Gorizia, la SDAG rilancia il nodo logistico: focus su ferrovia, P3 e merci refrigerate
Nel confronto con i consiglieri regionali dell’Isontino illustrate le priorità per far crescere l’interporto goriziano tra traffici portuali e collegamenti verso Est.
Più capacità per il freddo, un terminal ferroviario da rendere più efficiente e un deciso salto di qualità nell’area P3: è su questi tre fronti che la SDAG di Gorizia sta impostando la prossima fase di sviluppo. Il quadro è emerso durante la visita istituzionale di mercoledì 15 luglio 2026, dedicata a verificare da vicino funzioni attuali e margini di crescita della piattaforma.
All’incontro hanno partecipato i consiglieri regionali dell’Isontino Laura Fasiolo, Diego Moretti, Enrico Bullian e Diego Bernardis, che hanno svolto un sopralluogo all’interno dell’interporto insieme ai vertici della società. Il confronto ha messo al centro il ruolo dello scalo goriziano nel sistema dei collegamenti regionali e transfrontalieri.
Le priorità indicate per il sito goriziano
Nel corso della visita, l’amministratore unico Fabrizio Renato Russo ha presentato le linee su cui si concentrano gli interventi ritenuti più urgenti. Tra questi figurano il rafforzamento del Circuito Doganale di Gorizia, identificato con l’area P3, e l’adeguamento del terminal ferroviario sotto il profilo strutturale e tecnologico.
Accanto a questi capitoli, è stato indicato anche l’ampliamento del Polo del Freddo, passaggio considerato strategico per aumentare la capacità della struttura e attrarre maggiori flussi di merce in arrivo dai porti di Trieste e Monfalcone.
Come funziona oggi l’interporto
La visita ha consentito di ripercorrere i tre ambiti operativi su cui si regge l’attività della SDAG. Uno è il comparto dedicato alle merci deperibili, con il Polo del Freddo organizzato per la conservazione in regime dry, fresh e frozen, a servizio soprattutto della filiera alimentare.
Un secondo pilastro è rappresentato dalle aree di sosta P1, P2 e P3, utilizzate dall’autotrasporto internazionale. Proprio la P3, che coincide con il circuito doganale, è stata indicata come uno degli spazi su cui intervenire per rispondere agli standard più aggiornati previsti per le aree SSTP, cioè Safe and Secure Truck Parking.
Il terzo elemento è il terminal ferroviario, considerato decisivo per l’intermodalità e per il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia. Nell’area è già presente l’Officina Ferroviaria di Manutenzione gestita da Adriafer Rail Services Srl, ma durante il sopralluogo è stata evidenziata l’esigenza di una struttura più funzionale rispetto alle prospettive di crescita.
Il peso dei collegamenti con i porti e con l’Est Europa
La prospettiva illustrata durante l’incontro guarda oltre il solo perimetro goriziano. L’obiettivo è consolidare la SDAG come snodo capace di intercettare una quota più ampia dei traffici che arrivano dagli scali di Trieste e Monfalcone, rafforzando al tempo stesso la direttrice verso i mercati dell’Est Europa.
In questa logica, il potenziamento del ferro e l’espansione delle infrastrutture già operative vengono letti come passaggi essenziali per aumentare la competitività del sito. Non solo servizi migliori per chi già utilizza la piattaforma, ma anche una maggiore attrattività per nuovi operatori logistici.
Il giudizio dei consiglieri regionali
Per i quattro consiglieri regionali dell’Isontino, la visita ha offerto un riscontro diretto sulle potenzialità della struttura e sulla necessità di accompagnarne lo sviluppo con scelte mirate nei punti più strategici. Il confronto ha avuto quindi anche un valore politico e istituzionale rispetto alle priorità infrastrutturali del territorio.
Al termine dell’incontro, Fasiolo, Moretti, Bullian e Bernardis hanno ringraziato Fabrizio Renato Russo e lo staff della SDAG per l’approfondimento tecnico e per la ricognizione sulle prospettive dell’interporto. Il messaggio emerso è chiaro: la piattaforma goriziana viene considerata un’infrastruttura con margini di espansione concreti, da sostenere nel quadro della logistica regionale.