Imprese friulane e sicurezza, cresce la spesa ma non la serenità: un’azienda su tre teme un peggioramento

L’indagine sul terziario del Nord Est segnala investimenti molto diffusi in antifurti e videosorveglianza, ma resta alta la preoccupazione per furti, aggressioni e taccheggio.

A cura di Web Team Web Team
05 ottobre 2026 06:12
Imprese friulane e sicurezza, cresce la spesa ma non la serenità: un’azienda su tre teme un peggioramento -
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Più telecamere, più allarmi, più risorse destinate alla protezione dei locali. Eppure, tra le attività del terziario del Nord Est, il clima resta tutt’altro che rassicurante. I numeri diffusi dall’indagine Confcommercio sui fenomeni illegali raccontano infatti una distanza evidente tra quanto le imprese spendono per difendersi e quanto riescono davvero a sentirsi sicure.

Per il Friuli, inserito nel quadro della macroarea nordorientale, il dato più significativo è proprio questo: l’88,4% delle aziende ha investito negli ultimi anni in sistemi come videosorveglianza e dispositivi antintrusione, ma il 30% ritiene che nel 2025 la situazione della sicurezza sia peggiorata.

Il peso di furti e aggressioni nelle attività aperte al pubblico

Tra le criticità che incidono di più sulla quotidianità delle imprese ci sono i furti, indicati come principale motivo di preoccupazione dal 37,3% degli imprenditori dell’area. Un valore superiore a quello nazionale, che si ferma al 32%, e che conferma quanto il tema sia avvertito soprattutto nei settori a contatto diretto con clienti e passaggio urbano.

Non c’è solo il danno economico legato alle intrusioni. Il 29,2% degli imprenditori segnala un aumento dei furti, mentre il 29,7% rileva una crescita degli episodi di aggressione. Sono percentuali che, nel loro insieme, descrivono un contesto percepito come più esposto rispetto ad altre zone del Paese.

Negozi, centri urbani e il problema del taccheggio

Per il commercio la pressione si misura anche durante il normale orario di apertura. Il taccheggio resta infatti una delle voci più pesanti: riguarda il 60,7% dei negozi, un dato che rende bene l’idea di quanto il problema sia radicato e non limitato ai furti notturni o agli accessi abusivi quando le attività sono chiuse.

Accanto a questo, emerge anche il timore per i danneggiamenti collegati alla cosiddetta mala movida. Il 37,8% degli imprenditori teme effetti concreti su vetrine, ingressi e strutture nelle aree interessate dalla presenza notturna. Un altro fronte riguarda poi le baby gang: il 27,2% delle aziende riferisce di essersi confrontato con situazioni riconducibili a questo fenomeno.

Non conta solo spendere, ma come si investe

Nel dibattito aperto dai dati c’è anche un altro aspetto: la qualità delle scelte fatte dalle imprese quando decidono di proteggersi. Il tema, secondo gli operatori del settore, non si esaurisce nell’entità della spesa, ma riguarda il tipo di impianto scelto, la tecnologia adottata e l’affidabilità di chi esegue l’installazione.

Federico Zorzetto, amministratore delegato di Mac System, realtà che distribuisce sistemi di sicurezza e collabora da 35 anni con installatori del Triveneto, richiama l’attenzione su un rischio frequente: trattare questi impianti come un acquisto qualsiasi, valutandoli soprattutto in base al prezzo. In questi casi, osserva, si può finire con soluzioni poco adatte proprio quando servirebbero di più.

Il riferimento va ai sistemi fai da te, alle installazioni affidate a figure improvvisate o a decisioni guidate quasi esclusivamente dal risparmio immediato. Una scelta che può ridurre la reale efficacia della protezione aziendale, anche in un territorio dove l’attenzione sul tema è ormai molto alta.

Un segnale per tutto il terziario del Nord Est

Il quadro che emerge riguarda in modo trasversale commercio e servizi, cioè i comparti che più vivono il rapporto diretto con il pubblico e la presenza nei centri abitati. È qui che furti, piccoli reati, danneggiamenti e tensioni nelle aree urbane incidono con maggiore frequenza sulla gestione quotidiana delle attività.

Per le imprese friulane, dentro questo scenario del Nord Est, la contraddizione resta netta: gli investimenti in sicurezza sono ormai diffusi, ma non bastano da soli a restituire fiducia. A fotografarlo sono tre numeri che pesano più di altri: l’88,4% delle aziende che ha già speso per proteggersi, il 30% che oggi si sente meno sicuro e il 60,7% dei negozi che denuncia episodi di taccheggio.

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