Locazioni turistiche e case in affitto, in Friuli torna il pressing sui dati regionali
Giulia Massolino chiede di far partire davvero l’Osservatorio sul turismo: servono tempi chiari e numeri aggiornati per leggere l’impatto sui territori.
Il punto, per chi segue il tema casa in Friuli Venezia Giulia, non è soltanto quante locazioni brevi siano presenti, ma dove incidano davvero e con quali effetti sugli affitti residenziali. È da qui che riparte l’intervento della consigliera regionale Giulia Massolino, che sollecita la Regione a dare piena attuazione all’Osservatorio sul turismo.
La richiesta arriva nel pieno del confronto politico riemerso dopo l’audizione in II Commissione dell’assessore regionale. Secondo Massolino, la discussione sulle regole non può restare sospesa in attesa indefinita di un quadro completo: servono monitoraggio costante, una scansione temporale precisa e dati pubblici consultabili con regolarità.
Per il Friuli il tema ha un risvolto concreto, perché il rapporto tra sviluppo turistico e disponibilità di abitazioni stabili varia da zona a zona. Proprio per questo, sostiene la consigliera del Patto per l’Autonomia – Civica FVG, non basta un approccio generico: occorre capire territorio per territorio dove il fenomeno sostenga l’economia locale e dove invece inizi a pesare sull’equilibrio abitativo.
Il nodo non è solo turistico, ma sociale
Nel ragionamento portato in Consiglio regionale, la questione delle locazioni turistiche si intreccia direttamente con la possibilità per residenti e famiglie di trovare una casa a costi accessibili. Massolino insiste su questo aspetto: la tenuta delle comunità locali passa anche dalla presenza di un mercato degli affitti ordinari che resti praticabile.
Da qui l’idea che raccolta delle informazioni e scelte amministrative debbano procedere insieme. In altre parole, disporre di una base conoscitiva più solida è necessario, ma non può trasformarsi in un alibi per rimandare ogni decisione. L’obiettivo indicato è costruire interventi aggiornabili nel tempo, sulla base dei numeri che via via emergeranno.
La richiesta alla Giunta regionale
Massolino ricorda che l’Osservatorio sul turismo era stato inserito proprio grazie a una proposta del suo gruppo. Nelle intenzioni, questo strumento dovrebbe misurare gli effetti del turismo sui diversi contesti del Friuli Venezia Giulia e, nello stesso tempo, verificare l’impatto sull’offerta abitativa.
Secondo la consigliera, però, manca ancora il passaggio decisivo: farlo funzionare davvero. Per questo chiede alla Giunta un programma di lavoro definito, con scadenze riconoscibili e con una diffusione periodica dei dati raccolti. Il tema, nella sua lettura, non riguarda solo la trasparenza ma anche la capacità di intervenire prima che le criticità diventino strutturali.
Nella sua posizione c’è anche una critica di metodo. L’idea che il Friuli Venezia Giulia possa affrontare la questione con meno urgenza perché meno esposto rispetto ad altre aree europee viene considerata prematura se non supportata da rilevazioni complete e aggiornate. Prima di trarre conclusioni, osserva, occorre una fotografia attendibile.
Il precedente dello stanziamento mancato
La consigliera richiama inoltre un passaggio politico già noto: il suo gruppo aveva proposto lo scorso anno uno stanziamento di bilancio per avviare l’Osservatorio, proposta che non era stata approvata. Oggi il punto torna quindi sul tavolo con una domanda precisa rivolta all’esecutivo regionale: indicare quando saranno prodotti e resi pubblici i dati.
Nel dibattito viene ricordato anche l’ordine del giorno approvato insieme alla legge, con il quale si chiedeva di porre attenzione proprio agli effetti delle locazioni brevi sulla disponibilità di alloggi in affitto. Per Massolino, senza tempi chiari il rischio è di accumulare ritardi mentre il fenomeno continua a evolversi.
Tra i riferimenti citati c’è anche l’esperienza degli strumenti previsti dalla legge FVGreen, indicata come esempio di attese troppo lunghe. Il messaggio politico è netto: non servono anni per rendere operativo un osservatorio che dovrebbe aiutare la Regione a decidere meglio. Sullo sfondo resta il tema più ampio dell’equilibrio tra attrattività turistica, sostenibilità e diritto a vivere nei propri territori, un equilibrio che per essere governato ha bisogno prima di tutto di numeri verificabili.