Collegamenti ferroviari nel Goriziano, Fasiolo rilancia: «La lunetta è il passaggio decisivo»

La consigliera regionale del Pd torna sul nodo dei treni nell’area di Gorizia: servono collegamenti strutturali con Italia, Slovenia e Austria.

21 ottobre 2026 17:55
Collegamenti ferroviari nel Goriziano, Fasiolo rilancia: «La lunetta è il passaggio decisivo» -
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Il tema dei treni nel territorio goriziano torna al centro del confronto politico regionale. A riaprirlo è la consigliera del Pd Laura Fasiolo, che dopo la risposta dell’assessore alle Infrastrutture alle sue interrogazioni chiede un passo concreto per evitare che Gorizia resti ai margini dei collegamenti ferroviari nazionali e transfrontalieri.

Nel ragionamento della consigliera, il punto non è soltanto aumentare le corse o gestire appuntamenti straordinari, ma rafforzare in modo stabile il ruolo del nodo ferroviario tra Gorizia e Nova Gorica, così da renderlo davvero funzionale nei rapporti con il resto d’Italia e con i vicini collegamenti verso Slovenia e Austria.

Il nodo che pesa sul territorio

Fasiolo sostiene che non sia più rinviabile una soluzione infrastrutturale capace di superare l’attuale debolezza del sistema. Nella sua presa di posizione indica con chiarezza la necessità della lunetta, ritenuta essenziale per dare a Gorizia uno sbocco ferroviario più efficace e per non limitarsi alla sola direttrice di Opicina.

Secondo la consigliera, l’attenzione mostrata di recente dalla Regione rappresenta un segnale positivo, ma non sufficiente. Ricorda infatti che del problema si discute da molti anni e che ora, più che ricostruire responsabilità passate, serve chiudere una fase di attese e trasformare le analisi in decisioni operative.

Il passaggio con la Slovenia

Nel suo intervento, Fasiolo richiama anche il ruolo delle ferrovie slovene. A suo giudizio è necessario accelerare sull’elettrificazione e sull’ammodernamento delle linee oltreconfine, considerate ancora troppo arretrate rispetto alle esigenze di un’area che punta a muoversi come uno spazio integrato.

Per il territorio isontino, osserva, questa condizione ha avuto effetti diretti per anni, frenando anche la possibilità di costruire collegamenti più efficienti. Da qui l’insistenza su un confronto più deciso con la parte slovena, ritenuto indispensabile per dare continuità ai progetti annunciati.

Non solo eventi: la richiesta di una soluzione stabile

Tra i punti richiamati dalla consigliera c’è anche la necessità di rafforzare i collegamenti internazionali e quelli verso il resto del Paese senza costringere i convogli a inversioni di marcia. In questa prospettiva viene indicata come strategica anche la lunetta Ronchi Nord-Ronchi Sud, considerata un tassello delicato ma decisivo per migliorare l’accessibilità ferroviaria dell’area goriziana.

Fasiolo cita inoltre i servizi previsti in occasione di Gorizia 2025, compresi i treni diretti verso Venezia dalla Slovenia, dalla Transalpina e da Gorizia. Per la consigliera, però, non può trattarsi di una risposta limitata all’evento: l’obiettivo dev’essere trasformare queste opportunità in collegamenti duraturi, capaci di ridurre davvero l’isolamento del territorio.

La richiesta politica, in sostanza, è quella di aprire una trattativa che coinvolga la Slovenia e anche la popolazione dell’area vicina alla ferrovia del basso Isontino, così da arrivare a una soluzione condivisa. Per il Friuli orientale, il dossier ferroviario resta quindi uno dei passaggi più rilevanti nella partita della mobilità e dei rapporti con il resto d’Europa.

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