Grifoni di Cornino colpiti oltre confine: in Austria sei esemplari uccisi da un veleno vietato

La colonia friulana perde diversi rapaci tra Tirolo e Carinzia. Le analisi hanno rilevato carbofurano, pesticida fuori legge da anni in Europa.

05 giugno 2026 10:48
Grifoni di Cornino colpiti oltre confine: in Austria sei esemplari uccisi da un veleno vietato -
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La notizia tocca da vicino il Friuli e in particolare la realtà di Cornino: tra i sei grifoni trovati morti in Austria ci sono infatti esemplari riconducibili alla colonia seguita nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, a Forgaria nel Friuli. Gli accertamenti hanno stabilito che gli animali sono entrati in contatto con carbofurano, sostanza estremamente tossica il cui impiego è proibito nell’Unione Europea dal 2008.

Il quadro emerso è pesante non solo per il numero di rapaci coinvolti, ma anche per ciò che rappresentano questi animali nel progetto di tutela portato avanti da anni in Friuli. Un settimo grifone, soccorso vivo ma in condizioni critiche, è invece riuscito a salvarsi dopo il ricovero in un centro specializzato.

Un colpo diretto alla colonia friulana

Secondo gli elementi raccolti finora, almeno due dei grifoni avvelenati provenivano certamente dalla Riserva di Cornino. Gli esperti ritengono però molto probabile che l’intero gruppo colpito appartenesse allo stesso nucleo che abitualmente frequenta l’area friulana.

Il collegamento è legato ai movimenti naturali della specie. Come spiegato dal direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, questi rapaci si spostano con regolarità lungo l’arco alpino e raggiungono spesso anche i versanti austriaci per alimentarsi. Per questo quanto accaduto oltre confine ha effetti diretti su una delle esperienze di conservazione più importanti del territorio regionale.

Dove sono stati trovati gli animali

I ritrovamenti sono stati concentrati nella valle del Lesach, in un tratto compreso tra Untertilliach, in Tirolo, e St. Lorenzen, in Carinzia. La presenza di più carcasse nella stessa zona ha indirizzato fin dall’inizio verso l’ipotesi di un episodio di avvelenamento.

La conferma è arrivata dalle analisi svolte dall’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dall’Università Ludwig Maximilian di Monaco. Gli esami hanno individuato il carbofurano, un composto capace di risultare letale anche in dosi molto basse e pericoloso per animali, ambiente e persone.

grifoni avvelenati dal carbofurano
grifoni avvelenati dal carbofurano

Acale, nato a Cornino e finito tra gli esemplari morti

Tra i grifoni identificati c’è anche Acale, nato nel 2014 nelle voliere della Riserva e liberato nello stesso anno. La sua vicenda era diventata significativa per raccontare quanto lontano possano arrivare questi grandi rapaci.

Dopo il rilascio era stato osservato a Genova in meno di due settimane, poi nei Pirenei e successivamente nella Spagna centrale, prima del rientro stabile nell’area friulana. Il fatto che proprio uno degli animali simbolo del progetto di Cornino sia tra quelli uccisi dal veleno rende ancora più evidente la portata della perdita.

Il superstite e la traccia utile alle indagini

L’unico grifone sopravvissuto era stato recuperato in un fiume, debilitato ma ancora vivo, probabilmente perché aveva assunto una quantità inferiore di sostanza tossica. Dopo le cure è stato rimesso in libertà, ma il suo caso ha assunto anche un valore investigativo.

L’esemplare era stato marcato nel 2019 nella Riserva di Cornino all’interno di un progetto internazionale coordinato dall’Università di Udine. Grazie al dispositivo satellitare, il professor Stefano Filacorda ha potuto ricostruirne gli spostamenti e individuare con precisione la fase in cui il rapace si è fermato nell’area compatibile con l’avvelenamento.

Questo elemento offre agli investigatori austriaci un riferimento temporale e geografico molto importante per circoscrivere il punto in cui i grifoni avrebbero trovato il carbofurano.

grifoni avvelenati dal carbofurano
grifoni avvelenati dal carbofurano

Le preoccupazioni per il periodo della nidificazione

Il numero dei rapaci colpiti potrebbe non essere definitivo. Le associazioni che seguono il caso temono che altri esemplari possano essere stati contaminati senza essere ancora stati localizzati.

La fase dell’anno rende la situazione ancora più delicata. In piena nidificazione, la perdita di adulti può ripercuotersi anche sui piccoli rimasti nei nidi: se viene meno uno dei genitori, l’altro potrebbe non riuscire da solo a garantire alimentazione e protezione.

Appello a chi può aiutare a ricostruire l’episodio

L’avvelenamento è stato indicato come uno dei casi più gravi registrati in Austria negli ultimi anni per quanto riguarda i rapaci. BirdLife Austria, WWF e Vulture Conservation Foundation hanno chiesto collaborazione ai cittadini per raccogliere eventuali informazioni utili.

Per il Friuli, e per Cornino in particolare, resta un episodio che riporta al centro il tema della tutela della fauna e del monitoraggio scientifico. La vicenda dimostra quanto una minaccia illegale comparsa oltre confine possa colpire direttamente un patrimonio naturalistico seguito e protetto da anni sul territorio regionale.

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