A Gorizia il Premio Villotta: riconoscimento a una tesi dell’Università di Udine su IA e lobbying
Nel complesso di Santa Chiara assegnato il premio di laurea dedicato a Piero Villotta. Tre menzioni speciali a Milocco, Sclauzero e Provenzani.
Il rapporto tra informazione, nuove tecnologie e regole europee è stato al centro della giornata che si è tenuta a Gorizia, dove è stato consegnato il Premio di laurea intitolato a Piero Villotta. A ottenere il riconoscimento principale è stato Carlo Alberto Bertoncello, laureato all’Università di Udine, premiato per un lavoro dedicato al ruolo del lobbying e dell’intelligenza artificiale nel quadro normativo dell’Unione europea.
La cerimonia si è svolta oggi, 20 maggio 2026, nel complesso di Santa Chiara, all’interno del convegno “Dai social all’intelligenza artificiale: come sta cambiando l’informazione”, appuntamento che ha messo in dialogo il mondo della comunicazione con i cambiamenti introdotti dalle tecnologie digitali.
Bertoncello, originario di Monticello Conte Otto, nel Vicentino, ha concluso il corso di Relazioni pubbliche dell’Ateneo friulano con la tesi “Lobbying e intelligenza artificiale nell’Unione europea. La corsa alla regolamentazione tra innovazione e rischio”, seguita da Luca Brusati. Il premio assegnato al vincitore ha un valore di 2mila euro.
Un riconoscimento nato tra Udine e il Friuli Venezia Giulia
L’iniziativa è promossa da Adriana Ronco, moglie di Piero Villotta, insieme al Consiglio nazionale e a quello regionale dell’Ordine dei giornalisti e all’Università di Udine. Il concorso è rivolto ai laureati in Relazioni pubbliche e in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni dell’ateneo.
A consegnare i riconoscimenti sono stati il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Furio Baldassi, Adriana Ronco Villotta e Renata Kodilja, delegata dell’Università di Udine per il polo goriziano. La scelta di Gorizia come sede della premiazione ha dato alla cerimonia un rilievo particolare anche per il territorio isontino, al centro di una riflessione sempre più attuale sul futuro dell’informazione.
Le tre tesi segnalate dalla commissione
Accanto al premio principale, la commissione ha attribuito tre menzioni speciali. Una è andata a Claudio Giuseppe Milocco, di Gonars, laureato magistrale in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, per una tesi dedicata all’analisi della stampa italiana mainstream sull’escalation del conflitto Israele-Palestina. Relatore Claudio Melchior.
Riconoscimento anche per Ester Sclauzero, di Nova Gorica, laureata in Relazioni pubbliche, autrice di un elaborato sulla percezione pubblica delle fake news, anche questo seguito da Claudio Melchior. Un tema che, in un’area di confine come quella goriziana, richiama in modo diretto il nodo della credibilità delle fonti e della circolazione delle notizie.
La terza menzione speciale è stata assegnata a Gianmarco Provenzani, di Udine, laureato in Relazioni pubbliche, per una tesi dedicata all’intelligenza artificiale applicata alla didattica, con un caso studio su AppInventory. Relatrice Antonina Dattolo.
Il significato del premio dedicato a Villotta
Il riconoscimento porta il nome di Piero Villotta, figura di riferimento del giornalismo regionale, già presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e consigliere nazionale. Il premio ne richiama l’impegno costante a tutela della professione e della qualità del lavoro giornalistico.
Per l’edizione di quest’anno il bando aveva scelto come asse “Comunicazione, sostenibilità e nuove tecnologie: effetti sull’informazione pubblica”, con una particolare attenzione agli strumenti digitali, all’intelligenza artificiale e ai meccanismi di influenza che attraversano oggi l’ecosistema mediatico. Un perimetro che spiega bene anche la scelta delle tesi premiate, tutte concentrate su temi molto presenti nel dibattito contemporaneo.