Grotte turistiche, il Friuli resta al centro di AGTI: Corrado Greco confermato presidente
Nel rinnovo del direttivo nazionale dell’associazione resta alla guida il referente della Grotta Torri di Slivia. Nel programma spazio a sicurezza, guide e promozione dei siti.
Il Friuli Venezia Giulia mantiene un ruolo di primo piano nell’Associazione Grotte Turistiche Italiane. Nell’assemblea elettiva del 18 maggio è stato infatti confermato alla presidenza Corrado Greco, figura legata alla Grotta Torri di Slivia, realtà carsica ben conosciuta nel territorio regionale.
La riunione si è tenuta a Bologna, nella sede del Gruppo Speleologico Bolognese GSB-USB APS, e ha definito l’assetto che accompagnerà AGTI nel prossimo triennio. Per il sistema delle grotte turistiche italiane si tratta di un passaggio importante, ma per il Friuli il dato più rilevante è la continuità di una presenza locale al vertice dell’associazione nazionale.
Accanto a Greco resta vicepresidente Emiliano Babboni, collegato alla Grotta Antro del Corchia in Toscana. Il nuovo consiglio comprende inoltre Giulia Monaco, riconfermata, insieme ai nuovi ingressi di Mario Verole Bozzello, Victor Joal Casulli, Lorenzo Burzacca ed Ezio Arceri, in rappresentanza di alcuni dei principali siti ipogei aperti al pubblico in Italia.
Una conferma che pesa anche per il Carso friulano
La riconferma del presidente uscente assume un significato particolare per il Nordest, dove il patrimonio carsico rappresenta non solo un elemento ambientale e scientifico, ma anche una risorsa legata all’accoglienza e alla valorizzazione del territorio. La presenza di Greco alla guida di AGTI consolida il collegamento tra il mondo delle grotte turistiche e un’area che da sempre vive un rapporto stretto con la speleologia.
L’associazione, nata nel 1994, lavora da oltre trent’anni su più fronti: qualità della visita, crescita professionale degli operatori, tutela del patrimonio naturale e culturale, confronto con le istituzioni. Negli ultimi anni questo lavoro si è tradotto anche in una maggiore attenzione al ruolo che i siti sotterranei possono avere per le economie locali, soprattutto nei territori lontani dai circuiti turistici più affollati.
Le linee di lavoro per il prossimo triennio
Nella relazione presentata all’assemblea, Greco ha indicato come base del nuovo mandato i risultati costruiti negli anni precedenti. Tra i temi centrali c’è la necessità di rafforzare la collaborazione tra i gestori delle grotte, che spesso si trovano a seguire contemporaneamente apertura dei siti, promozione, manutenzione, divulgazione e attività di ricerca.
In quest’ottica, AGTI punta ancora sulla condivisione delle competenze e su una rete più stabile tra le diverse realtà associate. La formazione resta uno degli strumenti considerati decisivi: riguarda le guide impegnate durante tutto l’anno, ma anche chi gestisce i complessi ipogei e deve affrontare aspetti organizzativi, sicurezza e rapporto con il pubblico.
Il messaggio che emerge dal rinnovo del direttivo è chiaro: per rendere più forte il settore non basta attrarre visitatori, serve anche investire sulla preparazione di chi lavora in grotta e sulla capacità di offrire esperienze di qualità, ben strutturate e sicure.
Il bilancio delle attività più recenti
Tra i progetti richiamati dall’associazione c’è la partecipazione a “Animale di Grotta” 2023-2025 della Società Speleologica Italiana, iniziativa che ha proposto incontri formativi online dedicati alle guide interessate agli aspetti scientifici e naturalistici del mondo sotterraneo. Da quel percorso è arrivata anche la collaborazione al volume “Le forme del vuoto”, pubblicato nel 2023.
Nel mandato appena concluso AGTI ha ricordato anche altre esperienze, come la celebrazione dei sessant’anni dall’apertura al pubblico della Grotta del Vento e una simulazione di incidente organizzata alla Grotta Remeron, indicata come momento utile di confronto operativo sul tema della sicurezza.
Secondo l’associazione, iniziative di questo tipo hanno aiutato a proporre una visita più consapevole, capace di unire interesse turistico, conoscenza scientifica e valorizzazione culturale. Un’impostazione che interessa da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, dove il patrimonio carsico continua a rappresentare un tratto identitario oltre che un’opportunità di sviluppo locale.
Promozione e aree interne, il nodo del turismo in grotta
Nel percorso recente di AGTI rientra anche la partecipazione alla BIT di Milano 2026, dopo la presenza alla fiera della scorsa primavera come ospite di ENIT. In quella sede l’associazione ha presentato il Report sul Turismo in Grotta, documento che mette in relazione i flussi verso i siti ipogei con la crescita economica dei territori in cui si trovano.
Il quadro delineato da AGTI evidenzia come molte grotte aperte al pubblico siano collocate in contesti periferici o interni, dove il turismo può attivare collaborazioni con altre attività del posto e distribuire ricadute su più soggetti. È un tema che parla anche alle realtà friulane, chiamate a fare rete tra ambiente, cultura e ospitalità.
Per il nuovo triennio, dunque, la conferma di Corrado Greco non rappresenta solo una scelta di continuità organizzativa. Per il Friuli è anche il segnale che l’esperienza maturata sul territorio continua ad avere voce nel confronto nazionale su sicurezza, formazione e futuro delle grotte turistiche.