Latisana, a sessant’anni dall’alluvione il Pd riapre il nodo delle opere di prevenzione

Nel giorno della commemorazione della seconda piena che colpì la città, Luca Braidotti sollecita interventi concreti e un confronto condiviso sul basso corso del Tagliamento.

05 novembre 2026 00:35
Latisana, a sessant’anni dall’alluvione il Pd riapre il nodo delle opere di prevenzione -
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Il ricordo della seconda alluvione di Latisana torna ad affiancarsi al tema più attuale: quello della sicurezza del territorio. Nel sessantesimo anniversario della tragedia, il Partito democratico provinciale di Udine richiama l’attenzione sulla necessità di passare dagli annunci ai risultati, soprattutto per l’area del basso corso del Tagliamento.

A intervenire è il segretario provinciale Luca Braidotti, presente alla commemorazione organizzata al Palazzetto dello sport. Il suo messaggio lega la memoria di quanto accadde alle richieste rivolte oggi alle istituzioni: per il Pd, il punto centrale resta la prevenzione, giudicata ancora ferma a una fase preliminare.

Il richiamo nel giorno della commemorazione

Braidotti sottolinea che una ricorrenza come quella di Latisana dovrebbe servire a imprimere una svolta alle attività necessarie per ridurre il rischio idraulico. Nel suo intervento richiama il peso lasciato da quella calamità sulle famiglie, sulle vittime, su chi perse la casa e su un tessuto economico allora duramente colpito, ricordando anche la risposta solidale arrivata alla comunità.

Da qui la richiesta di non lasciare il tema confinato alle cerimonie. Secondo il segretario dem, il territorio attende ancora progressi tangibili, nonostante nel tempo siano stati più volte annunciati passi avanti sul fronte della messa in sicurezza.

Le critiche ai ritardi

Nel mirino del Pd finisce in particolare l’enfasi posta sull’assegnazione dello studio di fattibilità, ritenuta insufficiente rispetto agli anni trascorsi. Braidotti osserva che, dopo un lungo periodo di governo, presentare questo passaggio come un traguardo non basta a colmare il ritardo accumulato.

Il riferimento è al docfap, che per il segretario provinciale non può compensare il tempo perso. Al contrario, dovrebbe rappresentare semmai l’avvio di un percorso più solido, capace di coinvolgere davvero il territorio e di arrivare a decisioni praticabili.

La richiesta di soluzioni condivise per il basso corso

Il Pd chiede infatti un confronto partecipato che porti a scelte condivise e coerenti con un quadro ambientale cambiato. Nelle parole di Braidotti, le misure future dovranno tenere conto degli effetti del cambiamento climatico, così da risultare non solo progettate sulla carta, ma anche efficaci una volta realizzate.

Nel ragionamento politico entra quindi una preoccupazione che a Latisana e nei comuni del basso corso resta molto sentita: quella di non vedere ripetersi promesse rimaste senza seguito. Il richiamo finale è rivolto proprio ai cittadini dell’area, ai quali – sostiene il Pd – non possono essere consegnate ancora una volta soltanto rassicurazioni.

A sessant’anni da una ferita che fa ancora parte della memoria locale, il tema torna così al centro del dibattito pubblico friulano: non solo il ricordo di ciò che è stato, ma anche la richiesta di decisioni capaci di incidere davvero sulla sicurezza futura del territorio.

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