Gorizia torna al centro della rete ferroviaria: merci, passeggeri e asse con Slovenia e Austria

In Commissione regionale il punto sugli interventi che riguardano il nodo goriziano, dalla lunetta ai collegamenti verso Nova Gorica, Udine e il corridoio internazionale.

21 ottobre 2026 19:26
Gorizia torna al centro della rete ferroviaria: merci, passeggeri e asse con Slovenia e Austria -
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Il futuro ferroviario di Gorizia passa da una serie di interventi che possono incidere sia sui collegamenti quotidiani sia sulla logistica di respiro internazionale. Nel confronto in IV Commissione regionale, l’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante ha indicato proprio il nodo goriziano come uno dei punti chiave per rafforzare il ruolo del Friuli Venezia Giulia tra Italia, Europa centrale e area balcanica.

Per il territorio isontino il tema non riguarda soltanto i treni passeggeri. Sul tavolo ci sono infatti opere e aggiornamenti che toccano la circolazione delle merci, l’integrazione con la Slovenia, la relazione con Trieste e il miglior utilizzo delle linee che collegano Gorizia con Udine e Monfalcone.

Il nodo goriziano e la partita della lunetta

Tra i passaggi più attesi c’è la lunetta ferroviaria di Gorizia, considerata dalla Regione un’infrastruttura decisiva per riaprire prospettive sul fronte dei traffici ferroviari. Rfi, secondo quanto riferito in Commissione, ha confermato l’avvio dei lavori entro la fine del 2026.

L’opera viene letta come parte di un sistema più ampio, che comprende anche gli interventi previsti oltreconfine. L’obiettivo è rendere più solidi i collegamenti tra Trieste, Gorizia, Udine e Venezia, con sbocchi verso Vrtojba e Sežana, così da disporre di un percorso alternativo verso est e verso i Balcani.

Per Gorizia il valore strategico è evidente soprattutto sul versante merci. Il valico ferroviario cittadino, che nei primi anni Duemila registrava circa 21mila transiti, ha visto un progressivo ridimensionamento fino all’azzeramento attuale, mentre la gestione dei convogli merci è stata concentrata dalle Ferrovie slovene su Villa Opicina.

Linea Udine-Gorizia-Monfalcone, più capacità per nuovi servizi

Accanto alla lunetta, la Regione considera determinante l’aggiornamento della tratta Udine-Gorizia-Monfalcone, lunga circa 46 chilometri. L’intervento è inserito nella programmazione del contratto di programma di Rfi e punta a migliorare la gestione della circolazione e il distanziamento dei treni.

Il risultato atteso è un aumento della capacità della linea, con più tracce disponibili e standard di sicurezza più elevati. Secondo Amirante, questo passaggio è essenziale anche per rendere più appetibile l’attivazione di nuovi collegamenti, compresi quelli di carattere internazionale.

Nel quadro del potenziamento della rete regionale rientra anche il raccordo Ronchi Sud-Ronchi Nord. La sua valorizzazione viene collegata allo sviluppo della linea Monfalcone-Udine, ritenuto utile per ampliare l’offerta dei servizi e rivalutare anche le possibilità di fermata a Mossa.

Transfrontaliero, il fronte passeggeri guarda a GO! 2025 e oltre

Per i viaggiatori, il percorso avviato con GO! 2025 viene indicato come una base concreta su cui costruire ulteriori servizi. Il collegamento ferroviario tra Venezia, Gorizia e Nova Gorica, partito nel 2025 con un treno Blues capace di viaggiare anche su linee non elettrificate, è stato rafforzato nel 2026 con estensione a Udine e Pordenone.

Nel 2027 è previsto inoltre un nuovo collegamento tra Nova Gorica-Gorizia e Pordenone, Capitale italiana della Cultura, con prosecuzione su Venezia. A questo si aggiunge il servizio diretto con Roma introdotto dal 2025, oltre ai regionali lungo l’asse Trieste-Gorizia-Udine-Venezia e ai collegamenti su gomma in corrispondenza della stazione.

La collaborazione coinvolge Regione, Gect Go, amministrazioni locali, Trenitalia, Ferrovie slovene e Rfi. Per il versante austriaco resta aperto anche il lavoro nel tavolo transfrontaliero del programma Interreg Italia-Austria, mentre la Regione sta elaborando una proposta per un collegamento Venezia-Salisburgo lungo la Pontebbana, con fermate a Pordenone e Udine.

Merci, retroporto e rapporto con Trieste

Il dossier non si ferma ai binari del confine. Un altro aspetto riguarda la gestione logistica dei convogli merci, anche sfruttando i cinque binari presenti sul lato sloveno vicino alla frontiera, che potrebbero consentire soste temporanee utili a organizzare i flussi in base agli orari produttivi e alle esigenze notturne o festive.

In questo scenario si inserisce anche la richiesta di Sdag di essere integrata nel complesso ferroviario del nuovo Porto di Trieste, in relazione alle infrastrutture retroportuali. La lunetta, secondo la visione illustrata in Commissione, contribuirebbe a costruire un itinerario alternativo tra lo scalo triestino e Gorizia passando per la Slovenia, con un possibile rafforzamento del ruolo intermodale della piattaforma.

Restano tuttavia alcuni limiti sul lato sloveno, a partire dalla linea Nova Gorica-Sežana, che presenta criticità infrastrutturali come la mancata elettrificazione e caratteristiche tecniche che incidono sulla circolazione dei treni più pesanti. Anche la disponibilità di locomotive diesel adeguate viene considerata un fattore da valutare.

Per Gorizia, in sintesi, la prospettiva è quella di tornare a essere un punto utile non solo per i collegamenti locali ma per l’intera rete regionale e transfrontaliera. La sfida, emersa dal passaggio in Commissione, è trasformare questa posizione geografica in servizi effettivi e continui, sia per chi viaggia sia per il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia.

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