Lignano mette al centro i marina: investimenti energetici, servizi e ambiente nella tappa dei Blue Marina Awards
A Marina Uno Resort il confronto sul futuro dei porti turistici in Friuli Venezia Giulia: ormeggi, innovazione, accoglienza e sostenibilità misurabile.
Per Lignano il porto turistico non è soltanto un’infrastruttura per la nautica, ma uno dei varchi attraverso cui passa una parte importante dell’economia locale. Da qui è partito il confronto ospitato il 5 giugno 2026 a Marina Uno Resort, sede della seconda tappa dell’anno dei Blue Marina Awards, appuntamento dedicato all’evoluzione dei marina italiani.
Al centro dell’incontro non c’era una riflessione astratta sulla sostenibilità, ma una questione molto concreta: come trasformare porti turistici e marine in strutture capaci di tenere insieme energia, servizi, qualità ambientale e rapporto con il territorio. Un passaggio che riguarda da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, dove la nautica rappresenta una filiera con peso produttivo e turistico rilevante.
Il dibattito di Lignano si è inserito nel percorso nazionale promosso con il partenariato istituzionale di Assonat-Confcommercio, ma nella località balneare friulana ha assunto un significato particolare. Qui i marina sono parte dell’identità turistica della costa e contribuiscono a definire l’attrattività della destinazione, non solo per chi arriva via terra ma anche per chi sceglie il mare.
Il peso della nautica per il Friuli Venezia Giulia
Nel corso dell’appuntamento è stato richiamato il quadro regionale del comparto. L’assessore alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia guida il Paese per numero di posti barca, con oltre 15.000 ormeggi, ed è ai primi posti sia per numero di marina sia per incidenza dell’economia del mare sul sistema produttivo regionale.
Si tratta di numeri che aiutano a leggere il ruolo della filiera: più di 2.000 addetti tra artigianato, commercio e industria, con una presenza significativa anche nella costruzione di imbarcazioni e navi. Bini ha inoltre richiamato la scelta compiuta dalla Regione, prima in Italia a dotarsi di una norma specifica per la nautica, pensata per accompagnare lo sviluppo del settore e rafforzarne la capacità competitiva.
Energia: non basta installare, serve pianificare
Uno dei temi più discussi a Marina Uno ha riguardato la transizione energetica dei porti turistici. Elettrificazione delle banchine, colonnine di ricarica, fonti rinnovabili, riduzione dei consumi e comunità energetiche sono entrati nel confronto come elementi ormai centrali nella gestione delle strutture.
Dal convegno è emersa una linea netta: gli interventi tecnologici non possono essere affrontati come singoli tasselli scollegati. La realizzazione di un impianto o di un punto di ricarica, da sola, non risolve il problema se non viene inserita in una programmazione capace di valutare fabbisogni, crescita della domanda e organizzazione complessiva del marina.
Walter Vassallo, ideatore dei Blue Marina Awards, ha insistito proprio su questo aspetto, spiegando che la sostenibilità ha valore quando entra nelle decisioni quotidiane e modifica in modo verificabile consumi, servizi, procedure e investimenti. Il passaggio, in sostanza, è da una dichiarazione d’intenti a risultati misurabili.
Accoglienza e servizi: i marina come porta d’ingresso
Un altro fronte toccato a Lignano riguarda l’accoglienza. Il porto turistico, nel modello discusso durante l’incontro, non coincide più soltanto con l’ormeggio o con l’assistenza tecnica, ma diventa uno spazio in cui contano esperienza dell’utente, servizi digitali, sicurezza e collegamento con la destinazione.
In una località come Lignano Sabbiadoro questo tema ha un riflesso diretto. Giorgio Ardito, presidente del Consorzio Marine Lignano, ha sottolineato che il confronto è servito a riportare l’attenzione sul ruolo delle marine e delle attività collegate, dalla nautica al turismo fino alla cantieristica. Ha inoltre evidenziato come i marina costituiscano uno dei principali punti di accesso alla località e incidano in modo concreto sulla sua capacità di attrarre visitatori.
Ambiente e controlli: il valore dei dati
Nel corso della giornata è stato dato spazio anche agli aspetti ambientali: qualità delle acque, gestione dei rifiuti, contenimento dell’impatto delle attività portuali e strumenti di verifica delle performance. Il filo conduttore è stato la necessità di passare da interventi episodici a modelli organizzati, leggibili e controllabili nel tempo.
In questo quadro si inserisce il lavoro dei Blue Marina Awards, che utilizzano criteri oggettivi, verifiche documentali e sistemi di valutazione progressiva. Tra gli strumenti richiamati c’è il BESI, indice con cui è stata analizzata la sostenibilità della tappa ospitata a Marina Uno e che ha restituito risultati indicati come altamente performanti.
Bruno Santori, vicepresidente vicario di Assonat-Confcommercio, ha definito utile il confronto di Lignano per comprendere come la sostenibilità, nella portualità turistica, stia diventando un fattore strutturale di crescita e competitività. In questa prospettiva i marina assumono un ruolo sempre più ampio, capace di unire innovazione, servizi, attenzione ambientale e ricadute economiche.
Chi era presente all’incontro di Marina Uno
Alla tappa lignanese hanno partecipato anche Carlo Conti, presidente di Assonautica Pordenone Udine, con la vicepresidente Susi Faggiani, consigliere comunale di Latisana; Marco Da Re per la Rete FVG Marina; Diego Tomat, comandante in seconda della Capitaneria di Porto di Trieste; Devis Fantini della cooperativa Benefit Part-Energy Italia; e, per il Comune di Lignano Sabbiadoro, il consigliere con delega al Turismo Massimo Brini.
Il messaggio conclusivo uscito dall’appuntamento friulano è operativo prima ancora che teorico: programmare su più anni gli investimenti energetici e digitali, misurare con maggiore precisione le prestazioni ambientali e considerare l’accoglienza come una leva strategica nella gestione dei porti turistici. Per una realtà come Lignano, dove la nautica dialoga ogni giorno con il turismo, è un tema che va oltre il settore e tocca da vicino lo sviluppo del territorio.
La tappa di Marina Uno ha così confermato un punto: il futuro dei marina passa dalla capacità di dimostrare con numeri, servizi e scelte gestionali il valore prodotto per chi naviga e per le comunità che vivono attorno ai porti.