Manzano, 22enne trovato morto in uno stabile dismesso: la Procura valuta l’esame autoptico
Il corpo di un giovane marocchino, senza fissa dimora, era in via 4 Novembre. I primi riscontri non farebbero pensare al coinvolgimento di altre persone.
La scoperta è avvenuta a Manzano, in uno stabile non utilizzato di via 4 Novembre, dove nel pomeriggio di martedì 11 agosto è stato rinvenuto il cadavere di un ragazzo di 22 anni. A dare l’allarme è stata una persona di passaggio, che ha notato la presenza del corpo all’interno dell’immobile.
La vittima, secondo quanto emerso, è un giovane di cittadinanza marocchina privo di una sistemazione stabile. Al momento del ritrovamento il corpo si presentava in condizioni tali da far ritenere che la morte risalga a diversi giorni prima.
Verifiche aperte sul decesso
La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che nelle prossime ore dovrà stabilire se disporre l’autopsia. L’eventuale esame potrebbe aiutare a definire con maggiore precisione sia il momento della morte sia le cause del decesso.
Gli elementi raccolti nella fase iniziale dell’indagine, da quanto si apprende, non orienterebbero verso un fatto provocato direttamente da altre persone. Si tratta però di un quadro ancora provvisorio, destinato a essere approfondito attraverso i riscontri medico-legali e investigativi.
Il ritrovamento in via 4 Novembre
Dopo la segnalazione, i Carabinieri della stazione di Manzano hanno raggiunto l’edificio per i rilievi necessari a ricostruire quanto accaduto. Con loro anche il medico legale, impegnato nelle prime valutazioni utili all’inchiesta.
Uno dei punti centrali resta la collocazione temporale del decesso. Lo stato di decomposizione del corpo rende infatti plausibile che il giovane fosse morto da tempo prima che qualcuno si accorgesse della sua presenza nello stabile abbandonato.
L’attività investigativa si concentra quindi sia sulle ultime ore di vita del 22enne sia sulle condizioni in cui si trovava all’interno dell’immobile, per chiarire ogni passaggio della vicenda.
Recupero della salma e trasferimento a Udine
Per il recupero del corpo è stato necessario il supporto dei Vigili del Fuoco, chiamati a operare in un contesto reso complesso dalle caratteristiche della struttura dismessa.
Terminate le operazioni, la salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Udine, dove rimane a disposizione della Procura. Sarà l’autorità giudiziaria a decidere i prossimi accertamenti su un caso che ha scosso la comunità del territorio.
La vicenda riporta anche l’attenzione sulla fragilità di chi vive senza un alloggio stabile, una condizione che spesso rende più difficile intercettare situazioni di grave marginalità prima che degenerino in tragedia.