Nel Goriziano il fotovoltaico che fa scattare quota 300 MW: nuovo impianto a Savogna d’Isonzo

Il sito da 999,76 kWp entrato in funzione a Savogna d’Isonzo porta Sunprime a 304,69 MWp in Italia. La società punta ora ai 500 MWp entro il 2026.

16 giugno 2026 17:17
Nel Goriziano il fotovoltaico che fa scattare quota 300 MW: nuovo impianto a Savogna d’Isonzo -
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È a Savogna d’Isonzo che Sunprime ha centrato uno dei passaggi più significativi della propria espansione in Italia: con l’attivazione del nuovo impianto nel territorio goriziano, la capacità fotovoltaica connessa della società ha superato la soglia dei 300 MWp, arrivando a 304,69 MWp.

Il dato è stato comunicato il 16 giugno 2026 e assegna al sito friulano un ruolo preciso nel percorso della società milanese, attiva nel settore commerciale e industriale delle rinnovabili. Pur con una potenza inferiore al megawatt, l’impianto ha infatti rappresentato il tassello che ha consentito il salto numerico a livello nazionale.

Il contributo del sito di Savogna d’Isonzo

L’impianto ha una potenza di 999,76 kWp ed è stato realizzato su un’area industriale. Il progetto utilizza tecnologia tracker, un sistema che consente ai pannelli di seguire il percorso del sole durante la giornata con l’obiettivo di ottimizzare la produzione di energia.

La collocazione, nel Goriziano e in una zona vicina al confine sloveno, rafforza anche il valore territoriale dell’intervento. In questo caso non si tratta soltanto di una nuova installazione in Friuli Venezia Giulia, ma del sito che ha permesso all’azienda di oltrepassare una soglia simbolica e industriale rilevante.

In termini assoluti il peso del singolo impianto è limitato rispetto al totale nazionale già realizzato, ma è bastato per portare il conteggio complessivo a 304,69 MWp. Un passaggio che lega direttamente Savogna d’Isonzo a un traguardo della rete Sunprime su scala italiana.

Una crescita rapida e il prossimo obiettivo

Secondo i numeri diffusi dalla società, l’avanzamento è stato costante negli ultimi due anni: i 100 MWp erano stati raggiunti nel febbraio 2024, i 200 MWp nel febbraio 2025, mentre il superamento dei 300 MWp è arrivato nel maggio 2026. Il ritmo indicato dall’azienda è di circa 100 MWp l’anno.

La prossima tappa dichiarata è quota 500 MWp entro la fine del 2026. Nel piano rientra anche la connessione alla rete di 250 MW di sistemi di accumulo a batterie, i cosiddetti BESS, destinati ad affiancare lo sviluppo degli impianti fotovoltaici.

Il tema ambientale richiamato dall’azienda

Nel commentare il risultato, l’amministratore delegato di Sunprime Development S.r.l., Gabriele Angeli, ha collegato la crescita della società non solo ai volumi installati ma anche agli effetti dei progetti sui territori coinvolti.

«La tappa dei 300 MWp conferma la validità del modello Sunprime, ma ciò che ci rende particolarmente orgogliosi è l’impatto concreto che stiamo generando sul territorio. Una parte rilevante della nostra crescita passa attraverso la bonifica di coperture industriali in amianto: trasformiamo un problema ambientale in nuova capacità produttiva da fonti rinnovabili. È questo, per noi, il cuore della nostra missione industriale nazionale».

Nelle parole dell’azienda emerge soprattutto il riferimento agli interventi su coperture industriali con amianto, indicati come uno degli elementi centrali della strategia di sviluppo insieme alla realizzazione di nuova produzione da fonti rinnovabili.

Chi è Sunprime

Fondata nel 2020 e con sede a Milano, Sunprime opera come produttore indipendente di energia e segue direttamente le attività di sviluppo, costruzione e gestione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. La società dichiara di contare su oltre 160 professionisti.

Sul fronte finanziario, l’azienda riferisce di aver ottenuto quasi 800 milioni di euro da istituzioni internazionali tra cui European Investment Bank, Natixis CIB, Kommunalkredit Austria, KfW IPEX-Bank e Nord LB.

Tra i numeri comunicati figurano inoltre una pipeline superiore a 1 GWp di capacità solare e oltre 1 GW di BESS. Per il territorio di Savogna d’Isonzo, intanto, il nuovo impianto resta il punto da cui è passata una soglia nazionale importante per la crescita del gruppo.

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