In Friuli il dibattito sulla Pma si riapre: Bullian aderisce alla raccolta per ampliare l’accesso

Il consigliere regionale di Casa civica sostiene la proposta popolare dell’associazione Luca Coscioni e invita a proseguire con le adesioni.

A cura di Web Team Web Team
02 novembre 2026 16:48
In Friuli il dibattito sulla Pma si riapre: Bullian aderisce alla raccolta per ampliare l’accesso -
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Il tema della procreazione medicalmente assistita torna al centro del confronto politico anche in Friuli Venezia Giulia. A rilanciarlo è il consigliere regionale Enrico Bullian, che ha annunciato la propria adesione alla proposta di legge popolare "Pma per tutte", promossa dall’associazione Luca Coscioni.

La campagna, intanto, ha già superato la soglia delle 50mila firme necessarie per l’approdo formale della proposta. Un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori e di chi la sostiene, non esaurisce però la mobilitazione: l’obiettivo resta quello di rafforzare ulteriormente il consenso attorno a una modifica della normativa nazionale.

Il nodo posto dalla legge attuale

Nel suo intervento, Bullian richiama i limiti della legge 40 del 2004, che disciplina l’accesso alle tecniche di Pma. Secondo il consigliere, l’impianto oggi in vigore lascia fuori una parte delle donne che vorrebbero intraprendere un percorso di genitorialità, introducendo criteri che non riguardano soltanto gli aspetti sanitari.

La normativa, infatti, prevede l’accesso per coppie maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile e con entrambi i componenti in vita. Restano quindi escluse le donne single e le coppie formate da due donne, un punto che per i sostenitori della proposta rappresenta una disparità da superare.

La posizione del consigliere regionale

Bullian spiega di aver sottoscritto il testo perché ritiene che l’accesso alla procreazione medicalmente assistita debba essere reso concretamente possibile a tutte le donne. Nella sua valutazione, l’attuale assetto legislativo finisce per legare questa possibilità anche allo stato civile e alla composizione della coppia, con effetti discriminatori.

Il consigliere di Casa civica sottolinea inoltre che la proposta punta a spostare l’attenzione sulla volontà di diventare genitori e sulle valutazioni mediche, senza esclusioni basate sull’orientamento sessuale o sulla condizione personale. Un’impostazione che, osserva, è già presente in gran parte dei Paesi europei ritenuti più avanzati su questo fronte.

Una raccolta firme che continua

Il raggiungimento delle 50mila sottoscrizioni viene definito da Bullian un risultato significativo, perché segnala una domanda di cambiamento già ampia nel Paese. Per il consigliere, però, la raccolta non deve fermarsi proprio ora, ma proseguire per dare ancora più forza politica all’iniziativa.

Il messaggio lanciato dal Friuli è quindi quello di un sostegno a una revisione della legge 40, nella convinzione che il Parlamento debba confrontarsi con una proposta sostenuta da decine di migliaia di persone. Sullo sfondo resta un tema che tocca diritti, sanità e modelli familiari, e che continua a dividere ma anche a mobilitare una parte consistente dell’opinione pubblica.

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