Gorizia, in piazza Vittoria il sudario per i bambini di Gaza: la veglia civile chiama la città
Davanti alla prefettura e alla chiesa di Sant’Ignazio una mobilitazione pacifica promossa da Pax Christi, con l’intervento anche della consigliera Laura Fasiolo.
Un lenzuolo disteso nel cuore di Gorizia, con migliaia di nomi e di età scritti sopra, ha trasformato piazza Vittoria in un luogo di raccoglimento e presa di posizione pubblica. La manifestazione dedicata alle vittime più giovani del conflitto a Gaza ha portato in centro una partecipazione ampia, segnata da silenzio, ascolto e interventi rivolti alla coscienza collettiva.
L’iniziativa si è svolta davanti alla prefettura e alla chiesa di Sant’Ignazio ed è stata promossa da Pax Christi, dal gruppo nazionale con don Renato Sacco e da Carnia per la Pace. Al centro del presidio, il sudario con i nomi, i cognomi e le età di oltre 18mila bambini uccisi, scelto come simbolo concreto per rendere visibile la dimensione della tragedia.
Una piazza che sceglie il linguaggio dei segni
Più che gli slogan, a colpire è stato il valore del gesto pubblico. La scelta di esporre quel lungo telo, nel pieno della città, ha dato forma a una protesta pacifica che ha puntato sulla forza della memoria e sulla condivisione del lutto. Secondo quanto riferito dalla consigliera regionale Laura Fasiolo, presente all’appuntamento, proprio quel segno materiale è riuscito a rendere immediato il peso umano della guerra.
Nel corso della serata sono state lette riflessioni di don Pierluigi Di Piazza e di monsignor Bellavite. In piazza sono risuonati anche i nomi dei bambini ricordati nel sudario, in un contesto che, sempre secondo Fasiolo, ha visto una presenza significativa di giovani.
Le parole di Laura Fasiolo
La consigliera regionale del Pd ha definito particolarmente intenso il momento vissuto a Gorizia, sottolineando come l’iniziativa abbia saputo toccare un sentimento diffuso tra i cittadini. Nel suo intervento ha richiamato il tema della responsabilità politica e istituzionale, indicando nell’inerzia delle leadership europee uno dei nodi più gravi emersi di fronte al dramma di Gaza.
Fasiolo ha inoltre osservato che la partecipazione popolare esprime una sensibilità che, a suo giudizio, non trova oggi un corrispettivo adeguato nelle scelte della politica nazionale e regionale. Da qui il valore attribuito a una mobilitazione pubblica costruita in modo non violento, ma capace di porre una domanda netta a chi governa.
Il significato della mobilitazione in città
Nella lettura data dagli organizzatori e dai partecipanti, l’appuntamento goriziano non è stato soltanto un momento simbolico, ma anche un invito a non assuefarsi ai numeri del conflitto. Portare in piazza identità, età e storie spezzate ha significato restituire volto alle vittime e chiedere che il tema non venga confinato alla distanza delle cronache internazionali.
Al termine, la stessa Fasiolo ha rivolto un ringraziamento a chi ha costruito l’iniziativa, definendola una prova di umanità e di responsabilità civile. A Gorizia, la serata ha lasciato soprattutto questo segno: una comunità raccolta attorno a un gesto sobrio ma forte, pensato per impedire che il dolore resti invisibile.