Gorizia apre il confronto sulla medicina che cambia: bioetica, IA e rapporto medico-paziente

Nel polo universitario isontino una giornata promossa dall’Ordine dei Medici per discutere come evolvono cure, professione sanitaria e centralità della persona.

07 novembre 2026 10:49
Gorizia apre il confronto sulla medicina che cambia: bioetica, IA e rapporto medico-paziente -
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Non solo diagnosi e terapie, ma una visione più ampia della salute, capace di considerare la persona nella sua dimensione fisica, psicologica e sociale. È da questo punto che a Gorizia si è sviluppato il convegno dedicato al futuro della medicina, ospitato al Conference Center dell’Università di Trieste nel polo universitario isontino.

L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Gorizia, ha messo al centro una domanda che riguarda da vicino anche il territorio friulano: come cambiano il ruolo del medico e l’organizzazione dell’assistenza in una fase in cui la sanità è chiamata a ripensare modelli, strumenti e relazioni con i pazienti.

Il nodo della cura oltre la malattia

Nel corso dell’incontro è intervenuto l’assessore regionale Sebastiano Callari, che ha richiamato l’esigenza di orientare il percorso di cura a un benessere complessivo della persona, e non soltanto al trattamento della patologia. Un’impostazione che, nelle parole dell’esponente della Giunta, invita a rileggere anche la funzione del medico come figura di accompagnamento lungo il cammino di salute.

Il tema, del resto, si inserisce in una riflessione più ampia sul servizio sanitario e sull’evoluzione della professione medica. L’attenzione agli aspetti psicologici e sociali, accanto a quelli clinici, viene indicata come uno degli elementi che possono contribuire a costruire un’assistenza più aderente ai bisogni reali delle persone.

In questo quadro la Regione Friuli Venezia Giulia ha richiamato i percorsi avviati dall’Assessorato alla Salute guidato da Riccardo Riccardi sul versante dell’umanizzazione delle cure, con l’obiettivo di rafforzare la centralità del paziente sia nel rapporto con i professionisti sanitari sia nell’assetto dei servizi.

Curare l’Essere Umano: a Gorizia il convegno sul futuro della medicina
Curare l’Essere Umano: a Gorizia il convegno sul futuro della medicina

Dal passato della medicina alle sfide dell’intelligenza artificiale

Il titolo completo dell’appuntamento, “Curare l’Essere Umano. Conoscere il passato e comprendere il presente per progettare il futuro”, chiarisce il taglio scelto dagli organizzatori. Il programma attraversa infatti l’evoluzione del pensiero medico dal Medioevo fino al XXI secolo, toccando il rapporto tra salute e malattia, il peso dell’umanitarismo e della scienza e le nuove questioni aperte dalle tecnologie digitali.

Tra i temi affrontati trovano spazio anche bioetica, deontologia e algoretica, in un passaggio storico in cui l’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nel dibattito sanitario. Il confronto goriziano prova così a legare la tradizione della medicina alle trasformazioni più recenti, senza perdere di vista il valore della relazione umana.

Relatori e apertura alla città

Alla giornata partecipano medici, accademici ed esperti di storia della medicina. Tra i nomi annunciati figurano il presidente dell’Ordine dei Medici di Gorizia Albino Visintin, Silvio Brusaferro, Gianfranco Sinagra, monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e don Alessio Geretti.

L’appuntamento è aperto anche alla società civile e agli studenti universitari, scelta che amplia il confronto oltre il solo ambito specialistico. La conclusione dei lavori è prevista alle 14 e il convegno si svolge con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e di diverse istituzioni scientifiche, accademiche e sanitarie.

Per Gorizia l’incontro rappresenta anche un’occasione di discussione pubblica su temi che toccano da vicino il presente e il futuro della sanità: dall’identità della professione medica alle implicazioni etiche delle innovazioni, fino alla necessità di mantenere la persona come riferimento principale del percorso di cura.

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