Incendi in Carnia, sul Cimacuta la pioggia aiuta ma il Friuli resta sotto osservazione

A Forni di Sopra un focolaio da fulmine potrebbe essersi ridotto con le precipitazioni. Restano critici altri fronti tra Tolmezzo, Amaro e Val Canale.

17 agosto 2026 00:47
Incendi in Carnia, sul Cimacuta la pioggia aiuta ma il Friuli resta sotto osservazione -
Condividi

Le precipitazioni della serata potrebbero aver dato un primo sollievo sul fronte di Forni di Sopra, dove un nuovo punto di incendio si è sviluppato sul Monte Cimacuta dopo un fulmine. Il quadro, però, per il Friuli montano resta tutt'altro che chiuso: tra Carnia, Canal del Ferro e Val Canale continuano infatti monitoraggi, interventi aerei e misure di protezione per abitazioni e viabilità.

Secondo l'aggiornamento serale della Protezione civile, il focolaio del Cimacuta potrebbe essersi attenuato proprio grazie alla pioggia caduta in quota. Per avere una verifica completa sarà necessario attendere il sopralluogo previsto lunedì 17 agosto da parte del Corpo forestale regionale, che controllerà l'eventuale presenza di braci residue o possibili riprese.

Il dato più incoraggiante riguarda dunque il nuovo episodio segnalato nel territorio fornese, ma in altre aree del Friuli Venezia Giulia l'emergenza continua a richiedere prudenza e un impiego costante di uomini e mezzi.

Tra Tolmezzo e Amaro restano le situazioni più delicate

Uno dei punti più sensibili resta quello dell'Amariana, nella zona di Cuel Feltron, ad Amaro. Qui hanno operato il primo elicottero del Servizio aereo regionale e il Canadair CAN 20, mentre prosegue l'attenzione per l'area di Pissebus, nel Comune di Tolmezzo.

L'evacuazione precauzionale della località rimane confermata. Per l'assistenza alle persone coinvolte è stato predisposto un punto di accoglienza nella palestra Falcone. Restano inoltre fuori servizio le linee di alta e media tensione interessate dalla zona dell'incendio.

L'ordinanza comunale continua a interessare gli edifici compresi dal rio Lovaris fino al confine con il territorio di Amaro e rimarrà efficace finché il rischio non sarà rientrato.

Palavierte, stavoli ancora protetti

Sul Monte Palavierte, sopra Illegio, nel corso del pomeriggio il fuoco aveva ripreso intensità spingendosi verso gli stavoli di Pelons, Savale, Sapadici e Plezzis. In serata, però, l'aggiornamento ha confermato che le strutture non risultano coinvolte.

Nel settore più basso del rogo hanno lavorato due velivoli sloveni. Intanto resta valida la chiusura della strada per Illegio, nel tratto compreso dall'incrocio tra via Betania e via Illegio, come previsto dall'ordinanza del Comune di Tolmezzo.

Segnali migliori a Fusea, attenzione su Cozzarel e Saisera

Più favorevole l'evoluzione sul Monte Dobis, sopra Fusea, dove l'incendio viene considerato in fase di bonifica. Il Canadair ha contenuto le fiamme nella parte alta del crinale, mentre a terra sono intervenuti i volontari di Arta Terme con il supporto dall'alto del secondo elicottero regionale.

Non cambia però l'invito a evitare i sentieri del monte, in particolare il collegamento tra la cresta del Curiedi e il belvedere di Tolmezzo, dove la presenza del rogo impone ancora cautela.

A Chiusaforte, invece, sul Monte Cozzarel, il fronte continua a muoversi in direzione di Agar dal Lis Tais. Nel pomeriggio ha operato un elicottero regionale e per lunedì la Stazione forestale di Tolmezzo ha programmato la realizzazione di una fascia tagliafuoco a difesa di uno stavolo della zona.

In Val Saisera, sul Monte Nero, la situazione viene descritta come stabile nella parte sommitale, pur con alcune fumarole ancora presenti. Il terzo elicottero regionale è stato impiegato nel pomeriggio e nuove attività di bonifica dall'alto sono già previste per lunedì.

Ugovizza e Tramonti, focolai da tenere sotto controllo

A Sella Rauna, sopra Ugovizza, un altro piccolo incendio causato da un fulmine ha interessato una superficie limitata, circa dieci metri quadrati. Lo spegnimento e la bonifica sono stati completati da Vigili del fuoco e Pompieri volontari di Ugovizza, ma il punto resterà sorvegliato.

Nel Pordenonese continua intanto il monitoraggio del Monte Naiarda, a Tramonti di Sotto. In cresta restano fiamme basse e il fronte prosegue lentamente verso l'area di confine tra le ex province di Udine e Pordenone.

Sul lato udinese è stato predisposto un vascone per il rifornimento degli elicotteri, in vista di possibili nuove operazioni aeree. Nel Canal di Cuna, in Val Tramontina, persistono invece fumo denso e piccoli fronti in discesa, con una progressione giudicata lenta.

Meteo e qualità dell'aria: le prossime ore pesano sull'emergenza

Una parte importante dell'evoluzione dipenderà ora dal tempo. Per lunedì è atteso un indebolimento dell'anticiclone, con maggiore probabilità di rovesci e temporali sulle zone montane dal pomeriggio, in successiva estensione anche alla pianura e alla costa.

Non si escludono fenomeni intensi, con piogge abbondanti e raffiche di vento. Le eventuali precipitazioni potrebbero aiutare i fronti ancora aperti, come forse è già accaduto sul Cimacuta, ma al tempo stesso richiederanno un monitoraggio attento del territorio.

Resta infine il problema del fumo nei fondovalle. ARPA FVG segnala condizioni favorevoli al ristagno nelle ore notturne e al mattino, con una qualità dell'aria peggiorata rispetto al 15 agosto e la possibilità di superamenti giornalieri del PM10 nelle aree controllate. Le raccomandazioni sanitarie per limitare l'esposizione, soprattutto per persone fragili, bambini e anziani, restano quindi pienamente valide mentre il Friuli attende gli esiti dei controlli di lunedì sui diversi incendi ancora aperti.

Segui Prima Friuli