particolare per il paese lagunare, perché il testo premiato è costruito proprio attorno a una delle sue stagioni storiche più rilevanti. Dopo il riconoscimento assegnato nei mesi scorsi durante pordenonelegge, il volume arriva dunque nel luogo che ne ha fornito l'ispirazione, in un confronto diretto con il pubblico locale.
Un ritorno nel luogo raccontato
All'incontro parteciperanno, oltre all'autore, Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, e Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge.it. L'iniziativa è a ingresso libero; per chi lo desidera resta disponibile la prenotazione attraverso la piattaforma mypnlegge.
Il premio, promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it, punta da anni a far raccontare il territorio regionale a firme autorevoli della narrativa e della saggistica. L'obiettivo è riportare attenzione su luoghi meno esposti ma densi di memoria, legandoli a opere capaci di parlare sia ai residenti sia ai lettori che arrivano da fuori.
Marano al centro della grande storia
Nel lavoro firmato da Alessandro Marzo Magno, il borgo affacciato sulla laguna viene osservato dentro una fase delicatissima del Cinquecento, tra il 1542 e il 1543. In quel passaggio, Marano assunse un peso strategico ben oltre le sue dimensioni, entrando in un confronto che toccava Venezia, il mondo asburgico, la Francia e anche la sfera ecclesiastica.
Il racconto segue quella trama storica con un taglio divulgativo, sostenuto dalla ricerca documentaria ma anche da una scrittura vivace e ironica. Ne emerge l'immagine di una comunità che, per un breve ma decisivo tratto di tempo, si trovò al centro di equilibri politici europei, lasciando tracce leggibili ancora oggi nel tessuto urbano e nel paesaggio della laguna.
Il significato dell'appuntamento
Per Marano non si tratta soltanto della presentazione di un libro, ma di un'occasione di rilettura collettiva della propria identità. Il passaggio del Premio Fvg in paese mette infatti in relazione la narrazione letteraria con la memoria locale, riportando l'attenzione su una vicenda che ha segnato in profondità il profilo storico del territorio.
Alessandro Marzo Magno succede nell'albo d'oro del riconoscimento a Valerio Massimo Manfredi, Melania Mazzucco, Marco Balzano, Mariolina Venezia, Diego Marani e Giuseppe Lupo. La tappa di lunedì 2 novembre aggiunge così un tassello importante al percorso del premio: non solo celebrare un'opera, ma riportarla tra le persone e nei luoghi da cui è nata, a partire proprio da Marano Lagunare.