A Gemona un segno stabile della memoria: dedicato agli alpini arrivati in Friuli dopo il sisma
Scoperta il 20 giugno 2026 la statua in omaggio ai 15mila volontari Ana. In serata il riconoscimento alle 63 sezioni impegnate nella ricostruzione.
Nel 1976, per il Friuli ferito dal terremoto, gli alpini furono una presenza concreta nei giorni dell’emergenza e nei lunghi mesi della ricostruzione. Oggi Gemona del Friuli ha scelto di fissare quella pagina nella pietra e nel bronzo con un monumento dedicato ai 15mila volontari dell’Ana che operarono nei territori colpiti.
L’inaugurazione si è svolta sabato 20 giugno 2026, all’interno degli appuntamenti collegati all’Adunata del Triveneto. La cerimonia ha riportato l’attenzione su un legame che in Friuli resta fortissimo: quello tra le comunità del cratere e chi, quasi mezzo secolo fa, contribuì a rimettere in piedi case, paesi e servizi.
Un omaggio che parla alla memoria del Friuli
L’opera ricorda l’impegno dei volontari dell’Associazione nazionale alpini arrivati dopo il sisma, non soltanto nelle prime fasi dell’assistenza alla popolazione ma anche nei cantieri che segnarono la ripartenza. Nel corso dell’inaugurazione sono state richiamate figure centrali di quella stagione, come l’allora presidente nazionale Ana Franco Bertagnolli, il sindaco di Gemona del 1976 Ivano Benvenuti e il comandante della Julia di quel periodo, il generale di brigata Giovanni De Acutis.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco Roberto Revelant, l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, in un momento che ha assunto un valore non solo istituzionale ma anche profondamente simbolico per il territorio.
La statua e il suo significato
Autore del monumento è il maestro Giovanni Basso, ringraziato pubblicamente durante l’incontro. L’immagine scelta richiama l’idea della salita, con la figura dell’alpino protesa verso l’alto: un segno che, nelle parole condivise durante la cerimonia, richiama fatica, dedizione e volontà di ricostruire.
Nel suo intervento, Barbara Zilli ha inserito l’inaugurazione nel quadro delle iniziative che stanno accompagnando l’Adunata del Triveneto, sottolineando quanto il rapporto tra gli alpini e il Friuli del terremoto continui a essere vivo. Un legame che, secondo quanto evidenziato, passa anche attraverso la capacità di trasmettere questa memoria alle nuove generazioni.
Nel richiamare quella stagione, l’assessore ha ricordato anche l’insegnamento di Giuseppe Zamberletti, indicando nel non restare fermi davanti alle emergenze uno dei valori lasciati in eredità da quelle esperienze.
La serata al Cinema teatro sociale
La giornata di Gemona proseguirà in serata al Cinema teatro sociale, dove è in programma la consegna delle medaglie-ricordo ai presidenti delle 63 sezioni Ana che presero parte ai lavori nei cantieri della ricostruzione dopo il terremoto del Friuli.
Nel corso dell’appuntamento è prevista anche l’esibizione del coro dei Congedati della Julia, insieme alla proiezione di filmati dedicati a quei giorni e al lavoro svolto dagli alpini nei mesi successivi al sisma. Un modo per tenere insieme ricordo pubblico e testimonianza diretta di una pagina che, a Gemona come in tutto il Friuli, continua a parlare al presente.