Indennità al personale regionale, il Friuli Venezia Giulia riapre il dossier sulle regole applicative

Mandato alla delegazione trattante per chiarire l’accordo 2019-2021 dopo le criticità emerse nei primi mesi di applicazione.o negoziale per precisare criteri e casi previsti per i dipendenti non dirigenti dopo i dubbi emersi negli uffici.

07 settembre 2026 16:10
Indennità al personale regionale, il Friuli Venezia Giulia riapre il dossier sulle regole applicative -
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Le regole con cui vengono riconosciute alcune indennità ai dipendenti regionali non dirigenti tornano sul tavolo della Giunta del Friuli Venezia Giulia. L’esecutivo ha infatti deciso di avviare un nuovo confronto per rendere più chiara l’applicazione delle misure legate alle condizioni di lavoro, dopo le difficoltà emerse nella fase iniziale.

Il provvedimento approvato a Trieste non cambia da subito il sistema, ma affida alla delegazione trattante un mandato preciso: lavorare a un testo che sciolga i punti controversi, aggiorni alcune previsioni e renda più omogenei i criteri usati nei diversi uffici dell’amministrazione regionale.

Per Prima Friuli si tratta di una partita che riguarda da vicino il funzionamento quotidiano della macchina pubblica sul territorio, perché tocca il trattamento accessorio di chi opera nei servizi regionali e nelle attività amministrative non dirigenziali.

Un accordo da precisare dopo i primi mesi di applicazione

Il riferimento è all’accordo stralcio del Contratto collettivo decentrato integrativo relativo al personale non dirigente per il triennio 2019-2021, firmato il 22 dicembre 2025 dopo il via libera della Giunta arrivato pochi giorni prima, il 19 dicembre.

Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale alla Funzione pubblica Pierpaolo Roberti, i primi mesi di applicazione hanno evidenziato aspetti che richiedono una definizione più netta. L’obiettivo indicato dalla Regione è ridurre le incertezze e individuare con maggiore precisione quando l’indennità spetta e secondo quali parametri deve essere riconosciuta.

I nodi segnalati dagli uffici regionali

Tra gli ambiti su cui la trattativa dovrà concentrarsi ci sono le attività di sportello, la presenza in servizio e i profili collegati a compiti contabili ed economali. La revisione, nelle intenzioni della Giunta, non si limiterà a una lettura interpretativa del testo già esistente, ma potrà comprendere anche integrazioni e correzioni.

Il punto centrale è adattare la disciplina contrattuale alla realtà concreta degli uffici. In questi mesi, infatti, sono emersi margini di dubbio che hanno reso necessario un intervento più puntuale, anche per evitare applicazioni difformi tra strutture diverse della stessa amministrazione.

Nel lavoro affidato alla delegazione rientra anche una possibile rimodulazione delle casistiche previste e dei relativi importi economici, così da costruire un quadro più coerente con le funzioni effettivamente svolte dal personale.

Che cosa coprono queste indennità

Le indennità per condizioni di lavoro servono a compensare attività rese in situazioni disagiate oppure esposte a rischio, quindi potenzialmente dannose o pericolose per la salute. La disciplina comprende anche le mansioni che comportano maneggio di valori.

Su questo fronte pesa anche l’evoluzione successiva della contrattazione, che ha innalzato il valore massimo riconoscibile. Proprio questo elemento ha contribuito a rendere necessaria una verifica dell’impianto applicativo, per coordinare le regole già sottoscritte con i nuovi margini economici e con i casi concreti registrati nella pratica amministrativa.

La prossima fase del confronto

Il passaggio deciso dalla Giunta apre quindi una fase tecnica e negoziale, non la scrittura di un contratto completamente nuovo. Il compito affidato alla delegazione trattante è arrivare a un accordo integrativo e di interpretazione autentica capace di dare indicazioni più lineari e meno esposte a dubbi.

La linea politica indicata dall’esecutivo regionale è quella di affinare uno strumento già esistente, rendendolo più aderente all’organizzazione reale del lavoro negli uffici del Friuli Venezia Giulia. Per i dipendenti interessati, il risultato atteso è un sistema di riconoscimento delle indennità più leggibile, uniforme e calibrato sulle attività effettivamente svolte.

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