Lavoro e giovani in Friuli Venezia Giulia, Rosolen rilancia: «Servono stipendi adeguati e percorsi solidi»

A Trieste il confronto promosso dalla Camera di commercio Venezia Giulia: al centro occupazione, formazione tecnica, fuga dei laureati e tenuta del territorio.

29 maggio 2026 03:05
Lavoro e giovani in Friuli Venezia Giulia, Rosolen rilancia: «Servono stipendi adeguati e percorsi solidi» -
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Trattenere competenze, offrire impieghi più stabili e accorciare la distanza tra aula e azienda: è su questi punti che si è concentrato a Trieste l'intervento dell'assessore regionale Alessia Rosolen durante l'incontro dedicato ai giovani e al lavoro in Friuli Venezia Giulia.

Il confronto, ospitato nella Sala Maggiore della Camera di commercio Venezia Giulia, ha rimesso al centro un tema che in regione pesa sempre di più: la difficoltà di costruire occasioni credibili per chi studia, si laurea e poi valuta se restare oppure cercare altrove prospettive migliori.

Nel corso del dibattito Rosolen ha respinto una lettura spesso ricorrente, quella che attribuisce alle nuove generazioni la responsabilità delle criticità del mercato occupazionale. Il punto, secondo l'assessore, è piuttosto la qualità delle politiche costruite negli anni e la capacità del sistema economico di valorizzare davvero le persone.

Il problema non è nei giovani, ma nelle occasioni offerte

Nel suo intervento, l'assessore al Lavoro, formazione e istruzione ha osservato che per molto tempo il capitale umano non è stato messo al centro in modo efficace, mentre una parte delle strategie produttive ha puntato soprattutto sul contenimento del costo del lavoro. Una scelta che ha finito per comprimere opportunità, salari e prospettive di crescita, soprattutto per chi entra oggi nel mondo professionale.

Da qui anche una riflessione più ampia sul significato del lavoro: non soltanto reddito, ma possibilità concreta di costruire autonomia, stabilità e realizzazione personale. Se queste condizioni mancano, diventa più difficile pensare che i giovani scelgano di restare in Friuli Venezia Giulia.

Fuga dei laureati e calo demografico: una sfida aperta

Il quadro regionale, come ha ricordato Rosolen, è segnato da due fattori che si intrecciano: la diminuzione della popolazione giovane e l'uscita di laureati verso altre aree. La capacità del Friuli Venezia Giulia di attrarre ragazzi formati fuori regione esiste, ma non basta a compensare del tutto il saldo in uscita.

Nel confronto promosso dalla Camera di commercio Venezia Giulia e dallo Studium Fidei si è parlato proprio di permanenza dei talenti sul territorio, mettendo in relazione aspettative delle nuove generazioni, qualità della vita e richieste del tessuto produttivo. Tra i nodi emersi, anche il disallineamento tra competenze cercate dalle imprese e preparazione offerta dai percorsi scolastici e formativi.

Il ruolo della formazione tecnica

Uno dei passaggi centrali ha riguardato l'istruzione tecnico-professionale. Rosolen ha evidenziato come l'Italia resti ancora indietro in Europa per diffusione di questi percorsi, mentre il Friuli Venezia Giulia viene indicato come una realtà avanzata sul piano nazionale.

Per la Regione, questa è una direttrice da rafforzare ulteriormente. Le aziende, infatti, chiedono con crescente insistenza figure legate all'innovazione, alla tecnologia e ai mestieri ad alta specializzazione, compreso l'ambito artigianale. In questo contesto rientra anche il potenziamento degli ITS Academy post diploma, considerati uno degli strumenti più utili per collegare formazione e occupazione.

Le leve richiamate dalla Regione

Tra le misure richiamate dall'assessore ci sono le politiche per l'istruzione e la formazione professionale, il sostegno al rapporto tra percorsi formativi e imprenditorialità, gli aiuti alle imprese che assumono giovani e donne e gli investimenti destinati alle filiere produttive regionali.

Rosolen ha inoltre ricordato le azioni rivolte all'attrazione di talenti e il tema del supporto al sistema produttivo, già affrontato anche nel confronto legato alla crisi Electrolux. Sullo sfondo, l'idea che senza aziende capaci di investire e senza lavoro di qualità diventi complicato dare una risposta strutturale alla dispersione di competenze.

Nel passaggio finale, l'assessore ha richiamato anche il posizionamento del Friuli Venezia Giulia come “strong innovator” in Europa, elemento che, nelle intenzioni, dovrebbe facilitare il trasferimento di conoscenza verso la produzione e rendere più competitivo il territorio. All'incontro sono intervenuti anche il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti e monsignor Ettore Malnati per lo Studium Fidei, con la moderazione del giornalista Francesco De Filippo.

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