A Lignano i Bersaglieri ritrovano la memoria del Friuli: il raduno guarda al sisma del 1976
La 73ª adunata nazionale nella località balneare assume un significato speciale nell’anno che richiama il terremoto e l’accoglienza agli sfollati.
Non è stata soltanto una grande manifestazione nazionale dell’Associazione Bersaglieri. A Lignano Sabbiadoro, la 73ª edizione del raduno ha riportato al centro anche una pagina che il Friuli continua a custodire con forza: quella dell’emergenza seguita al terremoto del 1976 e della rete di aiuto costruita allora attorno agli sfollati.
La località balneare, in questi giorni, è diventata così il punto d’incontro tra la tradizione dei fanti piumati e una memoria che per il territorio regionale resta ancora viva. La scelta di Lignano, proprio nell’anno che accompagna il cinquantesimo anniversario del sisma, è stata letta come un richiamo preciso a quel legame.
Accanto al programma celebrativo, il raduno ha infatti richiamato il contributo offerto dai Bersaglieri nei giorni successivi al terremoto, quando molte persone costrette a lasciare le proprie abitazioni vennero accompagnate verso la costa. A Lignano trovarono ospitalità numerose famiglie friulane, accolte anche nelle seconde case messe a disposizione da proprietari e cittadini.
Il valore di Lignano nella memoria del terremoto
Su questo significato si è soffermata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, intervenuta durante la manifestazione. Nel suo intervento ha sottolineato il peso simbolico della sede scelta per il raduno, ricordando come proprio qui si sia concretizzato uno dei capitoli più solidali di quella emergenza.
Il riferimento non riguarda solo il ricordo istituzionale. Per molte famiglie friulane, l’arrivo a Lignano dopo il sisma rappresentò un passaggio decisivo in giorni segnati da paura, incertezza e perdita della casa. In quel contesto, il sostegno dei Bersaglieri e la disponibilità diffusa della comunità lasciarono un segno duraturo.
Secondo quanto ribadito nel corso dell’evento, quella vicenda continua ancora oggi a rappresentare un esempio concreto di vicinanza tra popolazione e Forze armate. Non un richiamo astratto, quindi, ma un episodio che ha inciso nella storia civile del Friuli e che a Lignano trova un luogo naturale per essere rievocato.
Una manifestazione nazionale con un forte accento friulano
La presenza di Bersaglieri arrivati da diverse regioni ha dato alla città il respiro delle grandi occasioni, ma il tono dell’appuntamento è rimasto strettamente legato al territorio. Anche per questo la giornata è stata vissuta non solo come festa dell’arma, ma come momento di riconoscenza verso chi, in circostanze drammatiche, contribuì a dare risposte immediate.
Nel corso del raduno, Amirante ha preso parte all’iniziativa indossando il cappello piumato, gesto che ha accompagnato un messaggio di partecipazione istituzionale e di adesione al significato pubblico della ricorrenza.
Per la gestione dell’afflusso in città e dei servizi collegati all’evento, restano inoltre consultabili le informazioni dedicate a traffico e aree di sosta diffuse in occasione della manifestazione.
L’appuntamento di Lignano si inserisce nel calendario di iniziative che in Friuli stanno riportando attenzione sul terremoto del 1976 e sulle sue conseguenze sociali. In questo quadro, il raduno dei Bersaglieri ha aggiunto un tassello particolare: quello della memoria condivisa, intrecciata a un luogo che per molti sfollati fu sinonimo di riparo e ripartenza.
Alla manifestazione sono arrivati anche i messaggi delle più alte cariche dello Stato, compreso quello del Presidente della Repubblica, a conferma del rilievo nazionale assunto da un evento che a Lignano ha trovato anche un forte e riconoscibile significato friulano.