Maniago, il caso Daniel Tafa: per i consulenti della Procura l’incidente in Stm era prevenibile

L’analisi tecnica sull’infortunio costato la vita al giovane operaio punta l’attenzione su misure di tutela ritenute insufficienti. Sette gli indagati.

07 luglio 2026 21:59
Maniago, il caso Daniel Tafa: per i consulenti della Procura l’incidente in Stm era prevenibile - A destra la madre di Daniel a Nordest24
A destra la madre di Daniel a Nordest24
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Nel cuore del distretto industriale di Maniago, l’inchiesta sulla morte di Daniel Tafa aggiunge ora un passaggio pesante. La consulenza tecnica disposta dalla Procura di Pordenone sostiene infatti che l’incidente avvenuto nello stabilimento Stm il 25 marzo 2025 non fosse inevitabile.

Il documento, entrato negli atti dell’indagine, concentra l’attenzione sulle condizioni di sicurezza presenti nel reparto in cui il giovane operaio, 22 anni, perse la vita. Il quadro che emerge, secondo i consulenti, richiama possibili criticità nelle protezioni e nell’organizzazione delle procedure di lavoro.

Sette persone coinvolte nell’indagine

L’inchiesta della magistratura pordenonese vede al momento sette indagati. Si tratta di figure con ruoli diversi all’interno dell’azienda: dirigenti, responsabili della sicurezza e componenti ai vertici della società.

La relazione tecnica è uno degli elementi centrali su cui gli inquirenti stanno costruendo la ricostruzione dei fatti. L’obiettivo è chiarire se quanto accaduto nello stabilimento di Maniago potesse essere scongiurato con accorgimenti già disponibili e doverosi.

Cosa evidenzia la relazione

Nel testo viene indicato che l’infortunio sarebbe stato prevedibile e che esistevano strumenti e misure idonee a ridurre o impedire il rischio. La valutazione dei consulenti richiama sia le norme in vigore sia il livello di evoluzione tecnica raggiunto nel settore.

Un altro aspetto messo in rilievo riguarda l’esperienza accumulata dall’azienda nel tempo sul fronte della prevenzione degli infortuni. Proprio questo elemento, secondo la consulenza, rende ancora più rilevante il tema delle cautele che avrebbero dovuto essere adottate prima del tragico episodio.

Un passaggio delicato per Maniago e per il territorio

La vicenda ha colpito profondamente Maniago e più in generale il Friuli produttivo, dove il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro resta centrale. La morte di un lavoratore così giovane ha lasciato un segno forte in una comunità che conosce bene il peso dell’industria e delle sue responsabilità.

Adesso sarà l’iter giudiziario a valutare le singole posizioni e il contenuto della perizia. Intanto, dalle carte dell’inchiesta arriva un’indicazione netta: secondo i consulenti della Procura, quella morte poteva essere evitata.

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