In Consiglio Fvg torna il tema delle “Venezie”: da Trieste il confronto su una possibile unione con il Veneto
In Quinta Commissione l’intervento del consigliere veneto Alessio Morosin: no al passaggio dei Comuni di confine, sì a una prospettiva istituzionale più ampia.
Il nodo dei territori di confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto è arrivato di nuovo al centro del dibattito politico regionale, ma questa volta con una proposta che punta molto più in alto del semplice riassetto amministrativo dei singoli Comuni. Nell’audizione svolta a Trieste davanti alla Quinta Commissione del Consiglio regionale, il consigliere veneto Alessio Morosin ha rilanciato l’ipotesi di una macroregione delle “Venezie”, costruita sull’unione tra le due realtà regionali.
L’intervento è avvenuto accanto ai sindaci dell’area del Veneto Orientale che vivono più da vicino le questioni legate alla fascia di confine. Il punto sostenuto da Morosin è netto: per affrontare gli squilibri tra territori limitrofi non servirebbe staccare i Comuni veneti dalla loro Regione, ma ragionare su un disegno istituzionale di dimensioni maggiori.
Il confronto partito dai problemi concreti dei Comuni
Nel corso dell’audizione sono stati richiamati studi già elaborati sia dalla Fondazione Think Tank Nord Est sia dal Centro Studi del Consiglio regionale del Veneto. Da quei materiali, ha spiegato Morosin, emergono elementi comuni sul piano demografico e differenze rilevanti dal punto di vista finanziario e organizzativo, soprattutto nei servizi che incidono sulla vita quotidiana delle comunità.
Tra i dati citati, anche quello relativo all’IRPEF media nei Comuni veneti di confine presi in esame, indicata come sensibilmente più alta rispetto a quella dei Comuni friulani considerati come riferimento. Un divario che, nella lettura proposta in Commissione, avrebbe effetti sulla capacità degli enti locali di garantire risposte su settori come sanità, trasporti, giustizia e gestione delle acque.
La proposta portata a Trieste
Il progetto rilanciato in sede istituzionale guarda alla nascita di una macroregione a statuto speciale chiamata “Venezie”, fondata sull’integrazione tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. L’idea, secondo quanto illustrato, si legherebbe ai rapporti storici ed economici tra i due territori e dovrebbe essere valutata alla luce del percorso previsto dall’articolo 132 della Costituzione.
Morosin ha presentato questa ipotesi come una possibile risposta strutturale alle criticità che si registrano lungo il confine regionale. Nella sua impostazione, l’obiettivo sarebbe rafforzare autonomia, competitività e capacità di attrazione, oltre a rendere più lineare il funzionamento amministrativo.
Il passaggio politico e l’attenzione del ministro
Nel suo intervento, il consigliere veneto ha anche riferito di una comunicazione ricevuta dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. Nella lettera, letta in parte durante l’audizione, il ministro esprime interesse per l’iniziativa e richiama il tema delle macroregioni, già presente da tempo nel dibattito politico e teorico del Nord.
Accanto all’apertura politica, nella stessa comunicazione sarebbero stati evidenziati anche aspetti da approfondire sul piano giuridico, in particolare rispetto alle modalità con cui un progetto di questo tipo potrebbe essere attuato e ai limiti posti dall’assetto costituzionale. Un punto che lascia intendere come l’ipotesi, pur riportata nel confronto istituzionale, richieda verifiche complesse prima di qualsiasi sviluppo concreto.
Un tema che riguarda anche il Friuli Venezia Giulia
Per il Friuli Venezia Giulia il passaggio in Commissione non è solo una presa d’atto delle difficoltà vissute dai Comuni veneti confinanti, ma anche un’occasione per misurare il peso della propria specialità all’interno del rapporto con le aree limitrofe. Il confronto aperto a Trieste mette infatti insieme fiscalità, servizi e autonomia, cioè tre elementi che nel Nord Est incidono direttamente sugli equilibri tra territori vicini.
Morosin ha infine sottolineato la necessità di proseguire con un’analisi approfondita sotto il profilo costituzionale, finanziario e amministrativo. La discussione resta quindi in una fase politica e di studio, ma il fatto che il tema sia stato portato davanti alla Quinta Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia conferma che la questione dei confini amministrativi e delle possibili forme di integrazione continua a restare aperta nel dibattito del territorio.