Marano Lagunare al centro del calcio dilettanti: al Fattorutto l’atto finale della Coppa Regione
La sfida tra Cussignacco e Maranese ha portato a Marano Lagunare la finale di Prima Categoria, seguita anche dal vicegovernatore Mario Anzil.
Per una giornata Marano Lagunare è diventata la capitale friulana del calcio di base, ospitando allo stadio Fattorutto la finale di Coppa Regione di Prima Categoria tra Cussignacco e Maranese. Un appuntamento che ha richiamato pubblico, dirigenti e appassionati attorno a una delle partite più attese della stagione dilettantistica.
Sugli spalti era presente anche il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega allo Sport, Mario Anzil, che ha voluto rimarcare il significato della manifestazione nel panorama sportivo regionale. La finale, nelle sue parole, rappresenta uno dei passaggi più veri dello sport friulano, perché riesce a tenere insieme competitività, partecipazione e senso di comunità.
La cornice di Marano ha dato ulteriore rilievo a una gara che non si è limitata all’aspetto agonistico. L’evento ha infatti riportato l’attenzione sul peso che il calcio dilettantistico continua ad avere nei centri del territorio, dove le società restano punti di riferimento per ragazzi, famiglie e volontari.
Una finale che parla al territorio
Nel corso del suo intervento, Anzil ha insistito soprattutto sul valore sociale dello sport di base, definendolo un elemento capace di creare relazioni, educare e rafforzare il legame con le comunità locali. La presenza del pubblico a Marano Lagunare, secondo il vicegovernatore, è la dimostrazione concreta di quanto queste realtà sportive vadano oltre il semplice risultato sul campo.
Il riferimento è andato al lavoro quotidiano portato avanti da società, atleti, dirigenti, volontari e famiglie, una rete che rende possibile non solo l’attività agonistica ma anche occasioni di crescita e condivisione. In questo quadro si inserisce anche l’attenzione della Regione per le iniziative dedicate allo sport e alla partecipazione, compreso il bando sullo sport inclusivo in Friuli Venezia Giulia.
Come ci sono arrivate Cussignacco e Maranese
Il Cussignacco si è costruito l’accesso all’ultimo atto con una semifinale indirizzata già nella gara d’andata contro l’Azzanese. Il successo per 4-1 aveva infatti messo in discesa il confronto, poi chiuso con il 2-2 del ritorno.
Più combattuto il percorso della Maranese, arrivata alla finale dopo una doppia sfida molto equilibrata con l’Union Pasiano. Dopo l’1-1 del primo incontro e lo 0-0 nel secondo, è stata la serie dei rigori a decidere la qualificazione.
Due cammini differenti, dunque, ma accomunati dalla capacità di reggere il peso delle partite decisive fino ad approdare all’appuntamento conclusivo di Marano Lagunare.
Il significato della giornata al Fattorutto
Anzil ha sottolineato anche come appuntamenti di questo tipo restituiscano il gusto di vivere lo sport all’aperto e di ritrovarsi attorno a un’esperienza collettiva. Un aspetto che, nel calcio dei dilettanti, conserva un valore particolare perché coinvolge generazioni diverse dentro e fuori dal campo.
La finale disputata oggi, 23 maggio, al Fattorutto ha così assunto un significato che va oltre il trofeo assegnato: da una parte la sfida sportiva tra Cussignacco e Maranese, dall’altra una giornata che ha riportato al centro il ruolo del calcio locale nel tessuto friulano.
Per Marano Lagunare è stata anche un’occasione di visibilità sportiva, con il proprio impianto scelto come sede dell’ultimo atto della competizione regionale di Prima Categoria, in una serata che ha unito campo, pubblico e territorio.