Giustizia in Friuli Venezia Giulia, dal riordino delle Province un nuovo allarme sugli organici dei tribunali
Interrogazione di Laura Fasiolo alla Giunta: dal 2027 il passaggio dei dipendenti Edr potrebbe complicare il supporto amministrativo agli uffici giudiziari.
Il punto non riguarda soltanto l’assetto della macchina regionale, ma anche la tenuta quotidiana dei tribunali del Friuli Venezia Giulia. A sollevare il tema è la consigliera regionale del Pd Laura Fasiolo, che con un’interrogazione chiede alla Giunta come intenda evitare nuove difficoltà negli uffici giudiziari a partire dal 2027.
Al centro c’è il destino del personale oggi impiegato attraverso gli Edr e utilizzato a supporto delle sedi giudiziarie. Con l’entrata in vigore degli effetti della legge regionale 7/2026, dal 1° gennaio 2027 questi dipendenti passeranno infatti alle nuove Province, aprendo un passaggio che secondo Fasiolo va affrontato prima che produca conseguenze operative.
Che cosa cambia con il passaggio alle nuove Province
Nella lettura proposta dalla consigliera, il cambio di inquadramento non sarebbe neutro. Il trasferimento del personale dagli enti regionali alle Province potrebbe incidere sulla possibilità di continuare le assegnazioni che oggi consentono agli uffici giudiziari di contare su un supporto amministrativo aggiuntivo.
Fasiolo segnala tre effetti possibili: minore mobilità sul territorio, prospettive professionali più ristrette e difficoltà a proseguire le esperienze già avviate nei tribunali. Un quadro che, se non gestito per tempo, rischia di pesare sia sui lavoratori sia sull’organizzazione del servizio.
Il nodo, in particolare, sta nel fatto che l’intesa attuale coinvolge il personale regionale. Se dal 2027 quel personale non dipenderà più dalla Regione, servirà un nuovo assetto di convenzioni per non interrompere una collaborazione costruita negli anni.
Il tema del protocollo con la Corte d’Appello di Trieste
Uno dei punti su cui si concentra l’interrogazione riguarda proprio il rapporto istituzionale con la Corte d’Appello di Trieste. Fasiolo chiede se la Giunta abbia già valutato un aggiornamento del protocollo d’intesa, alla luce del riordino previsto dalla normativa regionale.
Secondo la consigliera, manca inoltre un passaggio di confronto con i rappresentanti degli uffici giudiziari. Un aspetto che, nella sua valutazione, rende ancora più delicata una fase in cui sarebbe invece necessario raccogliere esigenze e criticità direttamente da chi opera nelle cancellerie e nelle strutture amministrative.
Perché la questione pesa sugli uffici giudiziari del Friuli Venezia Giulia
Il punto politico sollevato non si limita a una vertenza interna al pubblico impiego. Fasiolo lega infatti il riordino del personale a una situazione che già oggi presenta carenze negli organici amministrativi dei tribunali del territorio.
Il timore espresso è che, senza una soluzione preventiva, gli uffici possano trovarsi con meno risorse disponibili proprio mentre avrebbero bisogno di continuità e competenze già formate. In altre parole, il rischio sarebbe quello di perdere un supporto che oggi contribuisce al funzionamento ordinario delle sedi giudiziarie regionali.
Per questo l’esponente dem chiede alla Giunta se il problema sia già stato preso in esame e quali iniziative intenda mettere in campo. La domanda è concreta: come assicurare dopo il 2027 la prosecuzione del sostegno amministrativo ai tribunali del Friuli Venezia Giulia, salvaguardando allo stesso tempo la posizione dei dipendenti coinvolti.
Nella richiesta finale contenuta nell’atto ispettivo, Fasiolo sollecita dunque un intervento anticipato. L’obiettivo, nella sua impostazione, è evitare che il nuovo assetto istituzionale si traduca in un ulteriore elemento di fragilità per la giustizia sul territorio regionale.