Gorizia ripensa l’ex Deposito tramviario: fondi Fesr e Università per il nuovo polo urbano

L’area storica del capoluogo isontino entra nella fase operativa con un progetto da 4,55 milioni e un percorso pubblico tra mostra, tavola rotonda e convegno.

05 novembre 2026 17:01
Gorizia ripensa l’ex Deposito tramviario: fondi Fesr e Università per il nuovo polo urbano -
Condividi

Un edificio che appartiene alla memoria urbana di Gorizia si prepara a cambiare funzione senza perdere la propria identità. L’ex Deposito tramviario del capoluogo isontino è al centro di un intervento di recupero che punta a trasformarlo in uno spazio dedicato alla vita pubblica, alla cultura e alla socialità.

Il progetto ha una dotazione di 4 milioni e 550 mila euro, messi a disposizione attraverso il Programma regionale Fesr Friuli Venezia Giulia 2021-2027, e viene indicato come un passaggio significativo nelle politiche di rigenerazione urbana che interessano il territorio friulano.

Un caso pilota nato tra Comune, Regione e ateneo

Alla base dell’operazione c’è il lavoro sviluppato insieme al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste, in collaborazione con il Comune di Gorizia e con la Regione. L’ex Deposito tramviario viene presentato come il primo esempio applicativo di un masterplan urbanistico costruito a partire da uno studio condiviso.

Secondo quanto emerso durante la presentazione pubblica, l’obiettivo non è soltanto riqualificare un immobile, ma usare questo intervento come modello per una pianificazione più ampia, capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, professionisti e mondo accademico.

In questo quadro, il ruolo di Gorizia come città universitaria viene considerato un elemento centrale, anche per il coinvolgimento degli studenti e delle competenze presenti nel polo locale.

Il valore storico dell’area e le nuove funzioni

L’intervento guarda al riuso di una struttura che rappresenta una testimonianza importante della storia cittadina. L’idea è restituire questo spazio alla comunità con funzioni contemporanee, mantenendo il legame con la sua memoria originaria.

Il recupero, inoltre, viene impostato senza consumo di nuovo suolo, aspetto che rafforza il valore urbanistico dell’operazione e la sua coerenza con le linee più attuali della trasformazione delle città.

Nel corso dell’incontro, l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha sottolineato la necessità che percorsi di questo tipo nascano da una visione larga e partecipata, nella quale la progettazione non rimanga confinata agli aspetti tecnici ma coinvolga l’intera comunità locale.

Gli appuntamenti aperti alla città

Proprio per allargare il confronto, nelle prossime settimane sono stati fissati due momenti pubblici a Gorizia. Il primo appuntamento è previsto per il 13 novembre al Polo universitario di via Alviano, dove saranno inaugurate la mostra dedicata al percorso progettuale e una tavola rotonda sul tema.

Il secondo passaggio è in calendario il 16 dicembre, con un convegno dedicato alla rigenerazione urbana e al riuso di complessi industriali e di strutture legate alle infrastrutture del passato.

Per Gorizia si tratta di un intervento che va oltre il singolo cantiere: il riassetto dell’ex Deposito tramviario viene infatti letto come un tassello della strategia di valorizzazione del tessuto cittadino, in una fase in cui la programmazione urbanistica regionale punta a tradurre studi e strumenti normativi in opere concrete per il territorio.

Segui Prima Friuli