Gorizia accende èStoria 2026: al Verdi focus sull’Iran e in serata Beethoven con la FVG Orchestra
Giovedì 28 maggio parte la nuova edizione del festival dedicata alle religioni: incontri dal mattino, lectio di Andrea Riccardi, cinema e appuntamenti al Verdi.
Gorizia si prepara ad aprire una nuova edizione di èStoria con una giornata fitta di appuntamenti distribuiti tra centro città, spazi culturali e teatro. Giovedì 28 maggio prende il via il festival internazionale, che per il 2026 ha scelto come filo conduttore il tema delle religioni, intrecciando riflessione storica, attualità, musica e cinema.
Il momento più atteso dell’esordio sarà al Teatro Comunale G. Verdi, dove nel tardo pomeriggio è prevista l’inaugurazione istituzionale del festival. Al centro dell’incontro, dalle 18 alle 19.30, ci sarà “L’Iran islamico”, confronto affidato a Farian Sabahi e Cecilia Sala con il coordinamento di Antonio Di Bartolomeo. Il dialogo affronterà i cambiamenti intervenuti nel Paese dopo il 1979, tra trasformazioni sociali ed economiche e una questione che resta saldamente al centro dello scenario internazionale.
Nello stesso teatro, alle 20.30, la serata proseguirà con la FVG Orchestra in un programma interamente dedicato a Ludwig van Beethoven. In scaletta l’Ouverture Coriolano in do minore op. 62 e la Messa in Do maggiore per soli, coro e orchestra op. 86. Il concerto rientra nel progetto transfrontaliero BeWoP – Beyond Walk of Peace: from Crossborder Historical Research and Cultural Heritage to European Trail and Stories.
Tra riflessione storica e dialogo sul presente
Il programma del festival si metterà in moto già dalle prime ore del mattino con il ritorno di “Colazione con la Storia”, appuntamento quotidiano al Caffè Teatro dalle 8 alle 9. La formula prevede una lettura dei fatti del giorno attraverso l’analisi di storici e giornalisti. Nel primo incontro interverranno Ivan Bianchi, Mauro Mazza e Dino Messina.
Alle 9.30 la Tenda Erodoto ospiterà un approfondimento dedicato alla sensibilità religiosa nel medioevo. Interverranno Paolo Cammarosano, Anna Rapetti, Maria Teresa Dolso e la restauratrice Maria Giorgi, con Gabriele Bevilacqua a coordinare il confronto. L’incontro punterà l’attenzione su una religiosità che permeava la vita europea medievale e sul ruolo del cristianesimo come riferimento comune. Maria Giorgi proporrà anche un passaggio sulla figura di San Francesco, partendo dai suoi studi sulle reliquie di secondo grado del santo.
Dalle 11 a mezzogiorno, nell’Aula Magna del Polo Universitario Santa Chiara, il festival si sposterà sul Cinquecento con “Le riforme protestanti all’inizio del Cinquecento”. A ripercorrere quella stagione saranno Mario Biagioni, Lucia Felici e Brandon Gallaher dell’Università di Exeter, con Marco Ventura nel ruolo di coordinatore. Il focus sarà sulle fratture che segnarono l’Europa e sulle figure di Lutero, Zwingli e Calvino.
Il pomeriggio: Riccardi e il confronto tra fede e scienza
Nel pomeriggio, alle 16.30 alla Tenda Erodoto, è attesa la lectio magistralis di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e studioso del dialogo interreligioso. Il suo intervento, intitolato “Il papa polacco”, sarà dedicato a Giovanni Paolo II, raccontato sia nella dimensione pubblica sia in quella più personale.
Un altro passaggio del programma è fissato alle 18 nella sala Trgovski dom con “La prova di Dio”. Il confronto vedrà protagonisti Olivier Bonnassies e don Santi Grasso, presbitero dell’Arcidiocesi di Gorizia. Partendo dal volume “Dio, la scienza e le prove”, scritto con Michel-Yves Bolloré, l’incontro porrà al centro il rapporto tra ricerca scientifica e fede, interrogandosi sulla possibilità di argomentare l’esistenza di Dio anche sul terreno della scienza.
Alle 19.30 la Tenda Erodoto accoglierà Marianna Aprile, che insieme a Eva Ciuk presenterà il libro “La promessa”. Il volume prende le mosse dal suffragio universale per ragionare sul cammino compiuto dalle donne e su quello ancora aperto sul terreno della parità.
Il percorso parallelo del Film Festival
Accanto agli incontri principali, la giornata inaugurale proporrà anche il calendario del Film Festival. Alle 15, a BorGo Cinema, sarà presentato il libro “Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo”. Ne discuteranno il giornalista Rai Antonio Caiazza, il regista e direttore della fotografia Luciano Tovoli e Giampaolo Mauro di Rai Trieste.
Il volume ricostruisce la travagliata vicenda del film “Il generale dell’armata morta”, nato dal romanzo di Ismail Kadaré e interpretato, tra gli altri, da Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée e Sergio Castellitto. La ricostruzione si basa su documenti inediti emersi dagli archivi diplomatici europei e riporta alla luce un capitolo scomodo della memoria italiana, legato alla presenza in Albania durante il fascismo e al clima politico dei primi anni Ottanta.
Alle 18, sempre a BorGo Cinema, sarà proposto il video della conferenza di Alessandro Barbero “Caporetto 1917: lettura di una battaglia / Kobarid 1917: pripoved o bitki”, con presentazione e commento affidati al direttore del festival Adriano Ossola. In un anno particolarmente significativo per Gorizia e Nova Gorica, unite nel percorso di Capitale europea della cultura, l’appuntamento richiama una delle pagine più rilevanti della storia di confine.
La stessa giornata si chiuderà anche al Kinemax, dove alle 20 è in programma la proiezione de “Il generale dell’armata morta”, introdotta e commentata da Luciano Tovoli e Antonio Caiazza. Per tutti gli eventi del Film Festival l’accesso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.